Ci sono notizie che in un paese arrivano come un colpo improvviso, lasciando tutti senza fiato, ed è quello che sta accadendo a San Fili, dove la tragica e prematura morte del giovane Pietro Ciancio ha gettato nello sconforto un’intera comunità . In tanti continuano a ripetere la stessa frase: “Era troppo giovane”. Ed è proprio questo il pensiero che oggi accomuna tutti. Anche il Comune di San Fili ha voluto esprimere pubblicamente il proprio cordoglio. In un messaggio condiviso sui social, la sindaca e l’amministrazione comunale hanno partecipato al dolore delle famiglie.
Un dolore che ha colpito tutti
In queste ore sui social si susseguono messaggi pieni di affetto, fotografie, ricordi e pensieri dedicati a Pietro. C’è chi non riesce ancora a credere a quanto accaduto, chi parla di una tragedia ingiusta e chi si lascia andare alla rabbia verso una vita che, a volte, sa essere terribilmente crudele.
Nei piccoli paesi il dolore ha un peso diverso, perché ogni persona è parte della quotidianità dell’altra. Ci si incontra ogni giorno, ci si conosce da sempre, si condividono abitudini, amicizie e pezzi di vita. Per questo la morte di un ragazzo così giovane non resta mai soltanto il dolore di una famiglia: diventa il dolore di tutti.
Anche i direttori del Conad locale hanno voluto partecipare al lutto con un pensiero di vicinanza rivolto alla famiglia, così come l’agenzia funebre Santa Aurelia, che ha espresso il proprio cordoglio in queste ore così difficili. Piccoli gesti che, davanti a una tragedia simile, assumono un valore enorme.
La rabbia davanti a una vita spezzata
Tra la tristezza si avverte anche tanta rabbia. Una rabbia silenziosa, composta, ma fortissima. Perché è difficile accettare che un uomo così giovane, con ancora tanta vita davanti, possa andarsene così presto. Ed è proprio questo che molti amici e conoscenti stanno scrivendo: la sensazione di trovarsi davanti a qualcosa di ingiusto, impossibile da comprendere davvero.
L’abbraccio di una comunitĂ
In momenti come questo, però, emerge anche il lato più umano di una comunità . San Fili si sta stringendo attorno alle famiglie Ruffolo e Ciancio con discrezione, affetto e rispetto. Ogni messaggio, ogni gesto, ogni presenza rappresenta un modo per dire che nessuno è solo davanti a una sofferenza tanto grande.
La scomparsa di Pietro lascia un vuoto enorme e una ferita che il tempo faticherà a rimarginare. Di lui resteranno i ricordi custoditi da chi gli voleva bene, le parole di chi oggi lo piange e il silenzio carico di dolore di un intero paese che continua a chiedersi come sia possibile perdere una vita così giovane così presto.

Tedesco Giorgia, classe ’95.
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