730 precompilato 2026: 2 milioni di CU sbagliate dall’INPS — come capire se il tuo rimborso è a rischio e cosa fare adesso

Serena Comito

730 precompilato 2026: 2 milioni di CU sbagliate dall'INPS — come capire se il tuo rimborso è a rischio e cosa fare adesso

Hai aperto il 730 precompilato, hai visto i numeri, hai pensato che fosse tutto a posto. Magari lo hai già inviato. Ma c’è una cosa che quest’anno conviene sapere prima di tirare un sospiro di sollievo.

L’INPS ha trasmesso all’Agenzia delle Entrate circa 2 milioni di Certificazioni Uniche sbagliate. Errori tecnici nel calcolo del nuovo taglio del cuneo fiscale — trasformato quest’anno da esonero contributivo a beneficio fiscale — che si sono riversati direttamente nei 730 precompilati di chi ha ricevuto indennità dall’istituto nel 2025. Maternità, malattia, Naspi, cassa integrazione. Se sei in una di queste categorie, il tuo rimborso potrebbe essere inferiore al dovuto — o addirittura non arrivare.

La CGIL ha lanciato l’allarme formalmente il 21 aprile con una lettera al Ministero dell’Economia. L’Agenzia delle Entrate è intervenuta e sta lavorando alle correzioni. Ma non tutto è già risolto. E il tempo stringe.

Cosa è andato storto

Il problema è tecnico ma ha conseguenze concrete. Il nuovo taglio del cuneo fiscale — che nel 2025 ha smesso di essere uno sgravio sui contributi ed è diventato invece una detrazione fiscale — richiede che nelle CU venga compilata correttamente la casella 718, quella dedicata alle “Somme che non concorrono alla formazione del reddito”. In milioni di casi quella casella è stata compilata con codici sbagliati o importi incoerenti. Il risultato è che il 730 precompilato non riconosce il beneficio spettante.

Le categorie più a rischio sono precise:

Lavoratori che nel 2025 hanno ricevuto dall’INPS indennità di maternità o paternità, malattia, Naspi (disoccupazione), cassa integrazione. Ma il problema non riguarda solo l’INPS — anche diversi datori di lavoro privati, aziende edili, scuole e fondi di settore hanno trasmesso CU con gli stessi errori.

Chi rientra in queste situazioni rischia di perdere: fino a 960 euro di rimborso per redditi sotto i 20.000 euro, fino a circa 1.000 euro nella fascia 20.000-40.000 euro, più ulteriori detrazioni per familiari a carico calcolate su una base imponibile sbagliata.

Come capire se sei tra quelli colpiti

Il primo passo è controllare la tua Certificazione Unica 2026 — quella che ti ha consegnato il datore di lavoro o che trovi sul portale INPS se hai ricevuto indennità. Scarica sempre la versione più aggiornata: l’INPS sta inviando CU rettificative proprio in queste settimane, e se ne è arrivata una nuova potresti trovare la notifica nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate.

Cosa guardare: nella tua CU controlla se il campo 718 (e quelli vicini fino al 725) riporta valori. Se quel campo è vuoto o ha un codice diverso da quello atteso, potrebbe esserci un errore. Se hai dubbi — e in questo caso è lecito averli — il modo più sicuro è passare da un CAF o da un commercialista. L’assistenza telefonica dell’Agenzia delle Entrate è disponibile anche in alcune giornate straordinarie di sabato dal 23 maggio al 20 giugno, dalle 9 alle 13.

Hai già inviato il 730? Ecco cosa puoi fare

Se hai già trasmesso la dichiarazione e hai il sospetto che i dati fossero sbagliati, non è troppo tardi — ma bisogna muoversi presto.

Dal 19 maggio al 22 giugno 2026 è possibile annullare il 730 già inviato direttamente dal portale dell’Agenzia delle Entrate, tramite applicativo web. L’annullamento è consentito una sola volta. Dopo l’annullamento bisogna aspettare fino a 48 ore prima di poter inviare la nuova dichiarazione corretta.

Se la finestra del 22 giugno dovesse passare senza che tu abbia fatto nulla, le opzioni rimangono ma si complicano: puoi presentare un 730 integrativo entro il 26 ottobre 2026, ma solo tramite CAF o professionista abilitato, e solo se l’integrazione comporta un maggior credito o un minor debito per te. In alternativa c’è il modello Redditi PF correttivo, inviabile entro il 2 novembre 2026.

Quando arriva il rimborso IRPEF

Sul fronte rimborsi, la regola è semplice: prima invii, prima ricevi. Chi ha trasmesso il 730 entro fine maggio trova il rimborso IRPEF direttamente nella busta paga di luglio 2026. Chi invia a giugno lo riceve ad agosto. Chi aspetta settembre lo vede slittare in autunno inoltrato. Per chi non ha un sostituto d’imposta il rimborso arriva direttamente dall’Agenzia delle Entrate, di norma entro dicembre.

Quindi se stai aspettando ancora — e il tuo modello non ha problemi — conviene inviarlo il prima possibile. Se invece sospetti che ci siano errori nelle CU, meglio verificare adesso piuttosto che scoprirlo a luglio davanti a una busta paga più leggera del previsto.

Le date da segnare

30 aprile — 730 disponibile in consultazione. 14 maggio — aperto l’invio con modifiche. 19 maggio–22 giugno — finestra per annullare e reinviare (una sola volta). 30 settembre — scadenza finale per il 730. 26 ottobre — termine per il 730 integrativo tramite CAF. 2 novembre — scadenza modello Redditi PF correttivo.

FAQ

Come faccio a sapere se la mia CU 2026 è sbagliata? Controlla il campo 718 della tua Certificazione Unica. Se è vuoto o ha codici incoerenti e hai ricevuto indennità INPS nel 2025 (maternità, malattia, Naspi, cassa integrazione), potresti essere tra i soggetti colpiti. Scarica sempre la versione più aggiornata della CU dal portale INPS o dall’area riservata Agenzia delle Entrate.

Ho già inviato il 730 — posso correggerlo? Sì. Dal 19 maggio al 22 giugno 2026 puoi annullare la dichiarazione già inviata e trasmetterne una nuova, ma solo una volta. Dopo l’annullamento bisogna aspettare 48 ore. Oltre il 22 giugno dovrai rivolgerti a un CAF.

Quanti soldi rischio di perdere se la CU è sbagliata? Dipende dal reddito. Per redditi sotto i 20.000 euro si può perdere fino a 960 euro di rimborso. Nella fascia 20.000-40.000 euro la perdita può sfiorare i 1.000 euro, più eventuali detrazioni per familiari a carico.

Quando arriva il rimborso IRPEF 2026? Chi invia entro fine maggio riceve il rimborso nella busta paga di luglio. Invii di giugno portano al rimborso di agosto. Chi aspetta settembre lo riceve in autunno.

Dove posso chiedere aiuto? Al CAF, a un commercialista, oppure all’assistenza telefonica dell’Agenzia delle Entrate — disponibile anche in giornate straordinarie di sabato dal 23 maggio al 20 giugno 2026, dalle 9 alle 13.