Ieri il Giro d’Italia ha detto una cosa chiara. Jonas Vingegaard è qui per vincere, non per fare compagnia.
La nona tappa — Cervia-Corno alle Scale, 184 chilometri con arrivo in salita — sembrava fatta per i grandi nomi della classifica. E così è stato. A un chilometro dal traguardo Vingegaard ha scattato, nessuno ha risposto, e il danese del Team Visma-Lease a Bike ha tagliato il traguardo da solo. La sua prima vittoria di tappa in questa edizione. Non l’ultima, probabilmente.
La maglia rosa resta però sulle spalle di João Eulalio. Il portoghese della Bahrain Victorious difende un vantaggio di 2 minuti e 24 secondi sul secondo in classifica. Per ora regge. Ma le tappe che arrivano non gli faranno sconti.
Com’è andata la tappa di ieri
Partenza da Cervia, sul mare. Arrivo a Corno alle Scale, sull’Appennino bolognese, dopo una salita finale che non è uno sterminato tappone alpino ma sa fare male lo stesso — pendenze costanti, nessun respiro nell’ultimo chilometro.
La corsa è rimasta controllata per gran parte della giornata. La fuga di giornata ha guadagnato qualcosa, poi è stata ripresa. Nella salita finale i big si sono guardati, hanno aspettato, e poi Vingegaard ha smesso di aspettare. Scatto senza preavviso, ritmo che gli altri non hanno potuto seguire. Dietro di lui si è formata una piccola sfilza di nomi importanti — Pellizzari, Hindley — ma nessuno è riuscito ad avvicinarsi.
Una sorpresa di giornata è stata Piganzoli, che ha colto tutti di sorpresa con una buona prestazione nella salita finale. Meno bene Giulio Pellizzari, che ha accusato qualche difficoltà rispetto alle aspettative — un segnale da monitorare nelle prossime tappe.
Chi è João Eulalio, la maglia rosa
João Eulalio ha 24 anni, è portoghese, corre per la Bahrain Victorious. Non era il nome che tutti si aspettavano di trovare in cima alla classifica a metà Giro. Ma il ciclismo funziona così — chi azzecca la fuga giusta al momento giusto si ritrova con la maglia addosso e la responsabilità di difenderla ogni giorno.
Eulalio ha conquistato la rosa nella sesta tappa, grazie a una fuga che gli ha permesso di costruire un vantaggio sui big. Da allora la difende con intelligenza, senza strafare, gestendo le energie. 2 minuti e 24 secondi di margine al termine della nona tappa — un cuscinetto generoso, ma non infinito. Sulle Alpi, nelle ultime tappe, il discorso cambierà.
La classifica generale dopo la tappa 9
Eulalio è in rosa con oltre due minuti sul secondo. Vingegaard sale con la vittoria di ieri e si posiziona tra i favoriti per la vittoria finale. Dietro ci sono Jai Hindley della Red Bull-BORA-hansgrohe e Giulio Pellizzari, giovane italiano che fino a ieri sembrava in ottima forma — la crisi di giornata ha fatto qualche domanda a cui dovrà rispondere presto.
La maglia ciclamino — quella della classifica a punti — è della Soudal Quick-Step. La maglia azzurra — scalatori — è del Team Visma. La maglia bianca — miglior giovane — è ancora della Bahrain Victorious.
Il programma: oggi riposo, domani la crono
Oggi, 18 maggio, è giornata di riposo. Il Giro si ferma. I corridori recuperano, i team analizzano i dati, qualcuno fa i conti su chi ha perso e chi ha guadagnato nelle tappe precedenti.
Domani, 19 maggio, si torna in sella per la tappa 10: una cronometro individuale di 42 chilometri da Viareggio a Massa. Tre stelle di difficoltà, il che vuol dire che non è piatta e non è semplice. Una crono così può cambiare la classifica generale in modo significativo — chi è forte a cronometro può recuperare minuti, chi non lo è può perderne.
Vingegaard è uno dei migliori specialisti del mondo contro il tempo. Eulalio no. Quella maglia rosa potrebbe diventare più leggera da portare dopo domani.
Le tappe che mancano: dove si decide tutto
Il Giro 2026 è partito dalla Bulgaria — grande partenza a Nessebar il 8 maggio, tre tappe nei Balcani prima di rientrare in Italia da Catanzaro. Una scelta di percorso insolita che ha fatto discutere ma ha regalato immagini bellissime.
Da qui in poi il tracciato si fa sempre più impegnativo. Dopo la crono di domani ci sono tappe di montagna sull’Appennino ligure, poi si sale verso le Alpi. I momenti decisivi saranno la tappa 16 — Bellinzona-Carì, quattro stelle — la tappa 19 — Feltre-Alleghe, cinque stelle, la più dura dell’intera corsa — e la tappa 20 — Gemona del Friuli-Piancavallo, quattro stelle.
La tappa finale, il 31 maggio, arriva a Roma con un circuito nel centro della capitale. Otto giri, spettacolo garantito.
Mancano dodici tappe. Eulalio ha un bel vantaggio ma le montagne non perdonano. Vingegaard ha dimostrato ieri di avere le gambe. E in mezzo ci sono Hindley, Pellizzari e chiunque altro stia aspettando il momento giusto per attaccare.
Il Giro è ancora tutto aperto.
FAQ
Chi ha vinto la tappa 9 del Giro d’Italia 2026? Jonas Vingegaard del Team Visma-Lease a Bike, con arrivo in solitaria a Corno alle Scale dopo uno scatto a un chilometro dal traguardo.
Chi è in maglia rosa al Giro d’Italia 2026? João Eulalio, portoghese della Bahrain Victorious. Difende un vantaggio di 2 minuti e 24 secondi in classifica generale dopo la nona tappa.
Ci sono tappe oggi al Giro d’Italia? No. Il 18 maggio 2026 è giornata di riposo. Si torna in gara domani 19 maggio con la cronometro Viareggio-Massa di 42 chilometri.
Dove è partito il Giro d’Italia 2026? Dalla Bulgaria — grande partenza a Nessebar l’8 maggio, con le prime tre tappe nei Balcani prima del rientro in Italia.
Quando finisce il Giro d’Italia 2026? Il 31 maggio 2026 a Roma, con una tappa finale in circuito nel centro della capitale.
Chi sono i favoriti per la vittoria finale? Vingegaard è il grande favorito dopo la vittoria di ieri. Eulalio difende la rosa ma dovrà reggere nelle tappe alpine. Hindley e Pellizzari sono gli altri nomi da tenere d’occhio.

“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






