Sara Marotto è morta a soli 49 anni dopo una lunga malattia. Una perdita che ha sconvolto davvero, davvero, immensamente il Nuorese. Insieme al suo dolce sorriso, il nome di Sara era legato non soltanto all’attività imprenditoriale di famiglia, ma era nota anche per l’importante percorso all’interno della Camera di Commercio di Nuoro.
Una vita tra impresa, famiglia e territorio
Chi la conosceva racconta di una donna profondamente legata alla sua terra. Insieme al marito Igor Manca e alla famiglia gestiva una rivendita di materiali edili, attività conosciuta nel territorio e punto di riferimento per tante imprese locali. Accanto al lavoro quotidiano, Sara aveva scelto di impegnarsi anche nel mondo associativo attraverso la CNA di Nuoro, dove negli anni era diventata una presenza apprezzata per il suo modo diretto e pragmatico di affrontare i problemi delle aziende del territorio. Non amava apparire, preferiva lavorare in silenzio. E forse è stato proprio questo stile semplice e autentico a renderla così stimata da imprenditori, artigiani e colleghi.
La nomina storica alla Camera di Commercio di Nuoro
Qualche anno fa, poi, arrivò finalmente il riconoscimento più importante del suo percorso professionale. Sara entrò nella giunta della Camera di Commercio di Nuoro e poco dopo venne nominata vicepresidente dell’ente. Diventando così la prima donna nella storia a raggiungere quel ruolo. Una scelta che, all’epoca, venne accolta come un segnale di cambiamento per un territorio dove le donne, pur avendo spesso un ruolo centrale nelle imprese familiari, difficilmente arrivavano ai vertici delle istituzioni economiche. La sua presenza all’interno della Camera di Commercio contribuì a dare voce alle esigenze delle piccole e medie imprese.
Il legame con la Sardegna autentica
Sara rappresentava quella Sardegna fatta di lavoro quotidiano, relazioni umane e forte attaccamento alle proprie radici. Amava il suo territorio, la vita all’aria aperta e i cavalli, una passione che coltivava da tempo. Pur avendo ricoperto incarichi importanti, non aveva mai perso il contatto con la dimensione più semplice della vita di paese. Era madre di tre figli e continuava a dividere il suo tempo tra famiglia, lavoro e impegni istituzionali.
Il ricordo di una donna stimata: Sara Marotto
In queste ore sono numerosi i messaggi di dolore e dispiacere: sono parecchi e giungono sia dal mondo dell’imprenditoria, delle associazioni di categoria e delle istituzioni locali. In tanti ricordano la sua disponibilità , la sua capacità di ascolto e il suo modo gentile ma determinato di affrontare ogni responsabilità . Sara lascia il ricordo di una donna che ha saputo aprirsi un percorso importante in un ambiente spesso difficile, e, senza mai cercare visibilità personale. Il suo nome resterà legato a una pagina significativa della storia nuorese, ma soprattutto al ricordo di una persona autentica.

Tedesco Giorgia, classe ’95.
Quello che contraddistingue il mio lavoro è l’idea di cos’è che si cela dietro una notizia: un’informazione.
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