Chi è Ferenc Venturelli, il leghista “Eterno” al centro del caso Modena: cartello strappato, bandiera italiana e fiori per le vittime

Daniela Devecchi

Chi è Ferenc Venturelli, il leghista “Eterno” al centro del caso Modena: cartello strappato, bandiera italiana e fiori per le vittime

Un cartello con gli auguri di pronta guarigione, una bandiera italiana, alcuni fiori lasciati nel punto della tragedia e poi lo strappo. Letterale. Perché quel foglio, portato in via Emilia Centro a Modena da Ferenc Venturelli, giovane esponente della Lega di Reggio Emilia noto sui social come “Eterno”, sarebbe stato strappato da un passante dopo una contestazione accesa.

Da lì è nato un caso politico e mediatico. Perché il gesto, nelle intenzioni di Venturelli, era un omaggio alle vittime dell’investimento avvenuto a Modena. Per chi lo ha contestato, invece, quel cartello e quella bandiera sarebbero stati una forma di strumentalizzazione del dolore. Due letture opposte, nello stesso luogo, a pochi giorni da una vicenda che ha scosso profondamente la città.

Il caso Modena: fiori, bandiera italiana e cartello strappato

La scena si sarebbe svolta in via Emilia Centro, davanti al luogo in cui un’auto ha travolto diversi pedoni, provocando feriti gravi e lasciando Modena sotto choc. Ferenc Venturelli si è presentato lì insieme a un collaboratore, portando fiori, una bandiera italiana e un cartello rivolto alle vittime.

Sul messaggio comparivano auguri di pronta guarigione per le persone rimaste ferite. Un gesto che Venturelli ha rivendicato come atto di solidarietà e vicinanza. Ma non tutti lo hanno letto così.

Un passante avrebbe riconosciuto il giovane attivista e contestato la presenza del cartello. La frase attribuita al ragazzo è diventata il cuore della polemica: non sarebbe stata, a suo dire, libertà di espressione, ma strumentalizzazione. Subito dopo, il cartello sarebbe stato strappato.

Da quel momento la vicenda ha superato il confine della cronaca locale. Perché non si parla più solo di un foglio tolto da terra o da un punto commemorativo. Si parla di simboli, di bandiere, di dolore pubblico e di politica.

Chi è Ferenc Venturelli, detto Eterno

Ferenc Venturelli è un giovane attivista politico legato alla Lega di Reggio Emilia. È conosciuto online con il nome di “Eterno”, pseudonimo che arriva dal suo passato musicale.

Prima di diventare un volto social dell’area leghista, Venturelli aveva infatti usato il nome Eterno come identità artistica. Musica, testi, contenuti pubblicati online: da lì nasce un nome che poi ha continuato a usare anche nella sua esposizione pubblica.

Nato in Ungheria il 20 dicembre 2006, Venturelli è giovanissimo, ma già da tempo si muove in un terreno politico molto acceso. Si presenta come attivista, interviene sui social, pubblica video e prende posizione su temi divisivi come immigrazione, sicurezza, manifestazioni politiche, identità nazionale e ordine pubblico.

Non è un dirigente nazionale, non è un volto istituzionale di primo piano, ma nel dibattito locale e social è diventato riconoscibile proprio per il suo stile diretto, spesso provocatorio, e per la scelta di esporsi in prima persona.

Dal nome artistico alla militanza politica

La storia di “Eterno” è curiosa perché parte dalla musica e arriva alla politica. Il nome con cui oggi Ferenc Venturelli viene identificato sui social nasce come pseudonimo artistico, poi si trasforma in una sorta di marchio personale.

Il passaggio non è secondario. Venturelli ha costruito una presenza pubblica molto legata all’immagine, ai video, ai messaggi brevi e alle azioni simboliche. In questo senso, l’episodio di Modena rientra perfettamente nel suo modo di comunicare: presenza fisica in un luogo sensibile, simbolo nazionale, messaggio scritto e racconto social immediato.

Lo sapevi? In molti casi, soprattutto tra i giovanissimi attivisti politici, la militanza passa ormai prima dai social che dalle sezioni di partito. E Venturelli sembra muoversi proprio in questa zona: tra piazza, telefono, video e polemica pubblica.

Il legame con la Lega di Reggio Emilia

Ferenc Venturelli viene indicato come esponente della Lega di Reggio Emilia. Negli ultimi mesi si è presentato come attivista politico vicino al partito e ha preso parte a iniziative pubbliche nell’area del centrodestra.

Il suo nome è stato collegato anche ad Avvento Civile, esperienza politica nata nel 2025 e presentata in area nazional-conservatrice. Successivamente Venturelli avrebbe chiarito la sua uscita da quel percorso, ribadendo la sua collocazione come esponente leghista.

Il suo profilo, quindi, è quello di un giovane militante che punta molto sulla visibilità pubblica. Non solo dichiarazioni, ma gesti. Non solo post, ma presidi. Non solo opinioni, ma azioni pensate per creare dibattito.

Ed è proprio questo che rende il caso Modena così esplosivo: il gesto dei fiori e della bandiera non arriva da una persona qualunque, ma da un attivista già noto per posizioni molto nette.

Le polemiche precedenti: minacce, social e iniziative pubbliche

L’episodio del cartello strappato non è il primo momento di tensione attorno a Venturelli. Nei mesi scorsi il giovane attivista aveva raccontato di aver ricevuto insulti e minacce sui social, soprattutto dopo alcuni video politici.

Al centro delle contestazioni c’erano le sue posizioni su temi sensibili: dalle manifestazioni pro-Palestina all’immigrazione, fino al tema della cosiddetta “remigrazione”. Venturelli aveva spiegato di accettare le critiche politiche, ma non minacce e intimidazioni.

Un altro episodio che aveva fatto discutere riguarda una protesta davanti ad Aq16, spazio sociale di Reggio Emilia. In quell’occasione Venturelli si era incatenato chiedendone lo sgombero, attirando reazioni opposte: sostegno da una parte, accuse di provocazione dall’altra.

Questo aiuta a capire perché la scena di Modena abbia acceso immediatamente il dibattito. Quando un personaggio già divisivo entra in un luogo segnato da una tragedia, ogni gesto viene letto attraverso una lente politica.

La tragedia di Modena e il punto da chiarire

L’investimento avvenuto a Modena ha provocato feriti gravi e un’ondata di dolore in tutta la città. Il conducente dell’auto è stato fermato e la vicenda è oggetto di indagine con accuse pesantissime.

C’è però un punto fondamentale da raccontare con precisione: al momento non risulta contestata l’aggravante di terrorismo. Alcune letture politiche hanno usato parole molto forti, ma sul piano giudiziario bisogna attenersi alle contestazioni emerse.

È una distinzione importante, perché il caso del cartello nasce proprio dentro questo clima emotivo. Da una parte il bisogno di vicinanza alle vittime. Dall’altra il rischio che una tragedia venga immediatamente trasformata in uno scontro ideologico.

E se ti dicessimo che tutto il caso ruota proprio intorno a questa domanda? Quando un omaggio smette di essere solo cordoglio e diventa messaggio politico?

Perché il cartello strappato ha fatto discutere

Il cartello strappato ha fatto discutere perché tocca tre elementi molto sensibili: le vittime, la bandiera italiana e la libertà di espressione.

Per Venturelli, lasciare fiori e un messaggio di pronta guarigione era un diritto. Anzi, un gesto doveroso. La bandiera italiana, nella sua lettura, rappresentava vicinanza, unità e rispetto per le persone colpite.

Per il passante che ha contestato l’iniziativa, invece, quel gesto avrebbe avuto un significato diverso. Non solo solidarietà, ma uso politico del dolore. Da qui la decisione di strappare il cartello, gesto che ha inevitabilmente alzato ancora di più il livello dello scontro.

Il risultato? Una scena di pochi secondi è diventata un caso nazionale da social: da una parte chi difende Venturelli e parla di censura, dall’altra chi sostiene che certi luoghi dovrebbero restare fuori dalla propaganda politica.

Un episodio che racconta il clima del Paese

La vicenda di Ferenc Venturelli, detto Eterno, racconta molto più di una lite davanti a un cartello. Racconta un clima in cui ogni fatto di cronaca diventa subito terreno di battaglia. Anche il dolore, anche i fiori, anche una bandiera.

Il punto non è solo stabilire chi avesse ragione in quel momento. Il punto è capire perché una tragedia riesca a trasformarsi così rapidamente in scontro pubblico. E perché un gesto di cordoglio, vero o contestato che sia, possa accendere reazioni tanto forti.

Ferenc Venturelli resta al centro della polemica: giovane, leghista, molto esposto sui social, già protagonista di altre iniziative discusse. Il passante che ha strappato il cartello resta invece senza nome pubblico, ma il suo gesto ha avuto un effetto enorme: ha trasformato un messaggio lasciato per le vittime in un caso politico.

E forse è proprio qui che la storia colpisce di più. Perché in via Emilia Centro, accanto ai fiori e alla bandiera, non si è consumata solo una contestazione. Si è vista una fotografia del Paese: diviso, nervoso, pronto a leggere ogni simbolo come una dichiarazione di guerra.

FAQ

Chi è Ferenc Venturelli?
Ferenc Venturelli è un giovane attivista politico legato alla Lega di Reggio Emilia. È conosciuto sui social come “Eterno”, nome nato dal suo precedente percorso musicale.

Perché Ferenc Venturelli viene chiamato Eterno?
“Eterno” è lo pseudonimo artistico usato da Venturelli nella sua attività musicale. Con il tempo è diventato anche il nome con cui viene riconosciuto online e nel dibattito politico.

Cosa è successo a Modena con il cartello strappato?
Venturelli si è recato in via Emilia Centro con fiori, una bandiera italiana e un cartello di pronta guarigione per le vittime dell’investimento. Un passante avrebbe contestato il gesto e strappato il cartello.

Perché il passante ha strappato il cartello?
La contestazione sarebbe nata dall’accusa di strumentalizzazione politica della tragedia. Venturelli, invece, ha sostenuto che si trattasse di un semplice omaggio alle vittime e di un gesto di solidarietà.

Ferenc Venturelli è un esponente della Lega?
Sì, Venturelli viene indicato come giovane esponente della Lega di Reggio Emilia e si presenta pubblicamente come attivista politico vicino al partito.

La tragedia di Modena è stata qualificata come terrorismo?
Al momento non risulta contestata l’aggravante di terrorismo. Alcune interpretazioni politiche hanno usato parole molto forti, ma sul piano giudiziario la vicenda va raccontata con cautela.