Pasquale Clemente, Foggia in lutto: morto il coordinatore dell’Area Ospedaliera di Universo Salute, la malattia in poco più di un mese e il ricordo commosso di Gsd Group e Italo Pontone

Daniela Devecchi

Pasquale Clemente, Foggia in lutto: morto il coordinatore dell’Area Ospedaliera di Universo Salute, la malattia in poco più di un mese e il ricordo commosso di Gsd Group e Italo Pontone

A Foggia il nome di Pasquale Clemente era legato a doppio filo a Universo Salute – Opera Don Uva, dove ricopriva il ruolo di coordinatore dell’Area Ospedaliera. Una figura centrale, di quelle che magari non cercano visibilità, ma che dentro una struttura sanitaria finiscono per diventare un punto di riferimento quotidiano per colleghi, operatori, pazienti e famiglie.

La notizia della sua morte ha colpito profondamente l’ambiente sanitario foggiano. Clemente è scomparso a causa di una malattia che, secondo quanto ricordato dal consigliere comunale Italo Pontone, in poco più di un mese sarebbe passata da una condizione inizialmente apparsa lieve a una realtà drammatica. Una frase che racconta tutto il senso di incredulità di chi lo conosceva: una situazione precipitata rapidamente, lasciando sgomenti colleghi, amici e persone che con lui avevano condiviso anni di lavoro.

Addio a Pasquale Clemente, il coordinatore dell’Area Ospedaliera di Universo Salute

Pasquale Clemente non era semplicemente un nome in un organigramma. All’interno di Universo Salute a Foggia, veniva considerato una presenza operativa, concreta, capace di dare risposte e di affrontare problemi quotidiani con disponibilità e senso pratico.

Il suo ruolo riguardava l’Area Ospedaliera, ma il suo lavoro, secondo il ricordo di chi lo ha conosciuto, andava ben oltre il coordinamento formale. Clemente si occupava delle problematiche legate alla riabilitazione, all’Alzheimer e alle cliniche mediche. Insomma, era una di quelle figure che tengono insieme pezzi diversi di una struttura complessa.

“Tutto passava per le sue mani”, è il senso del ricordo lasciato da Italo Pontone, che era solito chiamarlo con affetto “capo Pasquale Clemente”. Un’espressione semplice, quasi familiare, ma piena di significato. Perché in certi ambienti il rispetto non nasce dai titoli, ma da quello che una persona riesce a fare ogni giorno.

La malattia e il dolore per una scomparsa improvvisa

La morte di Pasquale Clemente è arrivata dopo una malattia che, stando al racconto pubblico di Pontone, avrebbe avuto un’evoluzione molto rapida. In poco più di un mese, ciò che sembrava inizialmente una condizione non grave si sarebbe trasformato in una tragedia.

La notizia, arrivata da San Giovanni Rotondo, ha lasciato attoniti quanti conoscevano Clemente e il suo lavoro. Non solo un lutto personale, ma anche una perdita professionale per una struttura nella quale il coordinatore aveva assunto nel tempo un ruolo importante.

Il ricordo di Gsd Group: “Umanità, disponibilità e passione”

A ricordare Pasquale Clemente è stato anche Gsd Group, che gli ha dedicato parole cariche di affetto. Nel messaggio diffuso dal gruppo, Clemente viene descritto come una persona capace di integrarsi fin dal primo giorno con l’intero team.

Il ricordo punta su tre qualità precise: umanità, disponibilità e passione per il lavoro. Tre parole che, nel mondo sanitario, non sono mai decorative. L’umanità serve quando si ha a che fare con persone fragili. La disponibilità serve quando gli imprevisti sono la normalità. La passione serve per non trasformare tutto in semplice routine.

Gsd Group ha scelto di ricordarlo anche attraverso un video girato circa un mese prima della sua scomparsa. Un filmato che, secondo chi lo ha condiviso, riesce a restituire la sua energia positiva, la sua simpatia e l’entusiasmo che metteva ogni giorno in ciò che faceva.

Le parole di Italo Pontone: “Non so se avremo un altro Pasquale Clemente”

Tra i ricordi più intensi c’è quello del consigliere comunale Italo Pontone, che ha espresso il suo cordoglio alla famiglia e ha raccontato il rapporto di stima costruito con Clemente.

Pontone lo ha ricordato come una figura indispensabile dentro la struttura sanitaria, una persona alla quale ci si rivolgeva per trovare risposte, soluzioni, indicazioni operative. Il suo pensiero più amaro è racchiuso in una frase forte: “Non so se avremo un altro Pasquale Clemente nella nostra struttura sanitaria”.

Il legame con Universo Salute e il lavoro nei reparti

Il percorso professionale di Pasquale Clemente era legato a Universo Salute – Opera Don Uva di Foggia, realtà sanitaria conosciuta nel territorio. Il suo incarico lo portava a muoversi in ambiti delicati, dove l’organizzazione del lavoro incide direttamente sulla vita dei pazienti e sulla serenità delle famiglie.

Riabilitazione, Alzheimer, cliniche mediche: sono settori nei quali non basta la competenza tecnica. Serve anche capacità umana. Serve saper ascoltare. Serve mantenere lucidità anche quando le situazioni diventano difficili.

Ed è proprio questa immagine che ritorna nei ricordi: Pasquale Clemente come uomo operativo, concreto, disponibile. Non un volto distante, ma una persona presente, capace di collaborare e di essere riconosciuta dal gruppo.

FAQ

Chi era Pasquale Clemente?
Pasquale Clemente era il coordinatore dell’Area Ospedaliera di Universo Salute – Opera Don Uva a Foggia. Era considerato una figura importante nella gestione operativa della struttura sanitaria.

Dove lavorava Pasquale Clemente?
Lavorava a Foggia, all’interno di Universo Salute – Opera Don Uva, nella struttura sanitaria legata all’area ospedaliera e ai servizi di assistenza e riabilitazione.

Come è morto Pasquale Clemente?
Pasquale Clemente è morto a causa di una malattia. Secondo il ricordo di Italo Pontone, la situazione sarebbe peggiorata in poco più di un mese. La patologia precisa non è stata resa pubblica.

Chi ha ricordato Pasquale Clemente dopo la morte?
A ricordarlo sono stati Gsd Group e il consigliere comunale Italo Pontone, che ha espresso parole di grande dolore e stima per il coordinatore.

Perché Pasquale Clemente era considerato una figura importante?
Era ritenuto un punto di riferimento nella struttura perché coordinava l’area ospedaliera e seguiva problematiche legate a riabilitazione, Alzheimer e cliniche mediche, offrendo risposte e soluzioni operative nella quotidianità.