Il bonus genitori separati 2026 c’è, ma attenzione: non è quello che molti stanno cercando. O meglio, non è il vecchio contributo fino a 800 euro legato all’assegno di mantenimento non pagato durante il periodo Covid. Quella misura si è chiusa da tempo, le domande non si possono più inviare e i pagamenti hanno seguito una procedura già definita.
La vera novità, oggi, riguarda un altro aiuto: un sostegno per la casa e l’affitto destinato ai genitori separati o divorziati che non vivono più nell’abitazione familiare e devono ricostruire una quotidianità, spesso con figli a carico e spese pesanti da sostenere.
E qui nasce la domanda che interessa davvero migliaia di famiglie: quando parte il nuovo bonus? Quanto vale? E chi potrà chiederlo davvero?
Bonus genitori separati: perché c’è tanta confusione
La confusione nasce da due misure diverse, finite spesso nello stesso calderone. Da una parte c’è il vecchio contributo per i genitori separati, divorziati o non conviventi che non avevano ricevuto l’assegno di mantenimento nel periodo dell’emergenza sanitaria. Dall’altra c’è il nuovo fondo 2026, pensato per sostenere chi, dopo la separazione o il divorzio, deve affrontare il problema concreto dell’abitazione.
Sembrano simili, ma non lo sono.
Il vecchio bonus riguardava il mancato versamento del mantenimento. Il nuovo contributo, invece, guarda soprattutto alla condizione abitativa del genitore che ha lasciato la casa familiare. Una differenza enorme, perché cambia tutto: requisiti, finalità, importi, tempi e modalità di richiesta.
Il vecchio bonus da 800 euro: a chi spettava
Il contributo fino a 800 euro mensili era destinato ai genitori separati, divorziati o non conviventi che, durante l’emergenza Covid, non avevano ricevuto in tutto o in parte l’assegno di mantenimento dovuto dall’altro genitore.
Il periodo preso in considerazione era molto preciso: dal 8 marzo 2020 al 31 marzo 2022. Non bastava essere separati o divorziati. Serviva dimostrare che l’assegno di mantenimento non fosse stato versato, o fosse stato pagato solo in parte, per difficoltà economiche dell’ex partner legate alla crisi del periodo pandemico.
L’importo massimo era di 800 euro al mese, per un massimo di 12 mensilità. Il pagamento, comunque, veniva effettuato in un’unica soluzione. Questo significa che non tutti ricevevano automaticamente 800 euro per 12 mesi. L’importo dipendeva dal mantenimento non percepito e dai limiti previsti dalla misura.
Le domande per il vecchio bonus sono chiuse
Questo è il punto da chiarire subito, senza giri di parole: il vecchio bonus genitori separati non si può più richiedere.
Le domande potevano essere inviate dal 12 febbraio 2024 al 31 marzo 2024. Poi, poiché il 31 marzo cadeva in un giorno festivo, sono state considerate valide anche le richieste presentate entro il 2 aprile 2024.
Il contributo da 800 euro non è una nuova misura 2026 e non è una domanda aperta oggi.
I requisiti del vecchio contributo
Per ottenere il vecchio bonus servivano requisiti piuttosto rigidi. Il genitore richiedente doveva avere un reddito non superiore a 8.174 euro nell’anno o negli anni in cui non aveva ricevuto il mantenimento.
Inoltre, doveva convivere con i figli nel periodo interessato. Per i figli maggiorenni, il contributo era previsto solo in presenza di una condizione di handicap grave riconosciuta secondo la legge 104.
Insomma, non era un aiuto generalizzato per tutti i separati. Era una misura mirata, pensata per una platea molto specifica: genitori in difficoltà economica, con figli da mantenere, penalizzati dal mancato pagamento dell’assegno durante gli anni più duri dell’emergenza.
Pagamenti: cosa è successo nel 2025
Dopo la chiusura delle domande, è stato definito l’elenco delle richieste accolte e liquidabili. La fase dei pagamenti ha preso corpo nel 2025, con il trasferimento delle risorse necessarie per procedere con le erogazioni.
Gli importi non erano uguali per tutti. Alcuni beneficiari hanno avuto diritto a cifre più alte, altri a somme inferiori. Dipendeva dal mantenimento non ricevuto, dal periodo coperto e dai limiti stabiliti dalla misura.
Questo passaggio è importante perché molti pensano che il bonus fosse automaticamente pari a 800 euro per 12 mesi. Non è così. Gli 800 euro erano il tetto massimo mensile, non una cifra garantita per tutti.
Il nuovo bonus genitori separati 2026: la vera novità
La novità del 2026 è il fondo per il sostegno abitativo dei genitori separati o divorziati. È una misura pensata per chi, dopo la fine del matrimonio o della convivenza, non resta nella casa familiare e deve sostenere un nuovo canone di affitto o comunque affrontare spese abitative importanti.
A chi dovrebbe spettare il nuovo contributo casa
Il nuovo fondo è pensato per i genitori separati o divorziati non assegnatari dell’abitazione familiare di proprietà. In parole semplici: riguarda il genitore che, dopo la separazione o il divorzio, non resta nella casa familiare e deve trovare un’altra abitazione.
La misura è collegata anche alla presenza di figli a carico. Il contributo dovrebbe essere riconoscibile fino al compimento dei 21 anni del figlio, dettaglio molto importante perché allarga lo sguardo anche ai ragazzi maggiorenni ma ancora economicamente dipendenti.
Il punto centrale è questo: il bonus nasce per sostenere chi si trova fuori dalla casa familiare e deve affrontare un nuovo equilibrio economico, spesso molto fragile.
Quanto vale il bonus genitori separati 2026
L’importo di cui si parla è tra 400 e 500 euro al mese, per una durata possibile di 12 mesi. Si tratterebbe quindi di un sostegno annuale, pensato per alleggerire il peso dell’affitto o delle spese legate alla nuova abitazione.
Attenzione però: queste cifre rappresentano l’ipotesi al centro della misura, ma bisogna aspettare le regole operative definitive. Senza il decreto attuativo, non si può ancora parlare di importo sicuro per ogni beneficiario.
Il fondo previsto è di 20 milioni di euro annui dal 2026. Una dotazione importante, ma non illimitata. Proprio per questo saranno decisivi i criteri di accesso: reddito, condizione familiare, numero di figli, tipo di abitazione, eventuale canone di affitto, situazione economica complessiva.
Si può già fare domanda?
No. Al momento, la domanda per il nuovo bonus genitori separati 2026 non è ancora disponibile.
Manca il decreto attuativo che dovrà stabilire le regole pratiche: chi potrà presentare richiesta, quali documenti serviranno, come verranno valutate le domande, quale sarà l’importo esatto e attraverso quale piattaforma sarà possibile inviare l’istanza.
È il classico passaggio che fa la differenza tra una misura “prevista” e una misura davvero “operativa”. Finché non arrivano le istruzioni ufficiali, nessun genitore può materialmente presentare domanda per questo nuovo contributo.
Quali documenti potrebbero servire
Non essendo ancora aperta la procedura, l’elenco definitivo dei documenti non è stato pubblicato. Però, guardando alla natura della misura, è molto probabile che vengano richiesti documenti legati alla separazione o al divorzio, alla situazione economica e alla condizione abitativa.
Potrebbero servire, ad esempio, il provvedimento di separazione o divorzio, la documentazione relativa all’assegnazione della casa familiare, l’ISEE aggiornato, il contratto di affitto, le ricevute dei pagamenti del canone, i dati dei figli a carico e le informazioni sulla composizione del nucleo familiare.
Non è escluso che vengano richiesti anche documenti per dimostrare che il genitore non sia assegnatario dell’abitazione familiare e che abbia effettivamente sostenuto spese per una nuova sistemazione.
Meglio prepararsi, quindi, ma senza inviare nulla prima dell’apertura ufficiale della procedura.
Il nodo dell’ISEE
Uno degli aspetti ancora da chiarire riguarda l’eventuale soglia ISEE. È molto probabile che il bonus venga collegato alla situazione economica del richiedente, ma per ora non c’è una soglia definitiva da indicare.
Ed è proprio qui che si giocherà una parte importante della platea. Se la soglia sarà molto bassa, il contributo raggiungerà solo le situazioni più fragili. Se invece sarà più ampia, potranno rientrare anche genitori con redditi modesti ma non bassissimi, quelli che spesso restano fuori dagli aiuti pur avendo spese mensili difficili da sostenere.
Non è curioso? Sono proprio queste famiglie “nel mezzo” a rischiare di più: troppo poco fragili per certi bonus, ma troppo esposte per reggere affitto, mantenimento e costi dei figli senza aiuti.
Perché questo bonus può essere importante
Il nuovo contributo casa per genitori separati nasce dentro una realtà sociale molto concreta. La separazione non è solo una vicenda privata o legale. Ha conseguenze economiche immediate.
Un genitore può ritrovarsi a dover pagare un affitto, contribuire al mantenimento dei figli, sostenere spese mediche, scolastiche e quotidiane, e allo stesso tempo garantire una casa dignitosa dove poter accogliere i bambini o i ragazzi nei giorni stabiliti.
Il rischio è che la difficoltà economica si trasformi anche in distanza familiare. Se non si riesce a mantenere una casa adeguata, vedere i figli diventa più complicato. Ospitarli, ancora di più. Per questo un contributo abitativo può avere un impatto che va oltre il semplice aiuto economico.
Vecchio bonus e nuovo bonus: le differenze da ricordare
La differenza principale è semplice: il vecchio bonus da 800 euro riguardava il mantenimento non versato durante il periodo Covid. Il nuovo bonus 2026 riguarda invece il sostegno abitativo per il genitore separato o divorziato che non vive più nella casa familiare.
Il vecchio bonus aveva domande già chiuse, requisiti legati al reddito di 8.174 euro e pagamento in unica soluzione. Il nuovo bonus non è ancora operativo, dovrebbe valere circa 400-500 euro al mese e necessita delle regole attuative.
Chi oggi deve orientarsi deve quindi evitare l’errore più comune: pensare che il bonus da 800 euro sia stato riaperto nel 2026. Non è così.
Quando potrebbe partire
La partenza dipende dall’arrivo del decreto attuativo. Solo quel passaggio renderà davvero possibile l’apertura delle domande.
Una volta pubblicate le regole, saranno chiariti i dettagli più attesi: requisiti definitivi, soglia economica, importi, durata del contributo, documenti da allegare, modalità di invio e tempi di pagamento.
Fino ad allora, il consiglio pratico è uno: tenere pronta la documentazione personale e familiare, soprattutto quella relativa a separazione, figli, abitazione e situazione economica. Quando la procedura partirà, muoversi in fretta potrebbe fare la differenza, soprattutto se le risorse saranno distribuite fino a esaurimento del fondo.
Cosa devono sapere oggi i genitori separati
Ad oggi, 20 maggio 2026, il quadro è questo: il vecchio bonus da 800 euro è chiuso, mentre il nuovo aiuto per la casa è previsto ma non ancora richiedibile.
La misura può diventare importante per tanti genitori separati o divorziati, soprattutto per chi ha lasciato la casa familiare e deve sostenere un affitto. Ma prima di parlare di domanda, graduatoria o pagamento, serve il decreto con le istruzioni.
La promessa è forte: dare un aiuto concreto a chi, dopo una separazione, si trova a ricominciare da una casa nuova, spesso con i conti stretti e il pensiero fisso sui figli. Ora manca il passaggio più atteso: trasformare il fondo in un contributo reale, accessibile e pagato nei tempi giusti.
FAQ
Il bonus genitori separati da 800 euro si può richiedere nel 2026?
No. Il vecchio bonus fino a 800 euro non è più richiedibile. Le domande si sono chiuse nel 2024 e riguardavano il mancato pagamento dell’assegno di mantenimento nel periodo Covid.
Qual è il nuovo bonus genitori separati 2026?
Il nuovo bonus è un sostegno abitativo destinato ai genitori separati o divorziati che non sono assegnatari della casa familiare e hanno figli a carico.
Quanto dovrebbe valere il nuovo contributo?
L’importo ipotizzato è tra 400 e 500 euro al mese per un anno, ma la cifra definitiva dovrà essere confermata dalle regole attuative.
Si può già presentare domanda per il bonus casa genitori separati?
No. La domanda non è ancora aperta. Bisogna aspettare il decreto attuativo con requisiti, documenti e modalità di richiesta.
Fino a che età dei figli può spettare il contributo?
La misura è collegata ai figli a carico e dovrebbe arrivare fino al compimento dei 21 anni del figlio, secondo quanto previsto dal fondo.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






