Nel panorama del cinema italiano emergente, il nome di Marco Montingelli è legato a una lunga gavetta fatta di piccoli ruoli, studio della recitazione e tanta determinazione. Nato ad Andria, sotto il segno del pesci, classe’ 19’91 si trasferisce a Roma per inseguire il sogno del cinema.
Gli inizi ad Andria e la passione per la recitazione
La passione di Marco per il mondo dello spettacolo nasce molto presto. Secondo le biografie professionali pubblicate online, inizia a studiare recitazione e dizione già a 15 anni, approfondendo poi la formazione presso un’accademia di cinema a Bari. Sin dagli esordi appare evidente il desiderio di inserirsi nel cinema italiano tradizionale, quello legato ai grandi registi e alla scuola classica della recitazione. In diverse interviste ha raccontato la sua ammirazione per il cinema della “Dolce Vita” e per interpreti come Marcello Mastroianni, figure che considera punti di riferimento artistici.
Parallelamente agli studi di recitazione, Montingelli coltiva anche altre passioni artistiche: canto, danza e musical. Nei suoi curriculum professionali vengono riportate competenze in musica, teatro musicale e persino imitazione vocale, oltre alla conoscenza dell’inglese e dello spagnolo.
La gavetta nel cinema italiano
Come molti attori emergenti, anche Marco Montingelli ha affrontato anni di piccole apparizioni, comparsate e ruoli secondari. La prima esperienza significativa arriva con il cortometraggio “Gino Boccasile”, diretta da Cirasola, dove ottiene una parte da protagonista. Poi, prende parte a diverse produzioni italiane. E spesso con ruoli marginali ma utili per entrare nel circuito cinematografico nazionale. Tra le esperienze più note compare la partecipazione al film “Una sconfinata giovinezza” di Avati, dove lavora come comparsa. Negli anni successivi recita anche nel film “L’ultima mossa” di Potenza e soprattutto in “Se sei così, ti dico sì”, commedia diretta da Cappuccio.
L’esperienza in “Dante” di Pupi Avati
Uno dei momenti più importanti della sua carriera arriva nel 2022 con il film “Dante”, ancora diretto da Pupi Avati. Nella pellicola, dedicata alla figura di Dante Alighieri, Montingelli interpreta un ambasciatore del Sommo Poeta in una breve scena del film. Si tratta di una parte contenuta, ma significativa per un attore che da tempo cercava spazio nel cinema d’autore italiano. In alcune dichiarazioni rilasciate alla stampa pugliese, l’attore ha raccontato con entusiasmo l’esperienza sul set accanto a interpreti come Sergio Castellitto, Alessandro Haber ed Enrico Lo Verso.
Il profilo artistico e la vita a Roma
Trasferitosi nella Capitale, Marco Montingelli ha continuato negli anni a lavorare tra casting, teatro, produzioni indipendenti e piccoli progetti audiovisivi. Nei profili professionali online vengono evidenziate anche le sue competenze sportive e artistiche: dal tennis al windsurf, passando per musica e danza.
L’attore pugliese ha spesso raccontato di aver svolto anche altri lavori per mantenersi, come accade a molti artisti emergenti. In un’intervista spiegò di aver lavorato persino come driver e accompagnatore di attrici del cinema del passato, esperienza che gli avrebbe permesso di ascoltare racconti e aneddoti sulla stagione d’oro del cinema italiano.
Le recenti notizie sull’arresto
Negli ultimi tempi, il nome di Marco Montingelli è stato accostato anche a vicende giudiziarie finite sulle cronache di alcuni quotidiani nazionali, tra cui Il Messaggero. Questa volta la fuga dai carabinieri non è stata un episodio di fiction, ma una scena reale che ha visto protagonista Montingelli. Il trentacinquenne, al volante di una Toyota Yaris nera, è stato rincorso per diversi chilometri da una volante dei carabinieri. Una volta raggiunto, avrebbe tentato di resistere all’arresto, insultando i militari e vantando legami influenti: “Voi non sapete chi sono io. Sono il nipote di Matteo Salvini, conosco Piantedosi. Vi faccio licenziare, comunisti di m...”, avrebbe dichiarato.
Durante le operazioni per farlo uscire dal veicolo, uno dei carabinieri ha riportato una lieve ferita. Montingelli è stato sottoposto all’alcol test, risultando positivo ma senza eccedere la soglia penalmente rilevante; dunque, non gli è stata contestata la guida in stato di ebbrezza. Dopo essere stato ammanettato e portato in caserma, l’attore ha trascorso lì il resto della notte e successivamente è stato processato per direttissima con le accuse di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. Sebbene l’arresto sia stato convalidato, non sono state imposte misure cautelari.
Una carriera tra sogni e difficoltà
La storia di Montingelli racconta quella di tanti attori italiani che vivono il cinema lontano dalle copertine, affrontando anni di sacrifici, audizioni e piccole occasioni. Dalla Puglia a Roma, passando per set cinematografici importanti e collaborazioni con registi noti, il suo percorso artistico si è sviluppato soprattutto attraverso ruoli secondari e una lunga gavetta.

Tedesco Giorgia, classe ’95.
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