Doveva essere un attraversamento come tanti. Pochi passi, le strisce pedonali, una strada di Milano da superare insieme. Invece per Alfonsa Curiale, 75 anni, quella sera si è trasformata in tragedia.
La donna è morta dopo essere stata travolta da un’auto in via Carnia, a Milano, non lontano dalla fermata M2 Udine e dalla zona di piazza Udine. Con lei c’era la sorella, 70 anni, rimasta ferita e trasportata in ospedale.
L’incidente è avvenuto nella serata di mercoledì 20 maggio 2026, intorno alle 21.30. Le prime ricostruzioni parlano di due donne che stavano attraversando la strada quando sono state investite da un’auto. Un impatto violentissimo. Uno di quelli che lasciano poco spazio alle parole, perché la cronaca, a volte, sembra più dura di qualsiasi racconto.
La dinamica: due sorelle investite mentre attraversavano
Secondo quanto ricostruito nelle ore successive, le due sorelle stavano attraversando via Carnia quando sono state colpite dall’auto. Alcune ricostruzioni parlano di attraversamento sulle strisce pedonali. Nel verbale di arresto, il punto dell’impatto viene ricondotto alle strisce, anche se l’esatta localizzazione dell’investimento sarebbe ancora al vaglio degli accertamenti.
L’allarme è scattato subito. Sul posto sono arrivati i sanitari del 118 con due ambulanze e un’automedica, intervenuti in codice rosso. La scena che i soccorritori si sono trovati davanti era gravissima: due donne anziane a terra, una delle quali in condizioni disperate.
Alfonsa Curiale è stata trasportata d’urgenza in ospedale, ma le ferite riportate nell’impatto si sono rivelate troppo gravi. La donna è morta poco dopo. La sorella è stata a sua volta accompagnata in ospedale per ricevere le cure necessarie.
Il conducente non si sarebbe fermato dopo l’investimento
Uno degli aspetti più pesanti della vicenda riguarda il comportamento dell’uomo alla guida. Dopo l’impatto, il conducente non si sarebbe fermato a prestare soccorso alle due donne.
Un dettaglio che aggrava ulteriormente il quadro. Perché in una strada buia, dopo un incidente così grave, ogni minuto può pesare. Ogni secondo può fare la differenza. E invece l’auto si sarebbe allontanata.
L’uomo, un 39enne italiano, si è poi presentato alla Polizia Locale di via Ornato. Secondo le ricostruzioni, avrebbe raggiunto il comando con l’auto incidentata. Un passaggio decisivo per gli investigatori, che hanno potuto ricostruire più rapidamente quanto accaduto e procedere con gli accertamenti.
Alcol e droga: cosa è emerso dai primi test
Dai primi controlli, il 39enne sarebbe risultato positivo sia all’alcol sia agli stupefacenti. Il tasso alcolemico rilevato sarebbe stato circa quattro volte superiore al limite consentito.
È un dato che colpisce, e non poco. Perché la morte di Alfonsa Curiale non è soltanto l’ennesima tragedia della strada: è una vicenda che riporta al centro un tema doloroso e mai abbastanza affrontato, quello di chi si mette al volante in condizioni incompatibili con la guida.
Guidare dopo aver bevuto o assunto sostanze non è una leggerezza. Non è un errore qualunque. Può diventare, come in questo caso, una condanna per chi si trova semplicemente a camminare su una strada.
L’arresto e le accuse
Il conducente è stato arrestato. Le accuse contestate sono omicidio stradale e omissione di soccorso, con aggravanti legate allo stato di ebbrezza e all’assunzione di sostanze stupefacenti.
La sua posizione resta ora nelle mani dell’autorità giudiziaria. Saranno gli accertamenti a chiarire ogni dettaglio: velocità , traiettoria, punto esatto dell’impatto, condizioni psicofisiche al momento dell’incidente e tempi della fuga.
Ma il quadro emerso nelle prime ore è già drammatico. Una donna è morta. La sorella è ferita. Una famiglia è stata travolta insieme a loro, anche se non era fisicamente su quell’asfalto.
Via Carnia, una strada diventata teatro di tragedia
Via Carnia si trova in una zona molto frequentata di Milano, vicino alla fermata della metropolitana Udine. Una zona urbana, vissuta, attraversata ogni giorno da residenti, pendolari, anziani, famiglie.
Proprio per questo l’incidente ha scosso molto. Non è accaduto su una strada isolata, in un punto sperduto, lontano dalla vita quotidiana. È successo in città , in una sera qualsiasi, mentre due sorelle attraversavano.
E forse è questo l’elemento che fa più male: la normalità spezzata. Una camminata insieme. Un attraversamento. Poi il rumore dell’impatto, le sirene, i rilievi, le domande.
La sorella ferita e il dolore di una famiglia
La sorella di Alfonsa Curiale, 70 anni, è sopravvissuta all’impatto ma ha riportato ferite che hanno richiesto il trasporto in ospedale. Le sue condizioni sono state definite gravi, anche se dalle prime informazioni non sarebbe in pericolo di vita.
Resta però un dolore enorme, difficile persino da raccontare. Due sorelle insieme, una morta e l’altra ricoverata. Chi conosce il legame tra sorelle sa quanto possa essere profondo, fatto di abitudini, telefonate, ricordi, piccoli gesti quotidiani. Perdere una sorella in questo modo significa portarsi addosso non solo il trauma dell’incidente, ma anche il peso di essere sopravvissuta.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






