Maurizio Gozzelino è morto: addio al padre del Crodino. La storia dell’uomo che inventò l’aperitivo analcolico più famoso d’Italia e che rese famosa “Crodo”

Daniela Devecchi

Maurizio Gozzelino è morto: addio al padre del Crodino. La storia dell’uomo che inventò l’aperitivo analcolico più famoso d’Italia. e che resa famosa "Crodo"

È morto Maurizio Gozzelino, l’uomo che tutti ricordano come il padre del Crodino, il celebre aperitivo analcolico diventato un piccolo simbolo italiano. Aveva 91 anni. Era nato a Saluzzo, in provincia di Cuneo, nel 1935.

La sua scomparsa è avvenuta nella notte tra venerdì 22 e sabato 23 maggio 2026. Con lui se ne va una figura discreta, poco esposta, ma legata a una delle bottigliette più riconoscibili sulle tavole e nei bar italiani. Perché dietro quel colore ambrato, quel gusto amaricante e quel nome ormai entrato nel linguaggio comune, c’era anche il suo lavoro.

Era un tecnico, un aromatiere, un uomo di laboratorio e di intuizione**. Eppure ha lasciato un’impronta enorme: ha contribuito a trasformare Crodo, piccolo centro dell’Ossola, in un nome conosciuto in tutta Italia.

Maurizio Gozzelino morto

La notizia della morte di Maurizio Gozzelino ha colpito soprattutto il Piemonte e l’Ossola, terre che hanno incrociato la sua vita e la sua storia professionale. Nato a Saluzzo, Gozzelino aveva costruito il suo percorso tra studio, lavoro e passione per gli aromi.

Da giovane si era formato nel settore enologico, diplomandosi all’istituto enologico di Alba, una scuola che ha accompagnato generazioni di tecnici del vino e delle bevande. Quella formazione sarebbe poi diventata fondamentale per il lavoro che lo avrebbe reso celebre: la creazione della miscela alla base del Crodino.

Gozzelino non amava troppo il clamore. Chi lo ha conosciuto lo descriveva come una persona affabile, colta, semplice nei modi, ma capace di raccontare con orgoglio e misura una storia industriale diventata anche storia popolare.

Perché il Crodino non è soltanto una bevanda. È un’abitudine. È il bicchiere prima di pranzo, l’aperitivo al bar, la bottiglietta portata al tavolo con ghiaccio e fettina d’arancia. Quante volte lo abbiamo visto senza sapere chi ci fosse dietro?

Padre del Crodino

Definire Maurizio Gozzelino il padre del Crodino non è un’esagerazione. Il suo nome è legato alla nascita dell’aperitivo analcolico prodotto a Crodo, località piemontese già nota per le sue acque e per la tradizione legata alle bevande.

Gozzelino arrivò a Crodo nel marzo del 1963, insieme alla moglie Marisa e a un figlio piccolo. Fu chiamato da Piero Ginocchi, allora proprietario della Terme di Crodo Spa, realtà dalla quale sarebbe nata una delle bevande analcoliche più fortunate del mercato italiano.

Il compito era delicato: mettere a punto un prodotto nuovo, riconoscibile, capace di offrire il rito dell’aperitivo anche a chi non voleva bere alcol. Non era una sfida da poco. Negli anni Sessanta il mondo dell’aperitivo era già fortissimo, ma quasi sempre legato a vermouth, bitter e liquori.

Ed è qui che entra in scena l’intuizione di Gozzelino. Una miscela di erbe, spezie, radici e aromi, pensata per dare profondità e carattere a una bevanda senza alcol. Un gusto adulto, non zuccheroso in modo banale, con quella punta amaricante che sarebbe poi diventata la sua firma.

La nascita del Crodino

La storia del Crodino prende forma nei primi anni Sessanta. Gozzelino lavorò alla ricetta e alla miscela aromatica che avrebbe dato identità al prodotto. L’uscita delle prime bottigliette viene collocata nel cuore di quel decennio, con il nome Crodino destinato a imporsi rapidamente.

Il nome, tra l’altro, è una piccola storia nella storia. Prima della scelta definitiva furono valutate altre ipotesi, come “Biondo”, “Biondino” e “Picador”. Poi arrivò l’idea più semplice e più efficace: se Crodo era il luogo d’origine, il prodotto poteva chiamarsi Crodino.

E così è stato. Il Crodino è diventato nel tempo uno degli aperitivi analcolici più famosi d’Italia. La bottiglietta piccola, il colore inconfondibile, il sapore amaricante e speziato: tutti elementi che hanno costruito una memoria collettiva.

Il paradosso è proprio questo: tantissimi italiani conoscono il Crodino, pochissimi conoscevano davvero il nome di Maurizio Gozzelino. Eppure, senza il suo lavoro, quella bevanda non avrebbe avuto la stessa identità.

La ricetta segreta

Come spesso accade per i prodotti diventati iconici, anche il Crodino porta con sé il fascino della ricetta segreta. La formula completa non è pubblica e questo ha contribuito ad alimentare la curiosità intorno alla bevanda.

Nel tempo si è parlato di erbe, spezie, radici, agrumi e aromi naturali. Tra gli ingredienti associati alla miscela sono stati citati elementi come genziana, assenzio, cardamomo, chiodi di garofano, coriandolo, cannella, vaniglia e scorze d’arancia. Ma il punto vero non è soltanto la lista degli ingredienti: è l’equilibrio.

Perché una bevanda come il Crodino non funziona solo se “sa di qualcosa”. Funziona se quel qualcosa è riconoscibile, stabile, replicabile, diverso da tutto il resto. Gozzelino lavorò proprio su questo: su un gusto che potesse accompagnare il rito dell’aperitivo senza sembrare una copia minore delle bevande alcoliche.

Il risultato è stato un prodotto con una personalità precisa. Analcolico, ma non infantile. Amaro, ma accessibile. Popolare, ma con una formula complessa alle spalle.

Da Crodo all’Italia

Il legame tra il Crodino e Crodo è fortissimo. Non solo per il nome, ma per tutto ciò che quella bevanda ha rappresentato per il territorio. Crodo, piccolo comune dell’Ossola, è diventato familiare a milioni di persone proprio grazie a quel marchio.

Maurizio Gozzelino ha avuto un ruolo centrale in questa trasformazione. Il suo lavoro ha permesso a un prodotto nato in un contesto locale di diventare nazionale, fino a entrare nel portafoglio di un grande gruppo come Campari, che acquisì il marchio nel 1995.

Da lì il Crodino ha continuato a crescere, restando però fedele alla sua immagine originaria: quella dell’aperitivo analcolico per eccellenza. Negli anni sono cambiate pubblicità, packaging, campagne e abitudini di consumo, ma il cuore del prodotto è rimasto quello.

E forse è proprio questa la forza delle invenzioni riuscite: cambiano i tempi, ma loro continuano a stare lì, riconoscibili.

La vita privata

Maurizio Gozzelino lascia la moglie Marisa, la figlia Barbara con il marito Roberto, e il fratello Claudio con la moglie Ofelia. La sua storia familiare è sempre rimasta lontana dai riflettori, in linea con il carattere di un uomo che ha vissuto più nei fatti che nell’apparenza.

Prima ancora di diventare il nome legato al Crodino, Gozzelino aveva avuto anche un’esperienza militare nella Brigata Julia, nel 3° reggimento, gruppo Belluno, 22ª batteria a Pontebba, in Friuli. Un dettaglio che racconta un’altra parte della sua biografia: disciplina, rigore, vita concreta.

Il suo profilo era quello di una persona capace di unire competenza tecnica e umanità. Non solo l’inventore di una bevanda, ma un uomo che ha attraversato un pezzo importante dell’Italia del Novecento: il dopoguerra, la crescita industriale, il boom dei consumi, la nascita di prodotti destinati a entrare nelle case di tutti.

Funerali a Rivoli

L’ultimo saluto a Maurizio Gozzelino sarà celebrato martedì 26 maggio 2026 alle ore 10 nella parrocchia di Santa Maria della Stella a Rivoli.

Il Rosario è previsto per lunedì 25 maggio alle ore 19, nella stessa chiesa. Dopo i funerali, Gozzelino riposerà nel cimitero di Villarbasse, nella tomba di famiglia.

I riconoscimenti

Negli anni Maurizio Gozzelino aveva ricevuto diversi riconoscimenti per il suo contributo alla storia del Crodino e alla notorietà di Crodo.

Nel 2016 gli fu assegnato il Ginocchi d’Oro dal Centro Studi Piero Ginocchi, un riconoscimento legato proprio alla memoria dell’imprenditore che lo aveva chiamato a lavorare a Crodo.

Nel 2021 arrivò anche la cittadinanza onoraria di Crodo, un omaggio dal valore simbolico enorme. Perché Gozzelino non era nato lì, ma a Crodo aveva lasciato qualcosa di più duraturo di un semplice passaggio professionale. Aveva contribuito a dare al paese un nome conosciuto in tutta Italia.

Un’eredità italiana

Con la morte di Maurizio Gozzelino se ne va una figura silenziosa ma fondamentale della storia alimentare italiana. Il suo nome non era noto quanto quello del prodotto che aveva contribuito a creare, ma la sua impronta è rimasta impressa in milioni di gesti quotidiani.

Ordinare un Crodino al bar, aprirne una bottiglietta a casa, servirlo con ghiaccio e arancia: sono azioni semplici, quasi automatiche. Eppure dietro c’è il lavoro di chi ha saputo immaginare un gusto nuovo e renderlo familiare.

Maurizio Gozzelino era il padre del Crodino. E questa definizione, oggi più che mai, racconta bene il senso della sua storia: non solo un inventore, ma l’uomo che ha dato forma a un piccolo rito italiano.

FAQ

Chi era Maurizio Gozzelino?
Maurizio Gozzelino era un tecnico e aromatiere piemontese, nato a Saluzzo nel 1935, ricordato come il padre del Crodino, l’aperitivo analcolico nato a Crodo.

Quando è morto Maurizio Gozzelino?
È morto nella notte tra venerdì 22 e sabato 23 maggio 2026. Aveva 91 anni.

Perché Maurizio Gozzelino è chiamato padre del Crodino?
Perché il suo lavoro fu decisivo nella creazione della miscela aromatica alla base del Crodino, prodotto diventato uno degli aperitivi analcolici più famosi d’Italia.

Dove si svolgono i funerali di Maurizio Gozzelino?
I funerali saranno celebrati martedì 26 maggio 2026 alle ore 10 nella parrocchia di Santa Maria della Stella a Rivoli.

Quando è nato il Crodino?
Il Crodino nasce negli anni Sessanta a Crodo. La sua affermazione commerciale viene collegata alla metà del decennio, quando le prime bottigliette iniziarono a diffondersi sul mercato italiano.