Paola Valpreda, professoressa del Gobetti morta a 59 anni: dimessa dal Maria Vittoria e trovata senza vita in casa — la Procura apre un’inchiesta

Serena Comito

Paola Valpreda, professoressa del Gobetti morta a 59 anni: dimessa dal Maria Vittoria e trovata senza vita in casa — la Procura apre un'inchiesta

C’è qualcosa che non torna. Ed è per questo che la Procura di Torino ha aperto un’inchiesta.

Paola Valpreda, 59 anni, professoressa di lettere al Liceo Scientifico Piero Gobetti di Torino, era stata ricoverata all’Ospedale Maria Vittoria — la struttura di via Cibrario, nel quartiere dove lei stessa viveva, da sola. Poi era stata dimessa. Era tornata a casa. E lì è morta.

Una sequenza che ha fatto scattare l’attenzione degli inquirenti. Perché tra il momento delle dimissioni e il decesso c’è uno spazio che la medicina deve spiegare, e che la magistratura vuole capire.

Cosa sappiamo

La professoressa Valpreda viveva sola in via Cibrario, a Torino. Era stata ricoverata all’Ospedale Maria Vittoria — lo stesso ospedale che si trova in quella stessa via, a poche centinaia di metri da casa sua. Dopo il ricovero era stata dimessa. È tornata a casa. E lì è morta.

Le circostanze precise del decesso non sono ancora state rese pubbliche. La Procura di Torino ha aperto un’inchiesta — al momento senza indagati — per far luce su quello che è accaduto tra le dimissioni dall’ospedale e la morte. Questo tipo di indagine, in casi simili già visti a Torino e nel resto d’Italia nelle ultime settimane, nasce dalla necessità di verificare se ci sia un collegamento clinico tra le condizioni valutate al momento delle dimissioni e il decesso successivo. Se i segnali c’erano e non sono stati letti. O se si tratta di una coincidenza tragica senza responsabilità mediche.

Non ci sono ancora ipotesi di reato formalizzate. L’inchiesta è aperta — come si dice in questi casi — a carico di ignoti.

Chi era Paola Valpreda

Paola Valpreda aveva 59 anni ed era una delle insegnanti di riferimento del Liceo Gobetti, uno degli istituti più noti di Torino. Insegnava italiano e latino — le materie che richiedono pazienza, precisione, la capacità di stare con i testi e con le persone al tempo stesso.

Il suo legame con il Gobetti era lungo e radicato. Il suo nome compare nei documenti pubblici della scuola già dal 2011, quando risultava tra i referenti per l’orientamento in uscita degli studenti. Un ruolo che non si affida a chi è di passaggio — ma a chi conosce la scuola dall’interno, a chi ha costruito nel tempo la fiducia dei ragazzi e dei colleghi.

Laureata all’Università di Torino, aveva cominciato lavorando come bibliotecaria all’Istituto Zooprofilattico prima di approdare all’insegnamento — un percorso che dice qualcosa di lei: la curiosità per le cose, la pazienza per i dettagli, il piacere del lavoro fatto bene.

Viveva sola, in un appartamento di via Cibrario. A pochi passi dall’ospedale dove era stata ricoverata. A pochi passi dalla scuola che la ricordava con il comunicato più semplice e pesante che una comunità possa scrivere: “Ciao Paola”.

Il dolore del Gobetti

“Con profondo dolore annunciamo la scomparsa della nostra professoressa Paola Valpreda” — queste le parole con cui il Liceo Gobetti ha informato la comunità. La ricorda come una colonna dell’istituto, per determinazione, incisività e dedizione. Non formule. Parole precise, scelte da chi la conosceva davvero.

Il Gobetti è uno degli istituti scientifici più rispettati di Torino, intitolato a Piero Gobetti — il giovane intellettuale antifascista torinese morto a 25 anni nel 1926. Una scuola con una storia e un’identità forti, dove chi insegna da anni diventa parte di qualcosa di più grande. Paola Valpreda lo era.

Un caso che ricorda altri già visti a Torino

Non è la prima volta, in pochi mesi, che Torino si trova a fare i conti con una morte seguita quasi subito a dimissioni ospedaliere. A maggio 2026 la Procura ha aperto un’inchiesta analoga sulla morte della professoressa Stefania Giuliani, 61 anni, del Liceo Alfieri, deceduta all’ospedale Mauriziano dopo un intervento all’anca — anche in quel caso, i pm stanno aspettando i risultati dell’autopsia.

A gennaio era toccato a Luana Ziggiotti, 54 anni, trovata morta a Volpiano dopo essere stata dimessa dall’ospedale di Chivasso: la Procura di Ivrea aveva aperto un’inchiesta per omicidio colposo.

Ogni caso è diverso. Le cause possono essere le più varie e molte morti dopo dimissioni ospedaliere non hanno alcuna responsabilità medica — succede, la medicina non è una scienza esatta e certe evoluzioni cliniche sono imprevedibili. Ma la coincidenza temporale, quando c’è, impone di verificare. Ed è esattamente quello che i magistrati stanno facendo.

Per Paola Valpreda, le risposte arriveranno dall’inchiesta. Per il Gobetti, e per chi la conosceva, quelle risposte non cambieranno niente. Lei non c’è più. A 59 anni. Dopo una vita spesa ad insegnare lettere a ragazzi che adesso, probabilmente, stanno aprendo i loro libri di Leopardi o di Cicerone senza sapere che la donna che glieli aveva messi in mano non c’è più.

FAQ

Come è morta Paola Valpreda? Era stata ricoverata all’Ospedale Maria Vittoria di Torino, poi dimessa. È morta in casa sua in via Cibrario poco dopo le dimissioni. Le cause precise sono oggetto di inchiesta da parte della Procura di Torino.

Perché la Procura ha aperto un’inchiesta? Per verificare se ci sia un collegamento tra le condizioni cliniche al momento delle dimissioni e il successivo decesso. Al momento non ci sono indagati né ipotesi di reato formalizzate.

Quanti anni aveva Paola Valpreda? 59 anni.

Dove insegnava Paola Valpreda? Al Liceo Scientifico Statale Piero Gobetti di Torino, dove insegnava italiano e latino da molti anni.

Viveva sola? Sì, viveva sola in via Cibrario a Torino, la stessa via dove si trova l’Ospedale Maria Vittoria dal quale era stata dimessa.