Chi è Sabrina Landucci, ex moglie di Mario Cipollini: età, lavoro, figlie e il processo che ha cambiato tutto

Serena Comito

Chi è Sabrina Landucci, ex moglie di Mario Cipollini: età, lavoro, figlie e il processo che ha cambiato tutto

Per anni non l’ha conosciuta nessuno. O meglio — la conoscevano a Lucca, nel quartiere di Sant’Alessio, nella palestra dove lavora. La conoscevano come la sorella di Marco, come la madre di due ragazze, come quella che una volta era stata la moglie del ciclista più famoso d’Italia. Ma fuori da quel giro, niente.

Lei ci teneva così. “Ho rifiutato proposte allettanti per andare in TV e raccontare i fatti miei”, ha detto. E non ci è andata. Per anni.

Poi però è arrivato il processo, e con il processo la sentenza, e a quel punto stare in silenzio era diventato impossibile. Anzi — forse sbagliato.

Sabrina Landucci ha scelto di parlare. E quello che ha raccontato ha fatto tremare una storia che molti avevano preferito non vedere.

Una vita a Lucca, lontana dai riflettori

Sabrina vive a Lucca, zona Sant’Alessio. Lavora come istruttrice di fitness — lo fa ancora adesso, nella stessa palestra dove nel 2017 è successa una delle cose che l’hanno convinta a denunciare. L’età non l’ha mai comunicata ufficialmente, ma dovrebbe avere intorno ai 55 anni.

Ha un fratello che invece i riflettori li ha conosciuti bene: Marco Landucci, portiere professionista, quasi 200 presenze in Serie A tra Fiorentina, Brescia e Inter. Per anni è stato il vice di Massimiliano Allegri — Juve, Milan, di nuovo Juve. Il cognome Landucci, nel mondo del calcio, lo sanno tutti. Sabrina ha sempre preferito che rimanesse una cosa di Marco.

Ha due figlie dalla relazione con Cipollini. I nomi non sono mai finiti sui giornali — e non è un caso. Ha lavorato anni per tenerle fuori da tutto questo.

Il suo compagno si chiama Silvio Giusti, ex calciatore, storica bandiera della Lucchese. Dettaglio curioso: Giusti e Marco Landucci hanno giocato insieme nella stagione 1991-92. Il mondo piccolo della provincia toscana, dove prima o poi ci si ritrova tutti.

Come è iniziata, come è finita

1993. Sabrina e Mario Cipollini si sposano. Lui è già Re Leone — il velocista che vince in scioltezza, che si presenta alle partenze con le maglie più pazze del gruppo, che riempie le prime pagine dei giornali sportivi. Lei è una ragazza di Lucca.

Si erano conosciuti lì, nella loro città. E lei era innamorata, questo lo ha detto chiaramente. “Avevo l’assoluta volontà di portare avanti il matrimonio. Ero innamorata di quest’uomo”.

Ma quello che succedeva dentro casa era diverso da quello che si vedeva fuori.

Le violenze fisiche — ha raccontato in aula — erano iniziate già nei primi anni. Pugni. Schiaffi. Una pistola puntata alla tempia durante una lite. La bicicletta segata in due perché lui aveva paura che lei la usasse senza il suo permesso — episodio citato dal pm in requisitoria, uno dei primi segnali di un controllo ossessivo. “Non ero una donna libera”, ha detto Sabrina. E poi: “Mi chiedeva scusa. Mi giurava che era cambiato. E io volevo crederci ad ogni costo”.

Nel 2005 viene fuori il flirt con la modella Magda Gomes — finisce su tutti i giornali, diventa lo scandalo dell’anno nel mondo del ciclismo. Ma Sabrina ha sempre precisato che non è stato quello a farle prendere la decisione. I tradimenti erano stati molti, e lei li aveva già vissuti come un’altra forma di violenza. “Quando gli chiedevo conto di che cosa aveva combinato, lui mi picchiava”.

La separazione legale arriva nel 2012. Un altro episodio violento, l’ennesimo. Fugge di casa con le figlie. Questa volta non torna.

La denuncia, cinque anni dopo

Passa del tempo. Poi, 9 gennaio 2017, Sabrina denuncia.

La goccia è stata un’aggressione nella palestra dove lavora. Cipollini si è presentato lì — davanti a colleghi e clienti — e l’ha aggredita. “Mi ha afferrato al collo e mi ha sbattuta la testa contro il muro. Al pronto soccorso mi hanno detto sette giorni di prognosi”.

In aula emergono gli altri episodi. Il pm Letizia Cai li ricostruisce uno per uno: le botte, le minacce di morte, le umiliazioni davanti ai familiari. C’è anche una registrazione audio in cui Cipollini dice a Sabrina: “Ti spacco tutta, ti ammazzo, sentirai il rumore delle ossa spezzate”. Cipollini nega tutto. Descrive gli episodi come semplici litigi tra ex. Arriva persino a ridefinire quello della palestra — si sarebbe limitato a prenderla per un polso mentre discutevano delle figlie. Ma davanti al giudice, durante una delle ultime udienze, la strattonata è avvenuta in aula, davanti a decine di testimoni.

Il processo dura anni. Lungo, doloroso, estenuante. La difesa di Cipollini prova a dipingere Sabrina come una madre inadeguata. “La cosa che mi ha ferito più di tutte è l’immagine di madre inadeguata che è stata data di me”, dirà lei dopo la sentenza.

17 ottobre 2022. Il giudice Felicia Barbieri del Tribunale di Lucca condanna Mario Cipollini a tre anni di reclusione per maltrattamenti in famiglia, lesioni e stalking. Condannato anche per le minacce a Silvio Giusti. 80.000 euro di risarcimento a Sabrina, 5.000 a Giusti. Una pena superiore a quella chiesta dal pm.

La difesa annuncia subito ricorso in Appello.

Fuori dall’aula, finalmente

Sabrina esce dal tribunale e parla. Non esulta. Non piange davanti alle telecamere. Dice quello che pensa, con misura.

“È finito un incubo, finalmente. Il giudice ha dato ragione alla nostra versione dei fatti e questo dimostra che non mi sono inventata nulla”.

Poi arriva la parte più importante — quella rivolta alle altre. Alle donne che stanno vivendo la stessa cosa e non riescono a fare il passo. “Denunciare subito, invece di aspettare anni come ho fatto io sbagliando. Quando la violenza entra in famiglia ogni speranza è persa”.

Spiega anche perché aveva aspettato così a lungo. Cipollini era famoso. Potente. Amatissimo. “Temevo di combattere contro un Golia mediatico e di non essere creduta. Non volevo rovinargli la carriera”. Un pensiero che molte donne in quella situazione riconoscono. La paura non di lui, ma del sistema — del fatto che lui era Cipollini e lei era nessuno.

Non è più nessuno. E lo sa.

“No, non sono un simbolo. Sono soltanto una donna che ha combattuto”.

FAQ

Chi è Sabrina Landucci? Ex moglie di Mario Cipollini, istruttrice di fitness a Lucca, sorella dell’ex portiere Marco Landucci. Ha denunciato Cipollini nel 2017 per maltrattamenti, lesioni e stalking.

Quanti anni ha Sabrina Landucci? Non ha mai reso pubblica la sua età. Dovrebbe avere intorno ai 55 anni.

Quando si sono sposati e separati? Sposati nel 1993, separati di fatto nel 2012. La denuncia è arrivata nel 2017.

Com’è finito il processo? Il 17 ottobre 2022 il Tribunale di Lucca ha condannato Cipollini a tre anni per maltrattamenti, lesioni e stalking, con 80.000 euro di risarcimento a Sabrina. La difesa ha fatto ricorso in Appello.

Chi è il fratello di Sabrina Landucci? Marco Landucci, ex portiere professionista e storico vice allenatore di Massimiliano Allegri.

Ha figli Sabrina Landucci? Due figlie avute con Mario Cipollini, i cui nomi non sono mai stati resi pubblici.