Sei in malattia. Stai sul divano, febbre a 38, tisana in mano. Poi suona il citofono. È il medico dell’INPS.
Può succedere già dal primo giorno. E dal 2026, le regole su quando può arrivare e cosa rischi se non ti trovi in casa sono cambiate in modo sostanziale. La Legge di Bilancio 2026 ha riorganizzato l’intero sistema dei controlli sulle assenze per malattia — orari uniformati, procedure digitalizzate, più medici ispettori, sanzioni più chiare. Vale per i dipendenti pubblici e per quelli privati, senza distinzioni.
Ecco cosa cambia davvero e cosa devi sapere.
Gli orari di reperibilità: la novità più importante
Fino all’anno scorso le fasce orarie in cui il medico fiscale poteva presentarsi a casa erano diverse tra dipendenti pubblici e privati. Una disparità che aveva già generato un ricorso al TAR del Lazio — sentenza n. 16305 — che ne aveva sancito l’illegittimità.
Dal 2026 quelle differenze sono sparite. Tutti i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, devono essere reperibili nelle stesse fasce orarie: dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 17:00 alle 19:00, compresi sabato, domenica e giorni festivi.
Non importa che sia domenica. Non importa che sia Natale. Se sei in malattia e il medico bussa, devi essere lì.
Il controllo può essere disposto fin dal primo giorno di assenza e per l’intera durata della prognosi. Non c’è un giorno di grazia, non c’è un periodo minimo da aspettare.
Quando puoi uscire di casa senza rischiare nulla
Le eccezioni esistono, ma vanno documentate. Se hai un appuntamento con uno specialista o un esame clinico durante le fasce di reperibilità, sei esonerato dall’obbligo — ma devi conservare la documentazione scritta che attesta l’appuntamento e esibirla in caso di contestazione.
Sono inoltre esonerati dall’obbligo di reperibilità:
- i lavoratori con patologie gravi che richiedono terapie salvavita
- chi ha una invalidità riconosciuta
- chi è in malattia per infortunio sul lavoro
- chi ha già ricevuto una prognosi di ricovero ospedaliero
Se cambi indirizzo durante la malattia devi comunicare immediatamente il nuovo domicilio di reperibilità all’INPS. Sembra un dettaglio, ma non essersi aggiornati è uno dei motivi più comuni per cui le visite vanno deserte.
I controlli digitali: il datore di lavoro può richiedere la visita in tempo reale
La novità tecnologica più rilevante è l’arrivo di una nuova piattaforma digitale integrata nella Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND). Grazie a questo strumento, i datori di lavoro possono richiedere la visita fiscale per i propri dipendenti in tempo reale, monitorare lo stato della verifica e consultarne l’esito con pochi clic.
Tradotto: il tuo capo può richiedere un controllo domiciliare su di te con molta più facilità rispetto a prima. Senza telefonare, senza pratiche cartacee, senza aspettare giorni. Un clic sul portale e la richiesta parte.
La visita può essere richiesta sia dal datore di lavoro — tramite il nuovo portale PDND — sia disposta d’ufficio dall’INPS.
I numeri: 14 milioni di certificati in sei mesi
I dati spiegano perché il sistema si è irrigidito. Nel secondo semestre del 2025 l’INPS ha registrato circa 14 milioni di certificati medici, in aumento del 2,8% rispetto all’anno precedente. Nello stesso periodo le visite fiscali domiciliari hanno sfiorato quota 400mila, in crescita del 3,7%.
La quota maggiore riguarda il settore privato, che rappresenta il 78,7% del totale. Uno su cinque certificati arriva dal pubblico impiego, quattro su cinque dal privato.
Con questi numeri il sistema di controllo — per quanto potenziato — non riesce a coprire tutto. Ma la direzione è chiara: più medici ispettori, strumenti più veloci, procedure meno burocratiche. Il messaggio è che i controlli aumenteranno ancora.
Cosa rischi se non ti fai trovare
Non aprire la porta durante le fasce orarie — senza una giustificazione documentata — non è una cosa da prendere alla leggera.
Le conseguenze possono essere pesanti.
Perdita parziale o totale dell’indennità di malattia. L’INPS può trattenere una quota significativa del sussidio per i giorni in cui la visita è andata deserta. Per la prima assenza ingiustificata si perde il 100% dell’indennità per i primi 10 giorni di malattia. Per la seconda, il 50% per l’intera durata. Dalla terza in poi, si rischia di perdere l’indennità per intero.
Conseguenze disciplinari. Il datore di lavoro, informato dell’esito negativo della visita fiscale, può avviare un procedimento disciplinare. Nei casi più gravi — reiterazione, frode — si può arrivare al licenziamento.
Segnalazione all’autorità giudiziaria. Nei casi di truffa ai danni dell’INPS — lavoratore in malattia che svolgeva contemporaneamente altra attività lavorativa — scatta la denuncia penale.
Cosa fare se il medico è venuto e non eri in casa
Se ti è arrivato l’avviso di visita andata deserta — il cosiddetto “esito negativo” — hai un’unica possibilità per tutelarti: presentare entro 15 giorni dalla notifica la documentazione che giustifica la tua assenza. Ricevuta medica, referto di pronto soccorso, qualsiasi carta che dimostri che eri fuori per motivi di salute.
Senza quella documentazione, l’INPS procederà automaticamente alla riduzione o alla sospensione dell’indennità.
FAQ
Quando può arrivare il medico fiscale INPS nel 2026? Dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 17:00 alle 19:00, tutti i giorni inclusi sabato, domenica e festivi. Le fasce sono le stesse per dipendenti pubblici e privati.
Il medico può venire già dal primo giorno di malattia? Sì. Dal 2026 non esiste più un periodo minimo di attesa. Il controllo può essere disposto fin dal primo giorno di assenza.
Cosa rischio se non mi faccio trovare? Perdita parziale o totale dell’indennità di malattia, possibili provvedimenti disciplinari da parte del datore di lavoro. Dalla terza assenza ingiustificata in poi si rischia di perdere l’indennità per intero.
Posso uscire di casa durante le fasce di reperibilità? Sì, se hai una visita medica o un esame documentato. Devi conservare la ricevuta dell’appuntamento e mostrarla in caso di contestazione.
Il datore di lavoro può richiedere una visita fiscale su di me? Sì, tramite la nuova piattaforma digitale PDND può farlo in tempo reale, senza procedure burocratiche.
Chi è esonerato dall’obbligo di reperibilità? Chi soffre di patologie gravi con terapie salvavita, chi ha un’invalidità riconosciuta, chi è in malattia per infortunio sul lavoro, chi ha una prognosi di ricovero ospedaliero.

“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






