Ci sono storie che non finiscono con un arresto, né con una confessione. Restano lì, sospese, e tornano a fare rumore ogni volta che si apre una porta d’aula. È successo anche per il femminicidio di Martina Carbonaro, la 14enne di Afragola uccisa nel maggio 2025 dall’ex fidanzato Alessio Tucci, oggi imputato davanti alla Corte d’Assise di Napoli.
Alla prima udienza del processo, il clima è esploso subito. Urla, tensioni, accuse di minacce, familiari allontanati, forze dell’ordine costrette a intervenire. Al centro di quelle ore pesantissime sono tornati anche due nomi: Domenico Tucci e Santa D’Ambrosio, padre e madre di Alessio. Due genitori travolti da una vicenda enorme, finiti nella cronaca prima per le parole di dolore e perdono, poi per il nuovo scontro avvenuto in tribunale.
Ma chi sono davvero? Cosa hanno detto dopo l’omicidio? E perché oggi se ne parla ancora?
Domenico Tucci e Santa D’Ambrosio: i genitori di Alessio Tucci
Domenico Tucci e Santa D’Ambrosio sono i genitori di Alessio Tucci, il giovane di Afragola che ha confessato l’uccisione di Martina Carbonaro. Non sono personaggi pubblici, non hanno una storia nota fuori da questa tragedia. I loro nomi sono entrati nelle cronache perché legati al caso che ha sconvolto Afragola e l’intera provincia di Napoli.
Nei giorni successivi al delitto, entrambi hanno parlato pubblicamente. Parole diverse, ma segnate dallo stesso peso: la vergogna, il dolore, il tentativo di chiedere perdono alla famiglia della vittima. Una posizione difficile, quasi impossibile da raccontare senza cautela: da un lato la figlia spezzata di un’altra famiglia, dall’altro un figlio accusato di un omicidio brutale.
Domenico Tucci ha chiesto scusa. Santa D’Ambrosio ha detto di sentirsi distrutta. Entrambi hanno ripetuto un concetto forte: Martina per loro era quasi una figlia.
Le parole di Domenico Tucci dopo l’omicidio di Martina
Il padre di Alessio Tucci, nei primi giorni dopo il femminicidio, si era mostrato sconvolto. Aveva detto di non essersi mai aspettato un gesto simile dal figlio, descrivendolo come un ragazzo che, ai suoi occhi, non era mai apparso violento.
Una frase, più di altre, è rimasta impressa: “Martina è stata come una figlia per me e mia moglie”. Parole pesanti, pronunciate mentre Afragola era ancora sotto choc e mentre emergevano dettagli sempre più duri sulla morte della ragazza.
Domenico Tucci ha raccontato anche un particolare inquietante: avrebbe partecipato alle ricerche di Martina insieme al figlio, senza sapere — così ha dichiarato — che Alessio fosse coinvolto. Avrebbe chiesto direttamente al ragazzo se avesse fatto qualcosa, ricevendo una risposta negativa. Solo dopo sarebbero arrivati i carabinieri.
Non è un dettaglio marginale. Perché uno degli aspetti più dolorosi di questa vicenda è proprio questo: Alessio Tucci, dopo l’aggressione, avrebbe partecipato alle ricerche della ragazza fingendo di essere estraneo ai fatti. Riesci a immaginare il peso di una scena del genere per la famiglia di Martina?
Santa D’Ambrosio, la madre: “Deve pagare”
Anche Santa D’Ambrosio, madre di Alessio Tucci, ha parlato pubblicamente. Lo ha fatto con parole molto dure verso il figlio e con una richiesta di perdono rivolta ai genitori di Martina.
La donna ha detto di non avere la forza di uscire di casa e di non sentirsi pronta ad andare a trovare Alessio in carcere. Ha aggiunto che il figlio “deve pagare per quello che ha fatto”. Una frase netta, che racconta una frattura profondissima.
Santa D’Ambrosio ha definito Martina una ragazza meravigliosa e ha detto che per lei era davvero come una figlia. In un altro passaggio ha spiegato di non aver inizialmente dubitato del figlio e di aver pensato che nella sparizione potesse essere coinvolto un altro ragazzo. Poi la verità è arrivata, devastante.
È uno dei punti più umani e terribili della vicenda: una madre che scopre che il proprio figlio non è soltanto coinvolto, ma reo confesso di un delitto che ha distrutto un’altra famiglia.
Cosa è successo alla prima udienza del processo
Il processo per la morte di Martina Carbonaro si è aperto il 19 maggio 2026 davanti alla Corte d’Assise di Napoli. Alessio Tucci, oggi 19enne, è imputato per omicidio volontario pluriaggravato.
L’udienza, però, è stata segnata subito da momenti di altissima tensione. I familiari di Martina e quelli dell’imputato sarebbero arrivati quasi al contatto. Sono volate parole pesanti, accuse, urla. L’area riservata ai parenti di Tucci è stata sgomberata e la Corte ha deciso che, dalle prossime udienze, Alessio seguirà il processo in videoconferenza per ragioni di ordine pubblico.
Il padre di Martina, Marcello Carbonaro, ha accusato direttamente Domenico Tucci di averlo minacciato. Secondo quanto riferito dal legale della famiglia Carbonaro, sarebbe stato fatto anche il gesto del dito portato alla gola. Proprio per questo l’avvocato Sergio Pisani ha annunciato l’intenzione di chiedere l’acquisizione delle immagini delle telecamere presenti in aula.
Una scena durissima, dentro un processo già carico di dolore.
Le accuse contro Alessio Tucci
Alessio Tucci è accusato dell’omicidio di Martina Carbonaro, avvenuto ad Afragola nel maggio 2025. Secondo la ricostruzione emersa dagli atti e dalle dichiarazioni riportate nella fase iniziale dell’inchiesta, il giovane avrebbe colpito Martina con una pietra dopo il rifiuto della ragazza di un abbraccio.
La vittima aveva appena 14 anni. L’aggressione sarebbe avvenuta in un luogo abbandonato, dove Martina non avrebbe potuto chiedere aiuto. Il corpo sarebbe poi stato coperto con materiali e arredi presenti nell’area.
Alla chiusura delle indagini è stata contestata l’accusa di omicidio volontario pluriaggravato. Tra gli elementi richiamati ci sono la minore età della vittima, il precedente legame sentimentale tra i due, il luogo isolato e i motivi ritenuti abietti e futili. L’aggravante della crudeltà, inizialmente ipotizzata, non risulta tra quelle rimaste nell’atto conclusivo delle indagini.
Il dolore della famiglia Carbonaro
La famiglia di Martina Carbonaro continua a chiedere giustizia. La madre e il padre della ragazza hanno più volte espresso una sofferenza enorme, difficile anche solo da raccontare. Il padre Marcello ha ricordato di aver avuto accanto, durante le ricerche, proprio il ragazzo che poi avrebbe confessato l’omicidio della figlia.
La madre di Martina, dopo le tensioni in aula, ha parlato di una vita distrutta. Ha detto che la figlia è in una tomba, mentre l’imputato potrà continuare a vivere. Parole rabbiose, disperate, pronunciate da chi ha perso una figlia di 14 anni in modo atroce.
Il 26 maggio, anniversario del femminicidio, è prevista una fiaccolata in ricordo di Martina. Un momento pubblico, ma anche profondamente familiare: perché dietro il nome di una vittima ci sono sempre una stanza vuota, una tavola con un posto in meno, una madre e un padre che non tornano più quelli di prima.
Perché i genitori di Alessio Tucci sono tornati al centro della cronaca
Domenico Tucci e Santa D’Ambrosio erano già finiti al centro dell’attenzione dopo le loro dichiarazioni pubbliche. Lui aveva chiesto scusa, lei aveva detto che il figlio doveva pagare. Sembrava il racconto di due genitori schiacciati dalla colpa di un figlio.
La prima udienza ha cambiato di nuovo il quadro mediatico. L’accusa rivolta dal padre di Martina a Domenico Tucci, le tensioni tra famiglie e il possibile uso dei filmati dell’aula hanno riportato il loro nome sulle pagine di cronaca.
Attenzione, però: il presunto gesto minaccioso attribuito al padre dell’imputato è al momento una ricostruzione emersa dalle dichiarazioni della famiglia Carbonaro e del suo legale. Saranno eventuali immagini, atti e verifiche processuali a chiarire in modo definitivo cosa sia accaduto in aula.
Le prossime date del processo
Dopo la prima udienza, il calendario del processo prevede un nuovo appuntamento il 26 giugno 2026, quando dovrebbero essere ascoltati i primi testimoni, tra cui alcuni carabinieri. Un’altra udienza è fissata per il 14 luglio.
La decisione più immediata è già arrivata: Alessio Tucci non sarà più presente fisicamente in aula, salvo eventuali esigenze processuali specifiche. Seguirà le udienze in videoconferenza, per evitare nuove tensioni e problemi di ordine pubblico.
È un processo che si annuncia lungo, doloroso, seguito da vicino non solo da Afragola ma da tutta Italia. Perché la morte di Martina non è diventata soltanto una vicenda giudiziaria. È diventata il simbolo di una domanda che torna ogni volta davanti a un femminicidio: perché una ragazza deve morire quando decide di chiudere una relazione?
FAQ
Chi sono Domenico Tucci e Santa D’Ambrosio?
Domenico Tucci e Santa D’Ambrosio sono i genitori di Alessio Tucci, il giovane imputato per l’omicidio di Martina Carbonaro.
Cosa ha detto Domenico Tucci dopo la morte di Martina Carbonaro?
Ha chiesto scusa pubblicamente, dicendo che la famiglia era distrutta e che Martina era stata come una figlia per lui e per sua moglie.
Cosa ha dichiarato Santa D’Ambrosio, madre di Alessio Tucci?
Ha detto di essere distrutta, di non riuscire ad andare a trovare il figlio in carcere e che Alessio deve pagare per quello che ha fatto.
Cos’è successo alla prima udienza del processo?
Forti tensioni tra i familiari della vittima e quelli dell’imputato.
Quando ci sarà la prossima udienza per l’omicidio di Martina Carbonaro?
La prossima udienza è fissata per il 26 giugno 2026. Un’altra udienza è prevista per il 14 luglio.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






