Enzo Simonini se n’è andato a 84 anni, lasciando dietro di sé molto più di un marchio. Lascia una storia di mani sporche, motori smontati, intuizioni nate in officina e quella voglia tutta emiliana di trasformare un’idea in qualcosa che corre, salta, resiste al fango.
È morto domenica 17 maggio 2026. L’ultimo saluto si tiene martedì 19 maggio, con la benedizione di levata alla camera ardente dell’Ospedale di Baggiovara e il corteo verso l’ara crematoria di Modena. Una notizia che ha colpito forte il mondo del motociclismo, soprattutto quello più legato alla memoria delle moto da cross e da regolarità degli anni Settanta.
Perché Simonini non era soltanto un nome scritto su un serbatoio. Era un modo di intendere la moto: artigianale, diretto, quasi ruvido. Di quelli che non nascono nei grandi uffici, ma tra il rumore dei ferri, l’odore della miscela e il desiderio di andare un po’ più forte degli altri.
Chi era Enzo Simonini, il costruttore modenese che partì da Bomporto
La storia di Enzo Simonini sembra uscita da un racconto di provincia, ma di quella provincia capace di costruire pezzi di storia italiana. Nato e cresciuto nell’area modenese, Simonini era figlio di un panettiere di Bomporto. Da ragazzo aiutava il padre nelle consegne del pane, muovendosi sulle strade sterrate della bassa.
Ed è proprio lì che, quasi senza accorgersene, comincia tutto.
Per consegnare il pane su quei percorsi non sempre facili, Enzo mette mano al suo motorino. Lo adatta, lo modifica, lo rende più adatto alla campagna, al fango, alle buche. In pratica, lo trasforma in qualcosa che assomiglia già a una piccola moto da cross. Non è curioso? Una delle storie più affascinanti del motociclismo artigianale italiano parte da un mezzo usato per portare il pane a domicilio.
Da quella necessità nasce una passione. E dalla passione, piano piano, nasce un marchio.
Dall’officina alle moto da cross: la nascita della Simonini Moto
Prima delle moto complete, arrivano le elaborazioni. Enzo Simonini lavora sui motori, studia soluzioni per il fuoristrada, mette a punto kit capaci di migliorare prestazioni e carattere dei mezzi. Il suo nome inizia a circolare tra gli appassionati, tra chi corre, tra chi vuole qualcosa di diverso dalle moto di serie.
La Simonini Moto prende forma all’inizio degli anni Settanta. Il marchio viene ricordato tra le case italiane attive dal 1970 al 1983, con sede originaria a Bomporto. Erano anni in cui il fuoristrada viveva una stagione speciale: motocross, regolarità, piccole cilindrate, competizioni locali e nazionali. Un universo fatto di piloti giovani, meccanici inventivi e costruttori che spesso lavoravano più con il talento che con i grandi capitali.
Simonini si inserisce proprio lì. Prima con moto di piccola cilindrata, poi con modelli più ambiziosi. I motori Sachs e Kreidler diventano parte importante della produzione, accanto ai tentativi di sviluppare soluzioni proprie. La filosofia era semplice solo in apparenza: moto leggere, nervose, capaci di affrontare sterrato, salti e percorsi difficili.
I modelli che hanno fatto innamorare gli appassionati
Tra i modelli più ricordati ci sono la Simonini 50 Cross, la 125, la Long Range, la Hard Race, la Shadow 250 e altre versioni che ancora oggi fanno battere il cuore ai collezionisti.
La Long Range 125, in particolare, resta una delle moto più citate quando si parla del marchio. Una moto da regolarità con un’identità precisa, pensata per chi cercava un mezzo vero, concreto, con lo spirito dell’avventura addosso. Negli anni Settanta lo slogan “la sua strada è la natura” raccontava bene quel mondo: non la vetrina lucida, ma il sentiero, la polvere, l’argine, la salita.
E poi c’era la Shadow 250, presentata a metà anni Settanta e capace di attirare curiosità per soluzioni tecniche interessanti. In un periodo in cui il mercato era vivace e competitivo, Simonini riuscì a ritagliarsi uno spazio riconoscibile. Non era una casa gigantesca, certo. Ma aveva anima. E nelle moto, a volte, l’anima pesa più dei numeri.
Il passaggio a Maranello e gli anni più intensi
Nel 1975 Enzo Simonini entra in società con Franco Fornetti, imprenditore del settore oleodinamico. L’azienda si sposta a Maranello, in piena terra dei motori. Un passaggio importante, perché segna il tentativo di dare maggiore struttura alla produzione e di portare il marchio su un piano più ampio.
Al Salone del Ciclo e Motociclo di Milano del 1975 vengono presentati nuovi modelli da cross e da regolarità. La Simonini attira attenzione, soprattutto tra gli appassionati di fuoristrada. Sono anni di entusiasmo, ma anche di tensioni. Tra il 1975 e il 1981 Simonini entra in contrasto con la direzione legata alla famiglia Fornetti e decide poi di lasciare la società. Il marchio resta alla nuova gestione, mentre lui continua il suo percorso nel mondo delle elaborazioni e dei kit per il fuoristrada.
Dopo la sua uscita, il settore tecnico del marchio viene collegato anche al nome di Jan Witteveen, figura importante nella tecnica motociclistica. Nel 1977 nasce il motore Simonini 125 cc, uno dei passaggi più significativi di quella fase.
Un artigiano più che un industriale
La parola giusta, per Enzo Simonini, forse è proprio questa: artigiano. Non nel senso riduttivo del termine, ma nel suo significato più nobile. Uno che sa guardare un motore e immaginare cosa potrebbe diventare. Uno che non si ferma davanti al pezzo standard, perché lo standard gli va stretto.
La sua storia parla di un’Italia che oggi sembra quasi lontana: quella delle officine dove si imparava osservando, provando, sbagliando, rifacendo. Dove un preparatore poteva diventare costruttore, e un marchio nato in provincia poteva finire nei ricordi di generazioni di motociclisti.
Negli anni successivi, Simonini resta legato al mondo dei motori anche attraverso kit, marmitte, componenti e attività tecniche. Il suo nome viene associato pure al settore dei motori per ultraleggeri, segno di una curiosità meccanica mai davvero chiusa dentro una sola categoria.
Il dolore della famiglia e il ricordo degli appassionati
Alla moglie Eliane Alfredine, ai figli Claudio, Paolo, Violetta e Alfredo sono arrivati messaggi di cordoglio dal mondo del motociclismo. Claudio Simonini è ricordato anche per il suo legame con il Moto Club Castellarano, realtà conosciuta dagli appassionati.
In queste ore, sui gruppi e nelle comunità legate alle moto storiche, il nome di Enzo Simonini viene pronunciato con affetto. C’è chi lo ricorda come un “mito di Bomporto”, chi come un “mago” dei motocicli, chi semplicemente come una persona che ha lasciato un segno vero.
E forse è proprio questo il punto. Alcuni costruttori restano nei listini, altri restano nella memoria. Simonini appartiene alla seconda categoria: quella dei nomi che continuano a vivere nelle moto restaurate, nei racconti degli appassionati, nelle fotografie ingiallite, nei pezzi conservati con cura dentro garage e officine.
L’eredità di Enzo Simonini
Enzo Simonini lascia una pagina importante della Motor Valley meno raccontata, quella che non passa soltanto dai grandi marchi e dalle grandi piste, ma anche dalle officine di paese. Una Motor Valley fatta di intuizioni, mani esperte e coraggio tecnico.
Le sue moto oggi sono oggetti da collezione, ma anche piccole testimonianze di un’epoca. Raccontano gli anni in cui il motocross e la regolarità avevano un sapore più selvatico, più vicino alla terra. Anni in cui bastava vedere una moto con il nome Simonini per capire che dietro non c’era solo una produzione, ma una storia.
Addio, Enzo Simonini. L’uomo che trasformò un motorino da consegna in un sogno da fuoristrada.
FAQ
Chi era Enzo Simonini?
Enzo Simonini era uno storico costruttore modenese di moto da cross e da regolarità, fondatore del marchio Simonini Moto.
Quand’è morto Enzo Simonini?
È morto domenica 17 maggio 2026 all’età di 84 anni.
Perché Enzo Simonini era famoso?
Era conosciuto per le sue elaborazioni, i kit per il fuoristrada e le moto da cross e regolarità prodotte con il marchio Simonini, soprattutto negli anni Settanta.
Quali sono le moto Simonini più ricordate?
Tra i modelli più citati dagli appassionati ci sono la Simonini 50 Cross, la Long Range 125, la Hard Race e la Shadow 250.
Dov’era nata la Simonini Moto?
La storia del marchio parte da Bomporto, in provincia di Modena, per poi svilupparsi anche nell’area di Maranello.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






