Un mondo spesso troppo sottovalutato, oggi, piange la scomparsa di Mario Arturo Iannaccone, autore, docente e ricercatore apprezzato. A contribuire al ricordo è stato lo storico e saggista Massimo Viglione attraverso un messaggio pubblicato sui social, che in poche ore ha raccolto decine di attestati di affetto e cordoglio.
Una vita dedicata allo studio e alla divulgazione
Iannaccone era noto negli ambienti culturali e accademici per il suo approccio originale alla storia delle idee e della civiltà occidentale. Laureato in Lettere all’Università di Milano con specializzazione in Storia del Rinascimento, aveva costruito nel tempo un percorso intellettuale autonomo e riconoscibile. Lontano dalle mode culturali dominanti. Negli anni aveva insegnato Scrittura Creativa e collaborato con scuole di formazione, riviste e progetti editoriali. Mantenendo però sempre un forte legame con il mondo della divulgazione storica e filosofica.
I libri e le ricerche che lo hanno reso noto
Nel corso della sua carriera ha pubblicato numerosi saggi dedicati alla storia religiosa, alla cultura contemporanea e ai grandi temi dell’immaginario collettivo. Tra le sue opere più conosciute figurano libri come:
- Rennes-le-Château, una decifrazione,
- Templari, il martirio della memoria, Storia segreta.
- Adam Weishaupt e gli Illuminati.
Ma anche lavori molto apprezzati come Cristiada. Saggio dedicato alla persecuzione dei cattolici in Messico. E, infine, Rivoluzione psichedelica, nel quale analizzava le trasformazioni culturali e sociali del Novecento.
Il rapporto con il pubblico e l’attività culturale
Negli ultimi anni Mario era diventato una presenza molto seguita anche nel panorama culturale indipendente. Partecipava a conferenze, incontri pubblici, trasmissioni di approfondimento e collaborava con studiosi e intellettuali legati all’area della cultura tradizionale e cattolica. Aveva inoltre preso parte a diversi progetti editoriali e televisivi dedicati alla controinformazione storica e culturale. Distinguendosi, sempre, per uno stile pacato ma sempre molto documentato. In molti ricordano la sua disponibilità al dialogo e il modo rispettoso con cui affrontava anche i dibattiti più divisivi.
Il cordoglio sui social
Dopo aver appreso la notizia, sui social sono comparsi numerosi messaggi di ricordo, e molti ne sottolineano l’onestà intellettuale e la capacità di affrontare argomenti delicati senza cedere alla superficialità . O alla polemica fine a sé stessa. Per tanti appassionati di storia, religione e cultura contemporanea rappresentava una voce fuori dal coro. Capace di proporre chiavi di lettura alternative rispetto al pensiero dominante ma sempre supportate da studio e ricerca.
Un’eredità culturale destinata a rimanere
Oggi restano i suoi libri, le conferenze, gli articoli e le riflessioni. Quelle che negli anni hanno contribuito ad alimentare il confronto su temi storici, religiosi e filosofici, troppo spesso dimenticati o poco esplorati. Continuerà probabilmente a essere ricordato proprio per questa capacità : quella di unire ricerca storica, passione divulgativa e libertà intellettuale. Sempre con uno sguardo personale e indipendente sul mondo contemporaneo.

Tedesco Giorgia, classe ’95.
Quello che contraddistingue il mio lavoro è l’idea di cos’è che si cela dietro una notizia: un’informazione.
Ma le informazioni non sono tutte uguali. Se ti arriva un’informazione e da essa non piangi, non ridi, non respiri, non ti disperi o non gioisci, essa non ti serve a nulla.
Perché l’informazione è la libertà di un popolo. Ed é nelle nostre emozioni che si avverte la vera essenza della libertà .
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