Rosario Pulerà è morto sul lavoro a Monterosso Calabro, colpito da un ramo durante il taglio alberi. Paese sotto choc, lascia la moglie e tre figli

Daniela Devecchi

A Monterosso Calabro, nel Vibonese, ha perso la vita Rosario Pulerà, operaio di 63 anni, uomo del posto, marito e padre di tre figli. La vittima si trovava in una zona boschiva di località Chalet Pozzetti, impegnato nelle operazioni di taglio degli alberi per conto di una ditta di legnami. D’improvviso, un grosso ramo si sarebbe staccato, colpendolo violentemente alla testa.

L’allarme è scattato subito. I colleghi hanno chiamato i soccorsi, sul posto è arrivato il personale del 118 ed è stato richiesto anche l’intervento dell’elisoccorso. Ma la ferita era troppo grave. Per Rosario Pulerà non c’è stato nulla da fare.

La tragedia nei boschi di Monterosso Calabro

L’incidente è avvenuto nella mattinata di oggi giovedì 21 maggio 2026, in un’area isolata, a qualche chilometro dal centro abitato.

Rosario Pulerà stava lavorando in quell’area quando, secondo quanto emerso finora, un ramo di grosse dimensioni si sarebbe improvvisamente staccato. L’impatto alla testa è stato violentissimo. In pochi minuti la situazione è apparsa disperata.

I sanitari, una volta arrivati, hanno tentato il possibile, ma l’operaio sarebbe morto poco dopo l’incidente. Una scena drammatica, davanti agli occhi di chi lavorava con lui e che ha assistito impotente a una tragedia consumata in pochissimo tempo.

La ditta per cui era impegnato si occupava di lavori legati al taglio degli alberi. L’area, secondo le informazioni disponibili, era interessata da operazioni di pulizia disposte dal Comune. Saranno gli accertamenti a chiarire nel dettaglio la dinamica e ogni eventuale profilo legato alla sicurezza del cantiere boschivo.

Chi era Rosario Pulerà

Il nome della vittima è Rosario Pulerà. Aveva 63 anni ed era originario di Monterosso Calabro. In paese lo conoscevano in tanti: non solo perché nei piccoli centri ci si incontra, ci si saluta, ci si riconosce per strada, ma perché una morte così non resta mai confinata alla famiglia. Diventa un dolore collettivo.

Rosario lascia la moglie e tre figli. Ed è proprio questo il dettaglio che rende ancora più pesante la notizia: dietro la parola “operaio” c’è una persona, una casa, una famiglia che lo aspettava, una quotidianità spezzata da un incidente che nessuno avrebbe mai immaginato.

In un paese come Monterosso Calabro, ogni perdita pesa il doppio. Le notizie corrono veloci, arrivano nelle case, nei bar, nelle strade. Prima lo sgomento, poi il silenzio. Perché davanti a una morte sul lavoro le parole sembrano sempre poche.

Il dolore del paese e il messaggio del sindaco

La morte di Rosario Pulerà ha scosso profondamente la comunità. Il sindaco Antonio Lampasi ha espresso cordoglio e vicinanza alla famiglia, parlando a nome dell’amministrazione comunale e di un paese rimasto incredulo davanti alla tragedia.

Il sentimento è quello di una comunità ferita. Monterosso Calabro si stringe attorno ai familiari dell’operaio, in particolare alla moglie e ai tre figli, colpiti da un lutto improvviso e durissimo.

C’è un aspetto che colpisce sempre, in casi come questo: la normalità della giornata. Si esce per lavorare, si raggiunge il posto assegnato, si comincia il turno. Poi, in un attimo, tutto cambia. Ed è proprio questa normalità spezzata a rendere le morti sul lavoro così insopportabili.

Una morte che riapre il tema della sicurezza

Quella di Rosario Pulerà non è soltanto una tragedia familiare. È anche l’ennesimo episodio che riporta al centro il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro, soprattutto nei contesti più esposti, come cantieri, aree boschive, lavori in quota, manutenzioni e interventi su terreni complessi.

Il lavoro nei boschi presenta rischi specifici: rami instabili, alberi sotto tensione, terreni irregolari, strumenti pericolosi, difficoltà nei soccorsi in caso di incidente. Basta un cedimento improvviso per trasformare un’operazione ordinaria in una tragedia.

Ora sarà importante capire se tutte le misure di prevenzione fossero state adottate, quali fossero le condizioni dell’area, come si stessero svolgendo le operazioni e se ci siano responsabilità. Fino a quando non emergeranno atti ufficiali, resta valida la formula della prima ricostruzione: un grosso ramo si sarebbe staccato, colpendo l’operaio alla testa.

Calabria ancora ferita dalle morti sul lavoro

La morte di Rosario Pulerà arriva in una giornata già pesantissima per la Calabria. Nelle stesse ore, infatti, è stato confermato anche il decesso di Franco Vescio, operaio di 51 anni di Lamezia Terme, morto dopo una settimana di ricovero. Era rimasto gravemente ferito il 14 maggio a Fuscaldo, nel Cosentino, dopo essere precipitato dal tetto di un edificio mentre lavorava su cavi di telecomunicazione.

Due storie diverse, due province diverse, due dinamiche diverse. Ma lo stesso finale: due uomini usciti per lavorare e mai più tornati a casa.

Negli ultimi giorni la Calabria era già stata scossa da altri incidenti mortali nei luoghi di lavoro. I sindacati hanno più volte richiamato l’attenzione sulla necessità di maggiori controlli, più prevenzione, formazione reale e interventi concreti. Parole che tornano ogni volta, purtroppo, dopo una nuova morte.

E allora la domanda resta lì: quante tragedie servono ancora prima che la sicurezza venga trattata come una priorità assoluta e non come un adempimento da spuntare?

Il peso di una vita spezzata

Rosario Pulerà aveva 63 anni. Una vita fatta di lavoro, famiglia, giornate probabilmente iniziate presto e finite con la fatica addosso. Non era un numero, non era una sigla, non era una riga in un bollettino di cronaca. Era un uomo.

La sua morte lascia un vuoto nella famiglia e nel paese. Lascia una moglie senza marito, tre figli senza padre, colleghi sconvolti e una comunità costretta ancora una volta a fare i conti con una parola che non dovrebbe mai diventare abitudine: morte bianca.

Bianca, però, questa morte non lo è affatto. Ha il colore del dolore, della rabbia, dell’impotenza. Ha il volto di chi resta e deve continuare a vivere con una perdita arrivata in una mattina qualunque.

FAQ

Chi era l’operaio morto a Monterosso Calabro?
L’operaio morto a Monterosso Calabro era Rosario Pulerà, 63 anni, del posto. Era sposato e padre di tre figli.

Dove è avvenuto l’incidente sul lavoro?
L’incidente è avvenuto in una zona boschiva di località Chalet Pozzetti, nel territorio di Monterosso Calabro, in provincia di Vibo Valentia.

Come è morto Rosario Pulerà?
Secondo una prima ricostruzione, durante lavori di taglio degli alberi, un grosso ramo si sarebbe staccato improvvisamente colpendolo alla testa.

Sono intervenuti i soccorsi?
Sì. Dopo l’allarme lanciato dai colleghi, sono intervenuti il 118 e l’elisoccorso, ma le ferite riportate dall’operaio erano troppo gravi.

Rosario Pulerà lascia figli?
Sì. Rosario Pulerà lascia la moglie e tre figli.