Carmen El Koudri è la sorella maggiore di Salim El Koudri, il 31enne accusato di aver travolto diverse persone con l’auto nel centro di Modena sabato 16 maggio 2026. Un nome, il suo, entrato nelle cronache non per scelta, ma per una tragedia che ha spezzato la vita delle vittime, sconvolto una città intera e travolto anche una famiglia che ora vive tra vergogna, dolore e incredulità.
Carmen ha 33 anni, è nata in Italia, in provincia di Bergamo, come il fratello. Vive nel Bolognese, a Sala Bolognese, e ha un bambino piccolo. In queste ore è stata lei, tramite il legale della famiglia, a dare voce allo sgomento dei parenti di Salim. Non una difesa, non una giustificazione. Piuttosto un messaggio pieno di lacrime, rivolto prima di tutto ai feriti e alle loro famiglie.
Carmen El Koudri, chi è la sorella di Salim
Carmen El Koudri è la sorella maggiore di Salim. I due sono cresciuti insieme in Italia, tra la provincia di Bergamo e poi l’Emilia. Nel suo racconto, Carmen descrive il fratello come un ragazzo che da bambino e da studente appariva ordinato, preciso, quasi irreprensibile. Uno di quelli che a scuola non davano problemi, anzi.
Poi qualcosa sarebbe cambiato.
Lei parla di un fratello diventato negli anni più chiuso, più isolato, più lontano. Un cambiamento che in famiglia era stato notato, ma interpretato in modo diverso: la difficoltà a trovare un lavoro stabile, la frustrazione dopo gli studi, il peso di un’età adulta che sembrava non decollare. Chi poteva immaginare una cosa simile? Questa è la domanda che resta appesa in ogni parola della sorella.
Carmen, oggi, si trova in una posizione quasi impossibile: da una parte l’amore per un fratello con cui è cresciuta, dall’altra l’orrore per quello che è accaduto a Modena. Ed è proprio questa frattura a rendere il suo messaggio così forte.
L’audio in lacrime: “Non ci sono parole giuste”
Nell’audio diffuso attraverso il legale, Carmen appare distrutta. Dice che non esistono parole giuste, perché davanti a certe immagini ogni frase sembra piccola, insufficiente, quasi fuori posto.
Il cuore del suo messaggio è rivolto alle persone travolte dall’auto, a chi è rimasto ferito, a chi ha visto cambiare la propria vita in pochi secondi. La sorella di Salim non cerca scuse. Non sposta l’attenzione. Non minimizza. Ripete che il pensiero della famiglia va a chi ha subito quell’incubo.
Ed è un passaggio importante, perché in una vicenda così dolorosa il rischio è sempre quello di perdere il centro: le vittime.
“Non so se riuscirò a guardarlo negli occhi”
La frase che più colpisce è quella sul fratello. Carmen avrebbe detto di non riuscire a smettere di volergli bene, ma di non sapere se sarà capace di guardarlo negli occhi.
È una frase durissima. Non perché assolva, ma perché racconta il crollo umano di una famiglia. Il fratello che ricordi bambino, studente, ragazzo silenzioso, diventa improvvisamente l’uomo accusato di aver seminato il panico in una strada piena di persone.
Non è curioso come, in certe storie, il dolore non abbia una sola direzione? C’è quello enorme e centrale delle vittime. C’è quello della città. E poi c’è anche quello, diverso e scomodo, dei familiari di chi è accusato: persone che non hanno scelto nulla, ma che si ritrovano comunque dentro la stessa ombra.
Cosa ha detto Carmen sulla famiglia
Carmen ha parlato anche delle origini familiari. Si è definita italiana, modenese, cresciuta in Italia. Ha spiegato di non riconoscersi nelle polemiche nate intorno alle origini marocchine della famiglia.
Il suo racconto restituisce l’immagine di una famiglia integrata, appartata, lontana dai riflettori. Genitori sotto choc, chiusi nel silenzio. Una sorella che prova a mettere insieme parole impossibili. E un fratello che, secondo quanto ricostruito, negli ultimi anni si era chiuso sempre di più.
Carmen ha detto di non aver capito quanto fosse grave il malessere di Salim. In famiglia avevano visto un cambiamento, sì, ma non la profondità di quella frattura. Pensavano fosse legato al lavoro, all’isolamento, forse alla delusione. Non a qualcosa che potesse esplodere in quel modo.
Salim El Koudri e i fatti di Modena
Salim El Koudri ha 31 anni. È nato in provincia di Bergamo ed è cittadino italiano dal 2009, quando aveva 14 anni. La sua famiglia era arrivata a Ravarino, nel Modenese, anni prima. Da bambino veniva ricordato come uno studente modello, con buoni risultati a scuola. Dopo il liceo, si è laureato in economia aziendale.
Sabato 16 maggio 2026, però, il suo nome è finito al centro di una delle pagine più drammatiche della cronaca recente di Modena. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’uomo avrebbe lanciato la sua auto contro i pedoni in pieno centro, lungo una zona frequentata da cittadini e turisti.
Il bilancio è pesantissimo: otto feriti, alcuni in condizioni gravissime. Tra loro anche una turista tedesca di 69 anni che ha perso entrambe le gambe. Una donna polacca di 53 anni è rimasta ricoverata in condizioni gravi. Ferite, famiglie distrutte, una città sconvolta.
Le accuse e il nodo della salute mentale
Per Salim El Koudri è stato convalidato l’arresto. L’accusa è di strage con l’aggravante delle lesioni gravissime. Al momento non risultano contestate aggravanti di terrorismo, odio razziale o premeditazione.
Questo punto è fondamentale. La vicenda ha scatenato discussioni fortissime, anche politiche, ma il quadro giudiziario va trattato con attenzione. Gli atti parlano di un gesto gravissimo, compiuto in pieno giorno, in una strada centrale, con un’auto lanciata contro persone indifese. Ma non bisogna aggiungere quello che non è stato contestato.
C’è poi il tema della salute mentale. Salim era stato seguito in passato dal centro di salute mentale di Castelfranco Emilia per un disturbo schizoide di personalità. La giudice, però, ha evidenziato che al momento non ci sono elementi per collegare direttamente il gesto a quella patologia, né per ritenere che fosse incapace di intendere e di volere al momento dei fatti.
Una distinzione delicata, ma necessaria.
Il dolore di Carmen e quello delle vittime
Il messaggio di Carmen El Koudri arriva in un momento in cui Modena sta ancora facendo i conti con lo shock. La sua voce non cancella nulla, non alleggerisce la gravità di quanto accaduto, non cambia il dolore delle persone colpite. Ma aggiunge un tassello umano a una storia già terribile.
Una sorella può amare ancora un fratello accusato di un gesto simile? Può provare vergogna, rabbia, dolore e affetto nello stesso momento? La risposta, forse, è nella sua stessa frase: non si può smettere di volere bene, ma si può non sapere più come guardare quella persona.
Ed è proprio qui che questa storia fa più male.
Perché dietro il nome di Carmen non c’è un personaggio pubblico. C’è una donna di 33 anni, una madre, una sorella, una figlia. Una persona che fino a pochi giorni fa viveva lontano dai riflettori e che ora si trova a parlare per una famiglia travolta da qualcosa di irreparabile.
Una città ferita, una famiglia distrutta
Modena resta il centro di tutto. La città ha reagito con dolore, paura, rabbia e vicinanza alle vittime. I feriti restano la priorità assoluta, insieme alle loro famiglie, costrette ad affrontare conseguenze fisiche e psicologiche enormi.
Carmen lo sa. E infatti nel suo messaggio non mette davanti la sofferenza della sua famiglia. La nomina, sì, ma poi torna sempre lì: alle persone colpite, a chi non potrà più camminare, a chi lotta, a chi ha vissuto l’incubo di quel sabato pomeriggio.
È forse questo il punto più umano del suo intervento. Non chiede comprensione per Salim. Non prova a cambiare il racconto. Dice solo che il dolore è immenso e che nessuna parola può bastare.
FAQ
Chi è Carmen El Koudri?
Carmen El Koudri è la sorella maggiore di Salim El Koudri, il 31enne accusato di aver travolto diversi pedoni in centro a Modena il 16 maggio 2026.
Quanti anni ha Carmen El Koudri?
Carmen El Koudri ha 33 anni. È nata in Italia, in provincia di Bergamo, e vive nel Bolognese.
Cos’ha detto Carmen El Koudri dopo i fatti di Modena?
Ha espresso dolore e vicinanza ai feriti e alle loro famiglie, dicendo che non esistono parole giuste per descrivere quanto accaduto.
Carmen El Koudri ha difeso il fratello Salim?
No. Dal suo messaggio emerge soprattutto sgomento. Carmen ha parlato del dolore della famiglia, ma il suo pensiero principale è andato alle vittime.
Di cosa è accusato Salim El Koudri?
Salim El Koudri è accusato di strage con l’aggravante delle lesioni gravissime. Al momento non risultano contestate aggravanti di terrorismo, odio razziale o premeditazione.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






