Ercole Calchi morto, Pescara piange “Ercolino”: addio al re delle pizzette che ha sfamato intere generazioni

Daniela Devecchi

Ercole Calchi morto, Pescara piange “Ercolino”: addio al re delle pizzette che ha sfamato intere generazioni

Pescara perde uno di quei nomi che non stavano solo sopra l’insegna di una pizzeria. Ercole Calchi, per tutti semplicemente Ercolino, è morto a 89 anni, lasciando dietro di sé un ricordo che profuma di pizzette appena sfornate, calzoni caldi, supplì, crocchette e chiacchiere veloci davanti al bancone.

Il 21 maggio avrebbe compiuto 90 anni. Una data vicinissima, quasi crudele, arrivata pochi giorni dopo la sua scomparsa. La città lo saluta oggi martedì 19 maggio, con i funerali fissati alle 16 nella chiesa di Santa Lucia, in via Tirino, a San Donato.

Non era soltanto un pizzaiolo. Era un pezzo di Pescara. Uno di quelli che, senza fare rumore, entrano nella memoria collettiva di una città.

Chi era Ercole Calchi, il pizzaiolo che tutti chiamavano Ercolino

Ercole Calchi era nato nel 1936 e aveva origini marchigiane, anche se il suo nome è rimasto legato in modo fortissimo a Pescara. Da giovanissimo aveva capito quale sarebbe stata la sua strada: mani in pasta, forno acceso, ritmo duro e una passione che non lo avrebbe più lasciato.

Si racconta che avesse iniziato a lavorare da ragazzino, quando molti della sua età pensavano ancora ai giochi e alla scuola. Lui, invece, già imparava un mestiere fatto di levatacce, calore, farina, clienti da servire e giornate infinite.

E non è curioso pensare che proprio da quel lavoro così concreto sia nata una piccola leggenda cittadina?

Perché Ercolino non è diventato famoso con frasi costruite o pubblicità. Lo è diventato con le mani. Con il sapore delle sue pizzette. Con il modo in cui stava dietro al banco. Con quella presenza riconoscibile che, a Pescara, molti associano ancora agli anni della scuola, alle pause rubate, alle merende veloci, ai ricordi di gioventù.

La Pizzeria Liceo, quel posto dove passavano studenti e generazioni

Il nome di Ercole Calchi resta soprattutto legato alla storica Pizzeria Liceo, in via Venezia, davanti al liceo classico Gabriele D’Annunzio. Un locale nato negli anni Sessanta e diventato, con il tempo, molto più di una pizzeria.

Per tanti pescaresi era quasi un rito. Si usciva da scuola e si andava da Ercolino. Una pizzetta, un calzone, qualcosa di caldo tra le mani e poi via, di nuovo nella giornata. Ma a volte, raccontano i ricordi cittadini, quella pizzeria attirava così tanto gli studenti da diventare una tentazione anche durante le ore di lezione.

Ercolino, in fondo, era anche questo: un punto d’incontro. Un posto dove ci si dava appuntamento, dove si cresceva senza accorgersene, dove il sapore di una pizzetta diventava memoria.

La sua attività non parlava solo di cibo, ma di abitudini quotidiane. Di una città che cambiava. Di ragazzi diventati adulti, poi genitori, forse anche nonni, ma ancora capaci di ricordare “quella pizza lì”, quella mangiata in piedi, di corsa, magari con lo zaino sulle spalle.

Il locale Ercolino davanti all’ospedale

Dopo la Pizzeria Liceo, Ercole Calchi è rimasto legato anche alla pizzeria Ercolino, in via Paolini, davanti all’ospedale. Un altro indirizzo familiare per tanti pescaresi.

Anche lì il suo nome era diventato garanzia. Non servivano grandi spiegazioni: bastava dire “andiamo da Ercolino” e tutti capivano.

Negli ultimi anni continuava a essere ricordato come una presenza operosa, appassionata, quasi instancabile. Una figura d’altri tempi, di quelle che sembrano appartenere a un modo di lavorare più diretto, più fisico, più vero.

La sua pizzeria davanti all’ospedale era diventata un punto di passaggio per chi lavorava, per chi aspettava, per chi aveva bisogno di qualcosa di caldo e semplice in una giornata magari complicata. Anche questo conta. A volte un locale non resta nella memoria solo per quello che serve, ma per il momento in cui ti accoglie.

Calzoni, pizzette e quella firma diventata riconoscibile

Se c’è un’immagine che racconta Ercolino, è quella del forno acceso. La sua cucina era fatta di sapori popolari, diretti, senza troppi fronzoli: pizzette, calzoni, supplì, crocchette. Cose semplici, sì, ma solo in apparenza.

Perché la semplicità, quando è fatta bene, diventa identità.

A Pescara il suo nome è rimasto legato soprattutto alle pizzette e ai calzoni. La sua pizza rotonda viene ricordata come una piccola novità per la città, un prodotto capace di conquistare generazioni diverse.

Ercolino aveva un modo suo di stare nel mestiere. C’è chi lo ricorda in giacca e cravatta, dettaglio che oggi sembra quasi cinematografico. Un pizzaiolo elegante dietro al banco, fedele alla sua idea di lavoro e rispetto per il cliente.

E poi ci sono i dettagli più teneri, quelli che fanno la differenza in un ricordo: la musica degli Abba mentre lavorava, le pizzette preferite un po’ bruciacchiate, il gesto ripetuto migliaia di volte fino a diventare firma personale.

Una vita dietro al banco, fino agli ultimi giorni

La notizia della morte di Ercole Calchi ha colpito perché arriva dopo una vita passata praticamente sempre al lavoro. Secondo quanto ricostruito nelle ore successive alla scomparsa, negli ultimi giorni era stato ricoverato in ospedale dopo una tosse insistente. Poi il peggioramento e la morte.

Un dettaglio commuove più di altri: avrebbe preparato le sue ultime pizzette pochissimo tempo prima della scomparsa. Come se il mestiere, per lui, non fosse qualcosa da lasciare davvero. Come se il forno, il banco e l’impasto fossero rimasti fino all’ultimo una parte naturale della sua giornata.

Non tutti riescono a trasformare un lavoro in una presenza cittadina. Ercolino ci era riuscito.

Il ricordo della città e il cordoglio per la sua morte

La scomparsa di Ercole Calchi ha provocato grande commozione a Pescara. Il sindaco Carlo Masci lo ha ricordato come una figura storica del commercio cittadino e come un simbolo della tradizione gastronomica locale.

Parole sentite, perché Ercolino era davvero uno di quei personaggi che appartenevano alla città prima ancora che alla cronaca. Non era un volto distante. Era uno che molti avevano incontrato, salutato, visto lavorare.

E qui sta forse la parte più forte della sua storia: non lascia solo una famiglia, amici, clienti affezionati. Lascia una specie di album collettivo fatto di pause pranzo, uscite da scuola, profumo di forno, mani infarinate e ricordi di quartiere.

Pescara lo piange perché con lui se ne va una persona, certo. Ma anche un’abitudine. Un sapore. Un frammento di vita quotidiana.

I riconoscimenti e il valore di una carriera lunga una vita

Nel corso degli anni Ercole Calchi aveva ricevuto riconoscimenti legati al suo lavoro e alla sua lunga attività. Era stato premiato anche nell’ambito del riconoscimento “Il Lavoratore Ideale”, dedicato a chi ha fatto del mestiere una testimonianza di costanza, sacrificio e passione.

Non un premio casuale, considerando la sua storia. Calchi rappresentava una generazione di commercianti e artigiani che hanno costruito il proprio nome giorno dopo giorno, senza scorciatoie.

Il suo successo non era fatto di mode passeggere. Era fatto di clienti che tornavano. Di studenti che crescevano e poi raccontavano ai figli dove mangiavano da ragazzi. Di una città che, quando sente un nome come “Ercolino”, non ha bisogno di troppe spiegazioni.

Addio a Ercolino, una memoria che resta

La morte di Ercole Calchi chiude una pagina importante della Pescara più popolare e autentica. Quella delle botteghe riconoscibili, dei locali che diventano punti fermi, dei mestieri tramandati con la fatica prima ancora che con le parole.

Ercolino se ne va a pochi giorni dai 90 anni, dopo una vita spesa nel suo mondo: farina, forno, clienti, lavoro.

E forse il modo più giusto per ricordarlo non è solo dire che è morto uno storico pizzaiolo. È dire che Pescara ha perso una voce familiare, un profumo di strada, un nome capace di riportare indietro migliaia di persone a un momento preciso della propria vita.

Una pizzetta mangiata al volo. Un calzone caldo. Una pausa davanti al liceo. Una sera davanti all’ospedale. Un saluto dietro al banco.

Per molti, Ercolino era tutto questo.

FAQ

Chi era Ercole Calchi?
Ercole Calchi, conosciuto da tutti come Ercolino, era uno storico pizzaiolo di Pescara, legato alla Pizzeria Liceo e alla pizzeria Ercolino in via Paolini.

A quanti anni è morto Ercole Calchi?
Ercole Calchi è morto a 89 anni. Il 21 maggio 2026 avrebbe compiuto 90 anni.

Perché Ercole Calchi era famoso a Pescara?
Era famoso per le sue pizzette, i calzoni e per aver fondato locali diventati punti di riferimento per generazioni di pescaresi, soprattutto studenti.

Quando e dove si svolgono i funerali di Ercole Calchi?
I funerali sono fissati per martedì 19 maggio 2026 alle ore 16 nella chiesa di Santa Lucia, in via Tirino, a San Donato.

Quali locali erano legati a Ercolino?
Il suo nome è legato soprattutto alla storica Pizzeria Liceo di via Venezia e alla pizzeria Ercolino in via Paolini, davanti all’ospedale.