Il nome di Alberto Battiol oggi pesa ancora di più, perché il corridore toscano ha appena firmato una delle vittorie italiane più belle del Giro d’Italia 2026. A 32 anni, con la maglia della XDS Astana Team, Bettiol ha conquistato la 13ª tappa, Alessandria-Verbania, arrivando da solo dopo una fuga lunga, dura, nervosa. Una di quelle giornate che non finiscono solo nell’ordine d’arrivo, ma restano addosso.
Bettiol è il corridore che nel 2019 vinse il Giro delle Fiandre, una delle classiche monumento più importanti al mondo. È stato campione italiano su strada nel 2024, ha già vinto al Giro d’Italia nel 2021 e oggi si riprende la scena con un successo che sa di orgoglio, maturità e carattere.
Chi è Alberto Bettiol
Alberto Bettiol è nato a Poggibonsi, in Toscana, il 29 ottobre 1993. Ha quindi 32 anni ed è uno dei corridori italiani più riconoscibili della sua generazione. Non solo per le vittorie, ma per il modo in cui corre: spesso d’istinto, spesso all’attacco, mai davvero banale.
È alto circa 1,80 m e pesa intorno ai 69 kg. Fisico da passista potente, ma con una capacità preziosa: resistere sulle salite brevi, quelle che fanno male alle gambe e aprono buchi improvvisi. Proprio lì, su strappi e muri, Bettiol ha costruito alcune delle pagine più importanti della sua carriera.
Professionista dal 2014, oggi corre per la XDS Astana Team, squadra con cui ha trovato una nuova dimensione. Meno pressione da uomo di classifica, più libertà di movimento. E quando Bettiol può muoversi, la corsa cambia.
La vittoria
La vittoria nella Alessandria-Verbania non è arrivata per caso. La tappa del Giro d’Italia 2026 era lunga 189 chilometri, con un finale più insidioso di quanto potesse sembrare sulla carta. Prima tanti chilometri da controllare, poi il terreno giusto per chi aveva gambe, coraggio e fantasia.
La fuga buona è partita con 15 corridori. Dentro c’erano nomi forti, gente abituata alle corse vere: Jasper Stuyven, Andreas Leknessund, Michael Valgren, Mark Donovan, Mikkel Bjerg, Francesco Busatto e altri ancora. Non una fuga qualsiasi, insomma. Una fuga piena di corridori capaci di vincere.
Bettiol ha aspettato. Poi, nel finale, ha scelto il momento. Sulla salita di Ungiasca, breve ma cattiva, con pendenze importanti, ha piazzato l’attacco decisivo. Niente calcoli, niente attesa dello sprint. È partito e non lo hanno più ripreso.
Al traguardo di Verbania è arrivato da solo. Alle sue spalle Andreas Leknessund e Jasper Stuyven, staccati. Una vittoria netta, pulita, da corridore esperto.
Il finale
Il bello di Bettiol è proprio questo: quando vince, raramente lo fa in modo anonimo. Le sue vittorie hanno quasi sempre una scena forte: un attacco, un tratto duro, un momento in cui sembra rischiare tutto.
A Verbania ha fatto la stessa cosa. Ha letto la corsa, ha capito che aspettare avrebbe significato consegnarsi a rivali veloci e pericolosi, e ha scelto l’unica strada possibile per lui: andarsene prima.
Non è curioso? Ci sono corridori che cercano sempre protezione nel gruppo. Bettiol, invece, sembra dare il meglio quando il gruppo non c’è più, quando davanti resta solo la strada.
Il Fiandre
Il punto più alto della sua carriera resta il Giro delle Fiandre 2019. Una vittoria enorme, pesantissima, arrivata nella corsa che in Belgio è quasi una religione.
Quel giorno Bettiol attaccò sull’Oude Kwaremont, uno dei muri simbolo della classica fiamminga. Scattò, fece il vuoto e resistette fino all’arrivo. Fu una sorpresa per molti, ma non per chi conosceva il suo motore. La cosa incredibile è che quella fu la sua prima vittoria da professionista.
Immagina: aspettare anni per vincere, e poi farlo direttamente in una monumento. Non una corsetta, non una tappa minore. Il Fiandre. Da quel giorno il nome di Alberto Bettiol è entrato in un’altra categoria.
Il Giro
Il legame con il Giro d’Italia era già forte prima del 2026. Nel 2021, Bettiol aveva vinto la tappa con arrivo a Stradella, dopo una giornata lunghissima e un’altra azione di forza. Anche allora non aspettò gli altri. Anche allora vinse con personalità.
Il successo di Verbania, però, ha un sapore diverso. Arriva in una fase più matura della carriera, dopo cambi di squadra, aspettative, alti e bassi, momenti in cui il suo nome sembrava meno centrale. E invece eccolo di nuovo lì, davanti a tutti.
Questa vittoria dice una cosa semplice: Bettiol non è finito, non è un ricordo, non è solo il vincitore del Fiandre 2019. È ancora un corridore capace di cambiare una tappa del Giro con un attacco.
Il tricolore
Nel 2024 Bettiol ha vinto anche il Campionato Italiano su strada. Un successo speciale, non solo per il valore della maglia tricolore, ma anche perché arrivato in Toscana, nella sua terra.
Battere gli altri italiani e indossare quella maglia non è mai un dettaglio. Per un corridore come lui, legato alle radici e al ciclismo d’attacco, quel titolo ha avuto un peso simbolico fortissimo. È stata una conferma, quasi una risposta: Bettiol c’era ancora.
E adesso, con la vittoria al Giro 2026, quella risposta diventa ancora più chiara.
Astana
Oggi Bettiol corre con la XDS Astana Team, una formazione che al Giro d’Italia 2026 si sta muovendo con grande libertà. Non solo difesa, non solo classifica: la squadra ha cercato tappe, fughe, occasioni. E Bettiol è perfetto per questo tipo di ciclismo.
Nella rosa ci sono diversi italiani e corridori esperti. Un ambiente in cui Bettiol può essere utile in tanti modi: come uomo da classiche, come attaccante, come riferimento per le tappe mosse, come corridore capace di inventare qualcosa quando il copione sembra già scritto.
La vittoria di Verbania è anche questo: il frutto di una squadra che gli ha dato spazio e di un corridore che ha saputo prenderselo.
Il carattere
Alberto Bettiol non è mai sembrato un personaggio costruito a tavolino. Ha un modo diretto di stare nel ciclismo, a volte ruvido, spesso molto concreto. Non cerca sempre la frase perfetta, non vive solo di immagine. Corre.
E forse piace anche per questo. Perché non dà l’idea dell’atleta confezionato, ma del corridore vero, con giornate storte, giornate immense e una certa ostinazione nel rimettersi in piedi.
Fuori dalla bici, emergono spesso il legame con la Toscana, la natura, la famiglia, i viaggi e anche la passione per il volo. Un dettaglio curioso: Bettiol ha mostrato interesse per il mondo dell’aviazione, con riferimento alla licenza da pilota privato. Non proprio la passione più comune per un ciclista professionista.
I social
Sui social Bettiol è presente, ma senza trasformare ogni momento in spettacolo. Il suo profilo pubblico racconta soprattutto il lavoro, la bici, le gare, le passioni e alcuni frammenti personali.
Il suo account Instagram è conosciuto come @albertobettio, mentre su X compare come @AlbertoBettiol. C’è anche una pagina Facebook collegata al suo nome pubblico. Non è però un atleta che vive solo di post e slogan: la sua comunicazione resta abbastanza sobria, molto legata alla carriera e ai momenti sportivi.
Perché se ne parla
Si parla di Alberto Bettiol perché la vittoria nella 13ª tappa del Giro d’Italia 2026 non è una semplice notizia sportiva. È il ritorno forte di un corridore che ha già scritto pagine importanti, ma che aveva bisogno di un’altra giornata così per rimettersi al centro.
A 32 anni, Bettiol non è più una promessa. È un atleta maturo, con esperienza, ferite, ambizioni e un palmarès che molti gli invidierebbero. Ha vinto il Fiandre, ha vestito il tricolore, ha già conquistato tappe al Giro d’Italia. E adesso ha aggiunto un’altra perla, in solitaria, davanti al pubblico italiano.
La sua storia non è quella del campione sempre lineare. È più interessante: fatta di attese, ritorni, giornate sbagliate e colpi improvvisi. Proprio per questo la vittoria di Verbania colpisce. Perché sembra dire: Bettiol è ancora qui.
FAQ
Quanti anni ha Alberto Bettiol?
Alberto Bettiol ha 32 anni.
Che tappa ha vinto Alberto Bettiol al Giro d’Italia 2026?
Ha vinto la 13ª tappa del Giro d’Italia 2026, la Alessandria-Verbania, lunga 189 chilometri.
Con quale squadra corre Alberto Bettiol?
Nel 2026 corre con la XDS Astana Team.
Qual è la vittoria più famosa di Alberto Bettiol?
La vittoria più famosa è il Giro delle Fiandre 2019, una delle classiche monumento più importanti del ciclismo mondiale.
Alberto Bettiol aveva già vinto al Giro d’Italia?
Sì. Prima della vittoria a Verbania nel 2026, aveva già vinto una tappa del Giro nel 2021, con arrivo a Stradella.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






