Rottamazione quinquies 2026, svolta su Imu, Tari e multe: domande dal 16 settembre al 31 ottobre, prima rata il 31 gennaio 2027 e tolleranza di 5 giorni

Daniela Devecchi

Rottamazione quinquies 2026, svolta su Imu, Tari e multe: domande dal 16 settembre al 31 ottobre, prima rata il 31 gennaio 2027 e tolleranza di 5 giorni

La rottamazione quinquies cambia di nuovo pelle. E questa volta la novità tocca da vicino milioni di contribuenti che hanno debiti non solo con il Fisco nazionale, ma anche con Comuni, Regioni ed enti locali. Parliamo di Imu, Tari, tributi locali e multe stradali, cioè quelle cartelle che spesso restano lì per anni, tra solleciti, interessi, aggio e importi che crescono.

La notizia più importante è arrivata con il passaggio del DL Fiscale al Senato, ora diretto alla Camera: la definizione agevolata viene allargata anche ai carichi degli enti territoriali, ma con una condizione fondamentale. Non sarà automatica per tutti. Ogni Comune, Regione o ente interessato dovrà decidere se aderire.

Tradotto: due contribuenti con lo stesso tipo di debito potrebbero trovarsi in situazioni diverse solo perché vivono in Comuni differenti. Non è curioso? Proprio qui si gioca una delle partite più delicate della nuova rottamazione.

La novità vera: dentro anche Imu, Tari e tributi locali

Fino a oggi l’attenzione era concentrata soprattutto sulla rottamazione quinquies nazionale, quella relativa ai carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. Per questa finestra ordinaria la domanda si è chiusa il 30 aprile 2026.

Ora, però, si apre un secondo fronte: quello dei debiti locali.

Nel perimetro della nuova definizione agevolata potranno rientrare, se l’ente aderisce, carichi come Imu non pagata, Tari arretrata, tributi regionali e comunali. Una boccata d’aria per chi si è ritrovato con vecchie pendenze diventate pesanti per colpa di interessi e spese aggiuntive.

Attenzione, però: per le multe stradali il discorso è diverso. La rottamazione non cancella l’importo principale della sanzione. In quel caso il beneficio dovrebbe riguardare soprattutto interessi, aggio e somme accessorie. Quindi chi ha preso una multa non potrà aspettarsi l’azzeramento totale del verbale, ma potrà vedere alleggerita la parte cresciuta nel tempo.

Le date da segnare: domanda dal 16 settembre al 31 ottobre 2026

Il calendario della rottamazione locale è uno dei punti più importanti per i contribuenti. La nuova finestra non parte subito: prima dovranno muoversi gli enti territoriali.

Entro il 15 giugno 2026, Comuni e Regioni dovranno comunicare la loro adesione. Entro il 30 giugno 2026, le delibere dovranno essere pubblicate. Solo dopo si capirà davvero dove la misura sarà applicata e dove no.

Per i cittadini, invece, la fase operativa dovrebbe partire più avanti: dal 16 settembre al 31 ottobre 2026 sarà possibile presentare la domanda per la rottamazione dei carichi locali. Poi arriverà la comunicazione con gli importi dovuti entro il 31 dicembre 2026.

La prima rata, o il pagamento in unica soluzione, è fissata al 31 gennaio 2027.

Quindi il punto è chiaro: non bisogna confondere questa nuova finestra con la domanda nazionale già chiusa il 30 aprile. Sono due binari diversi, con tempi diversi.

Rottamazione nazionale: cosa succede a chi ha già fatto domanda

Chi ha già presentato domanda per la rottamazione quinquies nazionale ora deve aspettare la comunicazione dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Il termine da tenere a mente è il 30 giugno 2026. Entro quella data dovrà arrivare la risposta con l’esito della richiesta, l’elenco dei debiti ammessi, gli importi da pagare e i moduli per effettuare i versamenti.

La prima scadenza resta il 31 luglio 2026. Il contribuente potrà scegliere se pagare tutto in un’unica soluzione oppure a rate. Il piano può arrivare fino a 54 rate bimestrali, con le prime scadenze previste il 31 luglio 2026, il 30 settembre 2026 e il 30 novembre 2026.

Dal 2027 si proseguirà poi con le altre rate bimestrali. Sugli importi rateizzati si applicano interessi annui al 3% a partire dal 1° agosto 2026.

Nessuna proroga generale: la scadenza del 30 aprile resta chiusa

Uno dei punti che sta creando più confusione riguarda la presunta proroga della domanda. La domanda che molti si fanno è semplice: chi non ha presentato richiesta entro il 30 aprile 2026 può ancora rientrare?

Al momento, la risposta è no per la rottamazione nazionale ordinaria. Non c’è una proroga generale per tutti.

Esistono però casi particolari, legati a specifici territori colpiti da eventi eccezionali, per i quali sono stati previsti slittamenti. Ma si tratta di situazioni circoscritte, non di una riapertura valida per l’intera platea dei contribuenti.

La nuova finestra che partirà a settembre riguarda invece i carichi locali, sempre se gli enti avranno deciso di aderire.

Tolleranza di 5 giorni: cosa significa davvero

Un’altra novità molto attesa riguarda la tolleranza di 5 giorni sui pagamenti. In pratica, il contribuente potrebbe non decadere immediatamente dalla rottamazione se paga con un piccolo ritardo rispetto alla scadenza.

È un dettaglio importante, perché nelle precedenti definizioni agevolate bastava spesso un errore minimo, anche un pagamento effettuato in ritardo, per perdere i benefici.

Qui però serve prudenza. Il principio della tolleranza è stato inserito, ma bisognerà attendere il testo definitivo e le istruzioni operative per capire esattamente come verrà applicato, a quali rate e con quali limiti.

Meglio non dare nulla per scontato: quando si parla di cartelle e decadenza, anche un giorno può fare la differenza.

Perché questa rottamazione pesa così tanto

La rottamazione quinquies non è una misura piccola. Coinvolge debiti accumulati in oltre vent’anni, dal 2000 al 2023, e riguarda famiglie, lavoratori autonomi, imprese e cittadini che spesso si sono ritrovati con cartelle diventate ingestibili.

L’ingresso di Imu, Tari e multe rende la partita ancora più ampia. Sono proprio questi debiti, spesso legati alla vita quotidiana, a pesare sui bilanci familiari: una casa, una tassa sui rifiuti non pagata, una vecchia multa dimenticata, una sanzione cresciuta negli anni.

La possibilità di alleggerire interessi e costi accessori può essere decisiva. Ma non basta sapere che la misura esiste: bisogna capire se il proprio Comune aderisce, quando fare domanda e quali debiti rientrano davvero.

Il rischio, altrimenti, è quello di aspettare una rottamazione che nel proprio territorio potrebbe non partire.

Cosa deve fare adesso il contribuente

Chi ha già presentato domanda per la rottamazione nazionale deve controllare la comunicazione che arriverà entro il 30 giugno 2026 e prepararsi alla scadenza del 31 luglio 2026.

Chi invece ha debiti locali, come Imu, Tari o multe, dovrà aspettare le delibere degli enti territoriali. La data chiave sarà il 30 giugno 2026, quando dovrà essere chiaro quali Comuni e Regioni avranno scelto di aderire.

Da lì partirà la fase più concreta: verifica dei carichi, domanda online e poi pagamento dal 2027.

La rottamazione quinquies, insomma, non è finita con il 30 aprile. Per molti contribuenti potrebbe aprirsi una nuova possibilità. Ma stavolta la differenza la faranno i territori. E chi ha debiti locali farebbe bene a non distrarsi.

FAQ

La rottamazione quinquies è stata prorogata per tutti?
No. La domanda nazionale ordinaria si è chiusa il 30 aprile 2026. Non risulta una proroga generale per tutti i contribuenti. La nuova finestra riguarda invece i carichi locali, come Imu, Tari e multe, ma solo se l’ente aderisce.

Quando si potrà fare domanda per Imu, Tari e multe?
La domanda per i carichi locali dovrebbe essere presentata dal 16 settembre al 31 ottobre 2026. Prima, però, Comuni e Regioni dovranno decidere se aderire alla misura.

Le multe stradali vengono cancellate con la rottamazione quinquies?
No, non completamente. Per le multe stradali il beneficio dovrebbe riguardare soprattutto interessi, aggio e somme accessorie, mentre l’importo principale della sanzione resta dovuto.

Quando arriva la risposta per chi ha già fatto domanda nazionale?
La comunicazione con l’esito della domanda, gli importi da pagare e i moduli di pagamento deve arrivare entro il 30 giugno 2026.

Quando si paga la prima rata della rottamazione quinquies?
Per la rottamazione nazionale la prima scadenza è il 31 luglio 2026. Per i carichi locali, invece, la prima rata o il pagamento unico sono previsti il 31 gennaio 2027.