Roma, maggio 2026. Nelle bollette della luce di molte famiglie italiane sta comparendo una voce che può passare inosservata, ma che vale 115 euro. Il nome ufficiale è un po’ tecnico: “contributo straordinario di cui al Decreto Bollette”. Tradotto: uno sconto una tantum, riconosciuto direttamente nella fattura dell’energia elettrica a chi aveva già diritto al bonus sociale elettrico.
E qui arriva il punto da chiarire subito, perché la confusione è dietro l’angolo: non è un bonus da richiedere con domanda, non è per tutti gli ISEE fino a 25.000 euro e non riguarda gas o acqua. È un contributo automatico, legato alla bolletta della luce, destinato a una platea precisa.
Lo sconto nasce dal decreto-legge 20 febbraio 2026, n. 21, il cosiddetto Decreto Bollette, poi convertito nella legge 10 aprile 2026, n. 49. Il provvedimento è stato pensato per alleggerire il peso delle spese energetiche sulle famiglie più fragili, in un momento in cui il tema bollette continua a pesare sui bilanci domestici.
Il nome esatto della misura: contributo straordinario Decreto Bollette
La misura si chiama contributo straordinario ed è collegata al Decreto Bollette 2026. L’importo è fisso: 115 euro.
Non cambia in base alla città, al fornitore o al consumo del mese. La località, in questo caso, è tutta l’Italia: il contributo riguarda i clienti domestici elettrici che rispettano i requisiti previsti, dal Nord al Sud, dalle grandi città ai piccoli Comuni.
Il cuore operativo della misura passa da ARERA, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, con sede a Milano, mentre il quadro normativo arriva dal Governo e dal Parlamento, a Roma. Nel meccanismo entrano anche INPS, per i dati ISEE e la DSU, i venditori di energia elettrica e la Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali.
Chi riceve davvero i 115 euro
Il contributo spetta ai clienti domestici che, alla data del 21 febbraio 2026, risultavano già titolari del bonus sociale elettrico per disagio economico.
Questa data è decisiva. Non basta avere un ISEE basso in generale. Non basta aver fatto domanda dopo. Non basta essere cliente domestico. Il requisito centrale è essere già dentro il sistema del bonus sociale elettrico proprio al momento dell’entrata in vigore del decreto.
In pratica, il contributo arriva a chi aveva una fornitura elettrica domestica attiva e risultava beneficiario del bonus sociale elettrico. Lo sconto viene poi riconosciuto dal venditore che serviva il cliente alla data del 21 febbraio 2026, anche se nel frattempo l’utente ha cambiato fornitore.
Non è curioso? Una famiglia può aver cambiato compagnia elettrica a marzo o aprile, ma il contributo resta legato alla situazione fotografata il 21 febbraio.
Non serve domanda: arriva in automatico
Questo è uno dei punti più importanti da mettere nero su bianco: per ricevere i 115 euro non bisogna presentare una nuova domanda.
Il contributo viene applicato automaticamente in bolletta. La famiglia non deve inviare moduli al fornitore, non deve fare una richiesta specifica e non deve presentare una pratica separata al Comune.
Attenzione però: il sistema automatico funziona perché a monte esiste la DSU, la Dichiarazione Sostitutiva Unica, usata per ottenere l’attestazione ISEE. È quella che permette di entrare, se si hanno i requisiti, nel circuito dei bonus sociali. Quindi non c’è una domanda per i 115 euro, ma l’ISEE aggiornato resta fondamentale per accedere alle agevolazioni ordinarie.
Quando arriva lo sconto in bolletta
Il contributo viene riconosciuto nella prima fattura utile. Questo significa che non tutti lo vedono nello stesso giorno e non tutti nello stesso mese.
Chi riceve la bolletta mensile potrebbe trovarlo prima. Chi ha fatturazione bimestrale potrebbe vederlo più avanti. Dipende dal ciclo di emissione della bolletta e dai tempi del proprio venditore.
La voce deve essere separata rispetto alle altre componenti della fattura, così da risultare riconoscibile. La dicitura può richiamare il contributo straordinario previsto dal Decreto Bollette e specificare che lo sconto è stato riconosciuto perché il cliente era titolare del bonus sociale elettrico al 21 febbraio 2026.
Se la bolletta risulta più bassa dell’importo dello sconto e si genera un credito a favore del cliente, quel credito viene conteggiato nelle bollette successive. In caso di fornitura cessata o interrotta, il credito viene gestito secondo le regole previste per queste situazioni.
Quanto vale sommato al bonus sociale elettrico
I 115 euro non cancellano il bonus sociale ordinario. Si aggiungono.
Per il 2026, il bonus sociale elettrico ordinario varia in base al numero dei componenti del nucleo familiare. In linea generale, più cresce il nucleo, più aumenta l’importo annuo dello sconto ordinario.
Il contributo straordinario da 115 euro va quindi considerato come una somma aggiuntiva. Per una famiglia piccola, il totale tra bonus ordinario e contributo extra può superare i 260 euro annui. Per nuclei più numerosi può arrivare oltre i 300 euro.
Ed è proprio qui che nasce uno degli equivoci più frequenti: non esiste un “bonus bollette da 315 euro” uguale per tutti. L’unica cifra fissa del Decreto Bollette è 115 euro. Il resto dipende dal bonus sociale elettrico ordinario già spettante alla famiglia.
ISEE: la soglia da ricordare
Dal 1° gennaio 2026, la soglia ISEE per accedere ai bonus sociali ordinari è stata aggiornata a 9.796 euro per la generalità dei nuclei familiari. Per le famiglie numerose con almeno quattro figli a carico resta la soglia di 20.000 euro.
Questo dato serve a capire chi può rientrare nel sistema dei bonus sociali. Ma per il contributo straordinario da 115 euro conta anche un altro elemento: essere già titolari del bonus sociale elettrico al 21 febbraio 2026.
Chi ha ottenuto l’ISEE dopo quella data potrebbe avere diritto al bonus sociale ordinario, se rispetta i requisiti, ma non automaticamente al contributo straordinario da 115 euro legato a quella fotografia temporale.
Il caso degli ISEE fino a 25.000 euro
Altro punto delicato: nel Decreto Bollette si parla anche di clienti con ISEE fino a 25.000 euro, ma non bisogna mischiare le misure.
Il contributo da 115 euro riguarda i titolari del bonus sociale elettrico. La misura per gli ISEE fino a 25.000 euro è invece un contributo volontario previsto per clienti domestici residenti non titolari del bonus sociale, con limiti e condizioni specifiche sui consumi.
Non è la stessa cosa. Non ha la stessa platea. Non funziona allo stesso modo. E soprattutto non va presentata come uno sconto automatico generalizzato per tutte le famiglie sotto i 25.000 euro di ISEE.
Per i lettori, questa distinzione è fondamentale: chi cerca i 115 euro deve guardare alla propria bolletta elettrica e alla titolarità del bonus sociale al 21 febbraio 2026. Chi rientra nella fascia ISEE fino a 25.000 euro deve invece verificare eventuali condizioni diverse legate al proprio venditore e alle regole applicative della misura volontaria.
Dove controllare nella fattura
La cosa più semplice è leggere con attenzione il dettaglio della bolletta della luce. La voce dovrebbe comparire separata dalle altre, con un riferimento al contributo straordinario.
Chi non la trova subito non deve necessariamente allarmarsi: potrebbe arrivare nella fattura successiva, soprattutto se il proprio fornitore emette bollette bimestrali.
Se invece il cliente era titolare del bonus sociale elettrico al 21 febbraio 2026 e, dopo diverse fatture, non vede alcun accredito, può contattare il proprio venditore di energia o lo Sportello per il consumatore di energia. Prima, però, conviene avere sotto mano codice cliente, codice POD, ultima bolletta e attestazione ISEE.
FAQ
Il contributo da 115 euro va richiesto?
No. Viene riconosciuto automaticamente ai clienti che avevano diritto al bonus sociale elettrico al 21 febbraio 2026.
Arriva sulla bolletta del gas?
No. Il contributo straordinario da 115 euro riguarda la fornitura di energia elettrica.
Chi ha ISEE fino a 25.000 euro riceve automaticamente i 115 euro?
No. La soglia ISEE fino a 25.000 euro riguarda un’altra misura, diversa dal contributo automatico da 115 euro per i titolari del bonus sociale elettrico.
Se ho cambiato fornitore dopo febbraio perdo lo sconto?
No, se avevi diritto al contributo. L’erogazione è legata al venditore che serviva la fornitura alla data del 21 febbraio 2026.
In che mese arriva?
Non c’è una data unica per tutti. Arriva nella prima bolletta utile, secondo il ciclo di fatturazione del proprio fornitore.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






