Nome: Lello Aruanno
Località: Bitonto, provincia di Bari
Chi era: ex calciatore del Bitonto Calcio, storico terzino neroverde
Periodo ricordato: soprattutto tra gli anni Settanta e Ottanta
Ruolo in campo: terzino, cursore di fascia, uomo simbolo della difesa bitontina
Ricordo pubblico: calciatore bandiera, capitano, mister, uomo stimato dentro e fuori dal campo
Bitonto piange Lello Aruanno, uno di quei nomi che non appartengono soltanto agli almanacchi sportivi, ma alla memoria viva di una città. Storico terzino del Bitonto Calcio, volto amatissimo del panorama neroverde, Aruanno è morto lasciando un dolore profondo tra tifosi, amici, ex compagni e cittadini che lo avevano conosciuto anche lontano dal rettangolo di gioco.
Non era semplicemente “un ex calciatore”. Per molti era Lello, il terzino che correva sulla fascia, il capitano, il mister, l’uomo umile e sorridente, quello capace di farsi voler bene per la grinta in campo e per la semplicità nella vita di tutti i giorni. Un leone neroverde, come lo stanno ricordando in queste ore in tanti.
E forse è proprio questo il segno più bello lasciato da Aruanno: non solo le partite, non solo i contrasti, non solo le discese sulla fascia. Ma l’affetto. Quello che resta quando il pallone smette di rotolare e una città continua comunque a dire: “Era uno dei nostri”.
Lello Aruanno, chi era il terzino simbolo del Bitonto
Lello Aruanno è stato uno dei volti più riconoscibili della storia calcistica bitontina. Il suo nome è legato alla maglia del Bitonto Calcio, ai colori neroverdi e a un’epoca in cui il calcio cittadino aveva un sapore diverso: più ruvido, più diretto, più romantico.
Giocava da terzino, ma chi lo ha visto in campo lo racconta come qualcosa di più di un semplice difensore. Era un cursore di fascia, uno di quelli che non si risparmiavano mai. Correva, chiudeva, ripartiva. E quando serviva metteva il corpo, la testa e il cuore.
Negli anni Settanta e Ottanta, il calcio era fatto anche di appartenenza. Le maglie pesavano, i colori contavano, la squadra del paese non era soltanto una squadra. Era identità. Aruanno incarnava proprio questo spirito: quello del calciatore fedele, legato alla sua terra, alla sua tifoseria, alla sua gente.
La notizia della morte di Lello Aruanno ha colpito profondamente Bitonto. In tanti lo stanno ricordando con parole piene di affetto: “capitano”, “mister”, “idolo”, “grande uomo”, “colonna della difesa”, “leone neroverde”.
Gli anni d’oro con la maglia neroverde
Il nome di Lello Aruanno è legato soprattutto al Bitonto degli anni Settanta e Ottanta, stagioni rimaste care agli appassionati del calcio locale. In quel periodo, la squadra neroverde rappresentava un punto di riferimento per la città e raccoglieva attorno a sé passione, orgoglio e senso di appartenenza.
Aruanno faceva parte di una generazione di calciatori che vivevano la partita con intensità quasi artigianale. Niente clamore, niente spettacolo costruito. Solo campo, allenamenti, fatica e domeniche da giocare fino all’ultimo pallone.
Era considerato uno dei simboli della fascia destra neroverde. Un terzino dal passo deciso, capace di difendere con forza e di accompagnare l’azione quando la squadra si allungava in avanti. Chi lo ricorda parla di “grandi falcate”, di discese coraggiose, di una presenza costante e affidabile.
Il calciatore bandiera che aveva i colori cuciti addosso
C’è una frase che torna spesso quando si parla di Lello Aruanno: aveva i colori neroverdi cuciti sulla pelle. Sembra una frase da stadio, ma in questo caso racconta bene il sentimento che lo circondava.
Aruanno apparteneva a un calcio in cui il legame con la maglia era qualcosa di concreto. Il Bitonto non era solo la squadra per cui giocava: era una parte della sua identità sportiva. E forse anche per questo il suo ricordo è rimasto così forte.
I tifosi non dimenticano facilmente chi ha dato tutto. Non dimenticano chi ha corso sotto il sole, chi ha stretto i denti, chi ha difeso quei colori anche nelle partite più complicate. E Lello Aruanno, nel racconto collettivo bitontino, è rimasto proprio questo: uno che in campo non si tirava indietro.
Il ricordo dell’uomo: umile, leale, sportivo
Accanto al calciatore, oggi emerge soprattutto l’uomo. Lello Aruanno viene ricordato come una persona umile, leale, simpatica, sportiva, capace di lasciare un’impressione positiva anche fuori dal campo.
C’è chi lo descrive con la battuta sempre pronta. Chi lo ricorda bravo anche a tennis. Chi parla di lui come di una persona corretta, disponibile, mai sopra le righe. Piccoli frammenti che, messi insieme, compongono un ritratto molto umano.
Anche “mister”: il legame con chi lo ha conosciuto dopo il campo
Tra i messaggi di cordoglio, molti lo chiamano anche mister. Un dettaglio che dice tanto. Significa che Lello Aruanno non è rimasto soltanto nel ricordo di chi lo vide giocare, ma anche in quello di chi lo ha incontrato dopo, magari in un contesto sportivo diverso, da guida o punto di riferimento.
Essere chiamato “mister” con affetto, in queste ore, racconta un altro pezzo della sua storia. Quella di un uomo che il calcio non lo ha soltanto praticato, ma lo ha trasmesso. Con il carattere, con l’esempio, con il modo di stare accanto agli altri.
Non tutti i calciatori riescono a diventare memoria condivisa. Non tutti restano nel cuore dei bambini che li vedevano dagli spalti o dei ragazzi che poi li hanno incontrati da adulti. Aruanno sì.
Il ricordo di Bitonto oltre il calcio
Lello Aruanno viene ricordato anche fuori dall’ambiente sportivo. In città, diversi messaggi lo descrivono come un uomo rispettato nella vita quotidiana, non solo come ex atleta. C’è chi lo associa anche al servizio nella Polizia Municipale, chiamandolo con affetto un “signor vigile urbano”.
Le parole più forti, in fondo, sono quelle più semplici: “Ciao Lello, sarai per sempre uno di noi”.
Bitonto oggi perde una delle sue figure sportive più amate. Ma il ricordo di Lello Aruanno continuerà a vivere nei racconti di chi lo ha visto correre sulla fascia, negli occhi di chi lo considerava un idolo, nelle parole di chi lo chiamava capitano, mister, amico.
Ciao Lello, leone neroverde. Bitonto non ti dimenticherà.
FAQ
Chi era Lello Aruanno?
Lello Aruanno era un ex calciatore del Bitonto Calcio, ricordato come storico terzino neroverde e figura simbolo del calcio bitontino.
Dove viveva Lello Aruanno?
Il suo nome è legato alla città di Bitonto, in provincia di Bari, dove era molto conosciuto e stimato.
In che ruolo giocava Lello Aruanno?
Giocava da terzino, soprattutto sulla fascia, ed era ricordato per corsa, grinta, carattere e attaccamento alla maglia.
Perché Lello Aruanno era così amato a Bitonto?
Perché rappresentava un calcio fatto di appartenenza, generosità e fedeltà ai colori neroverdi. Molti lo ricordano come calciatore bandiera, capitano e uomo di grande umiltà.
Si conosce la causa della morte di Lello Aruanno?
Al momento non sono emersi dettagli certi sulla causa della morte. Per rispetto della famiglia, è corretto attenersi solo alle informazioni confermate.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






