Stefania Pinna morta a 52 anni, ospedali in lutto: l’addio all’OSS di Monserrato e San Gavino Monreale stimata da tutti, il marito Alessandro distrutto dal dolore

Daniela Devecchi

Stefania Pinna morta a 52 anni, ospedali in lutto: l’addio all’OSS di Monserrato e San Gavino Monreale stimata da tutti, il marito Alessandro distrutto dal dolore

Stefania Pinna, è scomparsa a soli 52 anni. Una donna che in tanti ricordano non solo per il suo lavoro, ma per il modo in cui quel lavoro lo faceva. Parliamo di presenza, dolcezza e una cura che chi sta male non dimentica facilmente.

Stefania Pinna, conosciuta anche come Stefania Pinna in Urracci, era una OSS, operatrice socio-sanitaria. Aveva lavorato in due realtà importanti della sanità sarda: il Policlinico di Monserrato e l’ospedale Nostra Signora di Bonaria di San Gavino Monreale. Due luoghi diversi, un solo ricordo che torna nelle parole di chi l’ha conosciuta: quello di una professionista capace di farsi voler bene.

Il lutto tra Monserrato e San Gavino Monreale

La notizia della morte di Stefania Pinna ha colpito profondamente gli ambienti sanitari di Monserrato e San Gavino Monreale. Nei due ospedali dove aveva prestato servizio, il dolore è stato forte: colleghi, pazienti e persone che l’avevano incontrata nel tempo hanno appreso con commozione della sua scomparsa.

Stefania Pinna viene descritta come una donna dal tratto dolce, una persona capace di portare calore anche nei momenti difficili. Ed è forse questo il dettaglio più forte: in un mestiere dove la fatica è continua, lei avrebbe saputo conservare quella delicatezza che diventa conforto per chi soffre.

Il marito Alessandro e la famiglia stretta nel dolore

Stefania Pinna lascia il marito Alessandro, citato tra i familiari che ne hanno annunciato la scomparsa. Accanto a lui, nel dolore, ci sono anche la mamma Gabriella, i fratelli Simona e Francesco, la suocera Maria Teresa, i cognati, i nipoti e l’adorato nipote Mattia, al quale Stefania era legatissima.

L’ultimo saluto a Gonnostramatza

L’ultimo saluto a Stefania Pinna si è tenuto nella chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo a Gonnostramatza, con la celebrazione della Santa Messa. La camera ardente era stata allestita alla Casa Funeraria Excelsior di Mogoro, dove familiari, amici, colleghi e conoscenti hanno potuto stringersi attorno ai suoi cari.

Gonnostramatza, Mogoro, Monserrato, San Gavino: sono luoghi che in queste ore sembrano uniti da un unico filo. Quello del cordoglio per una donna che ha vissuto il proprio lavoro con discrezione e umanità, e che adesso viene salutata da una comunità allargata, fatta di affetti familiari e legami costruiti negli anni.

Una vita spesa accanto agli altri

Ci sono professioni che non fanno rumore, ma reggono ogni giorno pezzi importanti della vita delle persone. Il lavoro degli operatori socio-sanitari è uno di questi. Spesso lontano dai riflettori, spesso poco raccontato, eppure fondamentale.

Stefania Pinna apparteneva a quel mondo. Quello di chi entra nelle stanze, accompagna, sostiene, aiuta. Quello di chi vede la fragilità da vicino e deve trovare ogni giorno la forza per non voltarsi dall’altra parte.

La sua morte a 52 anni lascia amarezza, incredulità e una domanda che torna spontanea: com’è possibile salutare così presto una persona ancora tanto presente nella memoria di chi l’ha conosciuta?

Non ci sono parole facili davanti a una perdita simile. Ci sono però i ricordi. E quelli, quando sono così pieni di affetto, diventano una forma di presenza.

Il ricordo di Stefania Pinna

A colpire è soprattutto l’immagine che emerge da chi l’ha conosciuta: una donna dal sorriso dolce, una lavoratrice stimata, una persona capace di farsi apprezzare senza bisogno di clamore. Una di quelle presenze che sembrano normali finché ci sono, e che diventano enormi quando mancano.

La sua scomparsa lascia un vuoto nella famiglia, nel marito Alessandro, nei parenti, nei colleghi e in tutte le persone che l’hanno incontrata nel suo percorso umano e professionale.