Caso Garlasco 2026: indagini chiuse su Sempio, Stasi verso la revisione — tutto quello che sta succedendo

Serena Comito

Caso Garlasco 2026: indagini chiuse su Sempio, Stasi verso la revisione — tutto quello che sta succedendo

Il 13 agosto 2007 Chiara Poggi viene trovata morta nella villetta di famiglia in via Pascoli a Garlasco, provincia di Pavia. Uccisa a colpi alla testa. Ha 26 anni. Il fidanzato, Alberto Stasi, chiama il 118 e scopre il corpo. Da quel momento inizia una storia giudiziaria che dura da quasi vent’anni e che ancora oggi non ha trovato pace.

Perché adesso, nel maggio 2026, il caso è più vivo che mai. Anzi — è probabilmente al punto di svolta più importante da quando Stasi è stato condannato in via definitiva.

La condanna di Stasi e gli anni dei ricorsi

Alberto Stasi è stato condannato a 16 anni di reclusione per l’omicidio di Chiara Poggi. La sentenza definitiva è arrivata dopo un percorso processuale tormentato — due assoluzioni nei primi gradi, poi la condanna in Cassazione nel 2015. Una vicenda che lo stesso Guardasigilli Carlo Nordio ha definito di recente “paradossale”, riferendosi alla dinamica che ha portato alla condanna dopo due assoluzioni.

Stasi è in semilibertà da qualche tempo. Non può tornare a Garlasco, non può incontrare la madre a casa. Il suo avvocato De Rensis lo descrive come “pieno di fede, molto rispettoso del prossimo, molto attento alle regole” — e aggiunge che il quadro che si sta delineando è solido abbastanza da giustificare una richiesta di revisione del processo.

Tutti i ricorsi presentati negli anni — dalla Cassazione alla Corte europea dei diritti dell’uomo — sono stati respinti. Ma ora lo scenario è cambiato. È cambiato perché è entrato in scena un altro nome.

Chi è Andrea Sempio

Andrea Sempio ha 38 anni. Era un amico di Chiara Poggi — frequentava la stessa cerchia sociale, la conosceva. Era già stato indagato in passato, in un’inchiesta poi archiviata. Quell’archiviazione, come emerge ora dagli atti, fu chiesta dallo stesso pm dell’epoca, Mario Pezzino: “Ho chiesto io di archiviare Sempio”, ha dichiarato recentemente.

La Procura di Pavia ha riaperto il caso. E il 7 maggio 2026 ha chiuso le indagini nei confronti di Sempio, notificandogli l’avviso di conclusione. Un atto formale che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio. Sempio è oggi l’unico indagato per l’omicidio di Chiara Poggi.

Lui nega. In un’intervista a Quarto Grado ha detto: “È un anno e mezzo che mi sveglio e penso solo a questa storia”. E ancora: “Io questo fatto atroce non l’ho commesso”. La sua ex compagna lo ha difeso pubblicamente: “Andrea mai stato violento, mi ha parlato dell’indagine ma non di Chiara”.

Cosa dice la Procura di Pavia

Gli inquirenti hanno costruito un’accusa articolata. Al centro c’è un movente preciso: secondo la Procura, Sempio avrebbe ucciso Chiara Poggi dopo che lei aveva rifiutato un suo approccio sessuale, maturato — si legge negli atti — alla visione di video intimi che la ragazza aveva girato con Stasi e che Sempio avrebbe visionato.

Negli atti emerge anche il tema dello scontrino del parcheggio, da sempre uno degli elementi più discussi del caso. Sempio lo aveva conservato per anni e lo aveva esibito come alibi per dimostrare di trovarsi a Vigevano la mattina del delitto. La Procura ritiene quell’alibi inattendibile — il cellulare del 38enne non avrebbe mai agganciato una cella fuori dal Comune di Garlasco. E dalle intercettazioni emerge che sarebbe stata la madre di Sempio a suggerirgli di conservare quello scontrino, “inconsapevole di essere ascoltata dagli investigatori”, come si legge negli atti.

Ci sono anche intercettazioni dello stesso Sempio, tra cui un soliloquio sul video intimo in cui dice cose che gli inquirenti considerano significative. Uno stralcio: “La storia del video è stata… È stata… Il video… Lo devo aspettare… Da un momento all’altro… Ok… Cioè Chiara… Lei nel video sembrava proprio… Si è spostata… Sì”. Parole frammentate, difficili da interpretare fuori contesto, ma che la Procura ha inserito nel fascicolo.

Stasi davanti ai pm: cosa ha detto

Nel maggio 2025 Stasi è stato ascoltato dai pm di Pavia. Il verbale è riemerso nei nuovi atti depositati quest’anno. Uno dei passaggi più rilevanti: Stasi dice di non aver mai sentito nominare Sempio prima che il nome apparisse nelle indagini. Racconta anche che, leggendo gli atti della prima inchiesta su Sempio, era rimasto colpito proprio dalla questione dello scontrino — “mi ha incuriosito, mi ha insospettito”, avrebbe detto ai magistrati.

Non è un’accusa diretta. Non è un elemento nuovo sul piano probatorio. Ma il fatto che sia stato verbalizzato e che riaffiori ora negli atti del 2026 dice quanto quella circostanza continui a essere considerata parte del quadro investigativo.

La revisione per Stasi: ci siamo quasi

L’avvocato difensore Bocellari è stato chiaro nelle ultime settimane: “Il quadro per noi è grave. Per quanto riguarda la posizione di Stasi viene disintegrata dalla Procura la sentenza di condanna da tutti i punti di vista. L’ultima decisione sarà sua, il quadro è solido, ci sarebbero tutti i presupposti per richiederla. Stiamo facendo una valutazione per la revisione, speriamo di riuscire a procedere prima dell’estate”.

De Rensis, l’altro difensore, ha precisato che Stasi “è in semilibertà, ma non può incontrare la mamma a casa, non può tornare a Garlasco”. E ha aggiunto un dettaglio umano che pesa: “Gli equilibri per lui sono stati faticosi. Io lo ammiro tantissimo”.

Un legale vicino al caso ha detto in televisione una cosa che ha fatto discutere: se un Procuratore Capo si reca di persona da una Procuratrice Generale — cosa che non accade quasi mai — significa che gli elementi in mano sono talmente forti da giustificare una mossa straordinaria. “Con l’arrivo del Procuratore a Milano il caso di Garlasco è chiuso, nel senso che si apre nei confronti di Sempio e finisce nei confronti di Stasi”.

La famiglia Poggi

In tutto questo c’è anche una famiglia che aspetta da quasi vent’anni. I Poggi — i genitori di Chiara — sono assistiti dall’avvocato Gian Luigi Tizzoni, che ha affrontato di recente anche una questione economica delicata: se Stasi dovesse essere assolto in sede di revisione, il risarcimento che gli è stato imposto andrebbe restituito. “Da Stasi 350 euro al mese, nessun problema a restituirli”, ha detto Tizzoni, aggiungendo che il conto è rimasto intatto.

Sono anche nel mezzo di una pioggia di querele contro blogger e utenti social che negli ultimi mesi hanno rivolto accuse e insulti alla famiglia. “Feriti da aggressioni basate su cose inesistenti”, ha detto il legale.

Una famiglia che non ha mai chiesto la ribalta. E che adesso si trova di nuovo al centro di tutto.

FAQ

Chi è Andrea Sempio e perché è indagato per il delitto di Garlasco? Andrea Sempio, 38 anni, era un amico di Chiara Poggi. La Procura di Pavia lo ritiene responsabile dell’omicidio del 13 agosto 2007. Il 7 maggio 2026 le indagini su di lui sono state chiuse, passo che precede la richiesta di rinvio a giudizio.

Alberto Stasi è ancora in carcere? No. Stasi è in semilibertà. È stato condannato a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi con sentenza definitiva nel 2015.

Stasi può ottenere la revisione del processo? I suoi avvocati stanno valutando la richiesta, che potrebbe arrivare prima dell’estate 2026. La revisione può essere chiesta in qualsiasi momento, anche dopo l’esecuzione della pena.

Cosa dice Sempio delle accuse? Nega ogni coinvolgimento. In un’intervista ha dichiarato: “Io questo fatto atroce non l’ho commesso.”

Quando è stata uccisa Chiara Poggi? Il 13 agosto 2007, nella villetta di famiglia in via Pascoli a Garlasco, provincia di Pavia. Aveva 26 anni.

Il caso Garlasco è ancora aperto? Sì. Con Sempio come unico indagato e la possibile revisione per Stasi, il caso è al suo momento giudiziario più delicato da anni.