Morto don Paolo Ferrazzo, Venezia in lutto: addio al parroco del Lido che portò la fede fino in Kenya

Daniela Devecchi

Morto don Paolo Ferrazzo, Venezia in lutto: addio al parroco del Lido che portò la fede fino in Kenya

Venezia perde una delle sue voci più riconoscibili, una di quelle presenze che non restano chiuse dentro una sacrestia ma finiscono per intrecciarsi con la vita quotidiana di intere comunità. Don Paolo Ferrazzo è morto oggi, 18 maggio 2026, all’Ospedale Civile di Venezia. Aveva 68 anni e fino a poche settimane fa era stato alla guida delle comunità di Santa Maria Elisabetta e San Nicolò al Lido di Venezia.

Era ricoverato da tempo per una grave malattia. Negli ultimi giorni il patriarca Francesco Moraglia gli aveva amministrato l’Unzione degli Infermi, in un momento che ha lasciato un segno profondo in chi conosceva da vicino il suo cammino di fede. Non un dettaglio formale, ma quasi l’ultima immagine pubblica di un sacerdote che ha attraversato oltre quarant’anni di ministero con passo discreto, concreto, mai distante dalla gente.

Chi era don Paolo Ferrazzo

Don Paolo Ferrazzo era nato il 3 novembre 1957 a San Donà di Piave. All’anagrafe era Massimo Ferrazzo, ma per tutti, nel tempo, era diventato semplicemente don Paolo: il parroco, il formatore, il sacerdote delle missioni, l’uomo capace di stare dentro le comunità senza fare rumore inutile.

Era stato ordinato sacerdote il 26 giugno 1982, nella basilica della Madonna della Salute, dal patriarca Marco Cè. Da lì era iniziato un percorso lungo, fatto di parrocchie, incarichi diocesani, predicazione, formazione e attenzione costante alle persone più fragili.

La sua storia sacerdotale racconta anche un pezzo importante della Chiesa veneziana degli ultimi decenni. Non è curioso come alcune figure, pur senza cercare riflettori, finiscano per attraversare luoghi diversissimi lasciando ovunque qualcosa?

Gli inizi tra Catene, Oriago e Mestre

Il primo tratto del ministero di don Paolo si è sviluppato sulla terraferma veneziana. Dal 1982 al 1987 è stato vicario parrocchiale a Catene, poi dal 1987 al 1990 a Oriago. Dal 1990 al 1997 ha prestato servizio a San Lorenzo di Mestre.

Poi è arrivato anche l’incarico di vicario foraneo di Mestre, altro passaggio che dice molto della fiducia maturata attorno alla sua figura.

Il lungo servizio alla Beata Vergine Addolorata

Dal 1997 al 2010 don Paolo Ferrazzo è stato parroco della Beata Vergine Addolorata a Mestre.

Per alcuni anni ha assunto anche l’incarico di vicario foraneo per Carpenedo, confermando un profilo pastorale non limitato alla sola gestione parrocchiale, ma aperto al coordinamento, alla responsabilità e alla cura più ampia della vita ecclesiale.

San Giacomo dall’Orio e poi il Lido

Nel 2010 è stato nominato parroco di San Giacomo dall’Orio, nel cuore di Venezia. Vi è rimasto fino al 2019, in una delle zone più vive e delicate del centro storico.

Poi, nel 2019, il nuovo passaggio: Santa Maria Elisabetta e San Nicola Vescovo, al Lido di Venezia. Un arrivo che era stato accolto con calore, con la comunità raccolta nella chiesa di San Nicolò e il patriarca Moraglia presente per accompagnare quel nuovo inizio.

In quell’occasione don Paolo pronunciò parole semplici ma molto sue: «Per me è un ripartire». Una frase breve, quasi dimessa, eppure piena. Perché ripartire, a oltre sessant’anni, dopo tante esperienze, non è mai scontato. Significa accettare ancora una volta una comunità nuova, volti nuovi, problemi nuovi, speranze nuove.

Al Lido il suo compito era grande: accompagnare due comunità importanti, in un territorio particolare, dove Venezia si fa isola, mare, stagione turistica, famiglie residenti, anziani, giovani e fragilità spesso silenziose.

Il cuore missionario: Kenya, Africa e Chiesa in uscita

C’è un aspetto che più di altri aiuta a capire don Paolo Ferrazzo: il suo legame con le missioni. Dal 2007 al 2025 è stato direttore dell’Ufficio missionario diocesano. Un incarico lunghissimo, quasi vent’anni, che lo ha portato a seguire progetti, percorsi di solidarietà e relazioni con comunità lontane.

In particolare, il suo nome resta legato all’Africa e al Kenya, soprattutto alla realtà di Ol Moran, una missione cara alla Chiesa veneziana. Ma il suo sguardo missionario non era solo geografico. Non significava soltanto partire, viaggiare, sostenere progetti. Per lui missione voleva dire anche cambiare il modo di guardare chi hai davanti.

Era questa, forse, la parte più concreta del suo ministero: ricordare che la fede non è un discorso astratto, ma una forma di presenza. Un modo di stare accanto. Una responsabilità verso chi è più povero, più solo, più esposto.

Diaconi, formazione e vita diocesana

Dal 2019 al 2024 don Paolo è stato anche delegato per il diaconato permanente. Un incarico delicato, perché riguarda non solo l’organizzazione, ma il discernimento, la formazione, l’accompagnamento spirituale di uomini chiamati a servire la Chiesa in una forma particolare.

Il patriarca Moraglia, nel salutarne il servizio in quell’ambito, aveva espresso gratitudine per il lavoro svolto accanto ai diaconi permanenti e ai candidati al diaconato.

Don Paolo ha fatto parte anche di diversi organismi pastorali, tra cui l’Ufficio per la Pastorale della Salute e il Collegio dei Parroci Consultori. Sono incarichi che forse dicono poco al grande pubblico, ma raccontano bene il suo peso dentro la diocesi: non solo parroco di comunità, ma sacerdote chiamato a partecipare alle scelte, alla formazione e alla cura pastorale più ampia.

La malattia e gli ultimi giorni

La malattia lo aveva costretto al ricovero e, nelle ultime settimane, al ritiro dal servizio diretto nelle parrocchie del Lido. Una notizia che aveva già fatto intuire alla comunità la gravità del momento.

La morte di don Paolo Ferrazzo arriva così come un colpo doloroso per chi lo aveva conosciuto in parrocchia, nelle missioni, nei percorsi di formazione, negli esercizi spirituali, nei momenti di ascolto e nelle celebrazioni.

C’è qualcosa che colpisce, in questi addii: spesso ci si accorge davvero della grandezza di una presenza quando quella presenza viene a mancare. E allora tornano alla mente le parole dette, i gesti semplici, le omelie, gli incontri dopo messa, le telefonate, i viaggi, le riunioni, i silenzi.

Il ricordo di un sacerdote concreto

Don Paolo Ferrazzo non lascia soltanto un curriculum ecclesiastico ricco. Lascia un percorso. Lascia il ricordo di un prete che ha attraversato Mestre, Venezia e il Lido senza perdere il filo della missione.

Era un sacerdote abituato a tenere insieme mondi diversi: la parrocchia e l’Africa, la formazione biblica e la pastorale della salute, i diaconi e i ragazzi, la predicazione e la concretezza delle opere.

Il dolore, ora, riguarda soprattutto le comunità che lo hanno avuto come parroco e guida. Ma il suo nome resta legato a una storia più ampia: quella di una Chiesa veneziana che, attraverso figure come la sua, ha provato a non chiudersi nei propri confini.

Funerali di don Paolo Ferrazzo

Al momento si attendono comunicazioni ufficiali su data, orario e luogo delle esequie. Vista la sua lunga presenza nella diocesi e il legame con tante comunità, il saluto a don Paolo Ferrazzo sarà certamente un momento di forte partecipazione e commozione.

FAQ

Chi era don Paolo Ferrazzo?
Don Paolo Ferrazzo era un sacerdote della diocesi di Venezia.

Quando è morto don Paolo Ferrazzo?
È morto il 18 maggio 2026 all’Ospedale Civile di Venezia.

Quanti anni aveva don Paolo Ferrazzo?
Aveva 68 anni.

Dov’era parroco don Paolo Ferrazzo?
Fino a poche settimane prima della morte era parroco delle comunità di Santa Maria Elisabetta e San Nicolò al Lido di Venezia.