C’è incredulità e un silenzio difficile da descrivere a Scoglitti dopo la tragedia avvenuta nelle scorse ore alla guardia medica locale. Una storia che ha colpito profondamente l’intera cittadina e che, nel giro di poco tempo, ha fatto emergere lo sgomento più totale. La tragedia si è diffusa rapidamente nella cittadina del Ragusano, dove tutti o quasi si conoscono. A raccontare quanto accaduto, in anteprima, è stato il giornalista Giovanni Di Gennaro.
Una donna stimata e vicina alle persone fragili
Da quanto emerge, a perdere la vita sarebbe stata una donna molto conosciuta in città, apprezzata non soltanto per il suo lavoro ma anche per il lato umano che la caratterizzava. Era considerata una figura presente, disponibile. Una persona che quotidianamente si trovava accanto a persone fragili e bisognose di sostegno. Proprio questo aspetto oggi colpisce ancora di più chi la conosceva: il fatto che una donna impegnata ad aiutare gli altri potesse, forse, avere bisogno a sua volta dello stesso aiuto e della stessa attenzione che offriva a chi le stava intorno.
La vittima: Lucrezia
Aggiornamento: Questa mattina una soccorritrice, 45enne, e autista del 118 in servizio presso il PTE di Scoglitti è stata trovata impiccata nella sua stanza di servizio. A rinvenirla sono stati i colleghi, che hanno cercato inutilmente di rianimarla dopo averla liberata e adagiata a terra. La donna aveva vissuto due separazioni sentimentali: la prima, molti anni fa, con il marito, e la seconda, più recente, con un collega anch’egli operante nel 118. Ha lasciato una lettera in cui chiede scusa e rivolge alcune raccomandazioni di vita alla figlia.
La richiesta di aiuto poche ore prima della tragedia
Si legge, inoltre, che proprio nella giornata di ieri la donna si sarebbe recata presso i servizi sociali del Comune per chiedere aiuto. Un particolare che aggiunge ulteriore amarezza a una vicenda già devastante e che lascia immaginare un momento personale estremamente difficile. Al momento, però, non sono ancora chiari i motivi che l’avrebbero spinta a rivolgersi agli uffici comunali. Restano infatti molti interrogativi aperti. Non sono stati chiariti i problemi personali che avrebbe affrontato negli ultimi tempi, né cosa possa averla condotta a maturare una decisione tanto estrema.
L’allarme e l’arrivo dei soccorsi alla guardia medica di Scoglitti
L’allarme è stato lanciato subito dai colleghi e, sul posto sono arrivati i sanitari, insieme alle forze dell’ordine e a diversi colleghi della donna. Iniziano, ormai, tutti gli accertamenti necessari per ricostruire con precisione quanto accaduto. Sperando di chiarire ogni dettaglio della vicenda. Le indagini e le verifiche delle autorità proseguono nel massimo riserbo, mentre in città continua a crescere il dolore per una perdita che ha lasciato tutti senza parole.
Il cordoglio di amici, colleghi e cittadini
Nelle ore successive sono stati tantissimi i messaggi di cordoglio arrivati, e tutti, ricordano una donna gentile, sensibile e sempre pronta ad ascoltare gli altri. Una presenza familiare per chi aveva avuto modo di incontrarla nel proprio percorso professionale o umano. A Scoglitti il clima è quello delle grandi ferite collettive. Quando una tragedia colpisce una persona conosciuta e stimata, il dolore si diffonde rapidamente e coinvolge un’intera comunità. E oggi, tra le strade della città, prevalgono soprattutto incredulità e tristezza.
Il peso delle sofferenze invisibili
Questa vicenda ha inevitabilmente riportato l’attenzione anche su un tema molto delicato: quello delle sofferenze interiori che spesso restano nascoste. Dietro vite apparentemente normali possono esserci dolori profondi che nessuno riesce davvero a vedere fino in fondo. È proprio questa la riflessione che emerge con maggiore forza dal racconto pubblicato nelle scorse ore. Spesso le persone che appaiono più forti, più presenti e più attente agli altri sono anche quelle che custodiscono silenziosamente le proprie fragilità. E forse è proprio questo il pensiero che oggi lascia il segno più profondo nella comunità di Scoglitti.

Tedesco Giorgia, classe ’95.
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