C’è un rabbia, smarrimento e dolore in queste ore, sentimenti che attraversano Palermo e tutta la Sicilia. Sono quelli che guidano la notizia della morte della piccola Alessia, la bambina di 8 anni che negli ultimi anni era diventata un simbolo di forza, amore per la vita e passione sconfinata per il Palermo.
La storia della piccola Alessia
La sua storia aveva commosso migliaia di persone. Da ormai cinque anni Alessia combatteva contro un tumore aggressivo che l’aveva costretta ad affrontare così tanto per la sua età. Una lotta fatta di ricoveri continui, interventi chirurgici, cicli di chemio e radio, persino un autotrapianto di midollo. Una battaglia durissima, vissuta però sempre con un sorriso. E quello, chi l’ha conosciuta, non lo dimenticherà facilmente.
Per tutti era diventata “la guerriera”. Un soprannome nato spontaneamente tra i tifosi rosanero, che avevano imparato ad affezionarsi a quella bambina dagli occhi pieni di vita e dalla forza incredibile. Alessia amava il Palermo in modo autentico, puro, come solo i bambini sanno fare. E il Palermo, insieme alla sua gente, aveva imparato ad amare lei.
Palermo: un amore senza confini
La Curva Nord le aveva dedicato cori, striscioni e applausi in più occasioni. Ogni volta che il suo nome risuonava sugli spalti del Renzo Barbera, lo stadio sembrava stringersi attorno a lei. Non era soltanto una tifosa: era diventata parte della famiglia rosanero.
Negli ultimi mesi Alessia aveva stretto un legame speciale anche con alcuni giocatori della squadra, in particolare con il vicecapitano Jacopo Segre, che aveva continuato a seguirla e a informarsi sulle sue condizioni fino alla fine. Attorno a lei si era creata una rete di affetto enorme, capace di andare oltre il calcio.
La sua storia aveva infatti superato i confini della Sicilia. Messaggi di vicinanza erano arrivati da tifoserie di tutta Italia. Anche i sostenitori del Venezia avevano voluto invitarla a una partita per farle sentire il loro calore, ma il peggioramento delle sue condizioni non le aveva più permesso di affrontare quel viaggio.
L’annuncio della perdita
L’annuncio della sua scomparsa ha lasciato senza parole un’intera comunità. La Curva Nord l’ha salutata con poche parole, semplici ma cariche di dolore: “Addio guerriera”. Un messaggio che racchiude tutto l’affetto nato attorno a questa bambina così speciale. È stata inoltre annunciata la camera ardente allo stadio Renzo Barbera, il luogo che più rappresentava la sua grande passione. Un ultimo abbraccio simbolico da parte della sua Palermo.
L’amore online: un ricordo che non si spegne
Sui social, intanto, continuano ad arrivare fotografie, ricordi e pensieri dedicati ad Alessia. Messaggi scritti da amici, tifosi e persone che magari non l’avevano mai incontrata, ma che nella sua forza avevano trovato qualcosa di straordinario. La piccola Alessia lascia un ricordo che difficilmente verrà dimenticato. In una città spesso divisa dal calcio e dalle difficoltà quotidiane, era riuscita a unire tutti con il suo sorriso e con la sua incredibile voglia di vivere.

Tedesco Giorgia, classe ’95.
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