Franco Altomare “Centolire” morto a 68 anni per un malore improvviso: addio al volto popolare di Cosenza, Luzzi, Rende e Quattromiglia

Daniela Devecchi

Franco Altomare, conosciuto da tutti come “Centolire”, è morto a 68 anni nella mattina di mercoledì 13 maggio 2026. Una notizia che ha attraversato in poche ore Luzzi, Cosenza, Rende e Quattromiglia, lasciando un senso di vuoto in chi, almeno una volta, lo aveva incrociato per strada.

Perché Franco Altomare non era soltanto un uomo conosciuto. Era una di quelle presenze che diventano parte del paesaggio umano di una città. Lo vedevi passare, lo riconoscevi subito, magari sorridevi prima ancora che dicesse qualcosa. E poi arrivava quella frase, diventata nel tempo quasi un marchio: “Cumpà, i tìani centu lire?”.

Una battuta? Una richiesta? Un modo di stare al mondo? Forse tutte queste cose insieme.

Chi era Franco Altomare, il “Centolire” conosciuto da tutti

Franco Altomare era originario di Luzzi, in provincia di Cosenza, ma il suo nome era legato a tutta l’area urbana cosentina. Per molti era semplicemente Centolire, per altri 100 lire, per qualcuno anche il biondo di Luzzi.

Negli anni era diventato una figura familiare tra Cosenza, Rende e Quattromiglia, luoghi dove veniva spesso riconosciuto, salutato, fermato. Non servivano presentazioni. Bastava vederlo arrivare e tanti sapevano già cosa avrebbe detto.

La sua frase più famosa, “Cumpà, i tìani centu lire?”, apparteneva a un altro tempo, quello delle monetine in tasca, dei bar pieni, delle strade vissute senza filtri. Dopo l’arrivo dell’euro, quella richiesta si era trasformata nei 50 centesimi, ma il senso era rimasto lo stesso: un piccolo rito popolare, quasi una scena ripetuta mille volte e mai davvero uguale.

La morte nella sua casa di Luzzi

Franco Altomare è morto nella sua abitazione a Luzzi, dove viveva con la sorella. Sarebbe stato colpito da un improvviso malore, indicato come un possibile arresto cardiocircolatorio.

La sorella avrebbe subito chiamato i soccorsi. Sul posto sono arrivati i sanitari del 118 e sarebbe intervenuto anche l’elisoccorso, atterrato nella zona del cimitero di Luzzi. I tentativi di salvarlo, però, non sono bastati.

Cosenza perde una delle sue presenze più riconoscibili

Per chi vive o ha vissuto tra Cosenza e Rende, Centolire non era un nome qualsiasi. Era una presenza che apparteneva alla quotidianità: il centro, le strade, i marciapiedi, le zone frequentate dagli studenti, i passaggi a Quattromiglia, le apparizioni improvvise che diventavano racconto.

C’era chi lo ricordava per la voce, chi per il modo di camminare, chi per i capelli chiari, chi per quella sua capacità di comparire nei luoghi più diversi come se facesse parte della città stessa.

Franco Altomare era uno di quei personaggi che dividono il confine tra realtà e leggenda locale. Non era famoso nel senso tradizionale del termine, eppure tutti lo conoscevano. Non aveva bisogno di palchi, interviste o riflettori. Gli bastava la strada.

Ed è proprio lì, nella strada, che il suo nome è diventato memoria.

Da “centu lire” ai social: quando un personaggio popolare diventa virale

Negli ultimi anni, Franco Altomare era diventato conosciuto anche sui social. Diversi video lo ritraevano mentre camminava, parlava, scherzava, ripeteva la sua frase diventata ormai iconica. TikTok, Instagram, reel, meme: il suo volto era entrato anche nel linguaggio digitale delle nuove generazioni.

Questo forse è l’aspetto più particolare della sua storia. Centolire era nato come personaggio di strada, figlio di un mondo analogico, fatto di incontri veri e battute dette guardandosi negli occhi. Eppure era riuscito ad arrivare anche ai ragazzi cresciuti con il telefono in mano.

Chi lo filmava spesso lo faceva con ironia, ma anche con affetto. Perché dietro quella frase ripetuta, dietro quel soprannome diventato quasi una maschera, c’era comunque una persona. E questo, oggi, pesa ancora di più.

La frase che lo ha reso indimenticabile

“Cumpà, i tìani centu lire?”

Una frase semplice, quasi minima. Eppure è bastata per renderlo riconoscibile per decenni. In dialetto, con quel tono diretto e popolare, Franco Altomare chiedeva poche monete. Ma, senza saperlo, costruiva anche un legame.

Per molti cosentini, quella frase è diventata un ricordo d’infanzia, di adolescenza, di università, di uscite in centro, di giornate passate tra Cosenza e Rende. Una piccola scena urbana che si ripeteva e che oggi, dopo la sua morte, assume un sapore diverso.

Perché alcune frasi restano attaccate ai luoghi. E quando muore chi le pronunciava, sembra sparire anche un pezzo di quel paesaggio sonoro.

Il dolore di una comunità che lo aveva adottato

La notizia della morte di Franco Altomare ha colpito tante persone proprio perché Centolire era percepito come un volto comune, vicino, familiare. Non un personaggio distante, ma qualcuno che molti avevano visto almeno una volta.

C’era chi lo incrociava da ragazzo e poi, anni dopo, lo ritrovava ancora lì. Chi lo raccontava agli amici. Chi lo riprendeva in un video. Chi magari gli dava davvero qualche moneta. Chi lo salutava soltanto. Chi sorrideva e tirava dritto.

Tutto questo, messo insieme, forma una memoria collettiva. Una memoria fatta di dettagli piccoli, ma veri.

FAQ

Chi era Franco Altomare “Centolire”?
Franco Altomare era un uomo di 68 anni, originario di Luzzi, molto conosciuto tra Cosenza, Rende e Quattromiglia con il soprannome di Centolire.

Perché lo chiamavano Centolire?
Il soprannome nasceva dalla sua frase più famosa, “Cumpà, i tìani centu lire?”, con cui chiedeva una piccola moneta. Dopo l’arrivo dell’euro, la richiesta era diventata spesso quella dei 50 centesimi.

Com’è morto Franco Altomare?
Secondo le prime ricostruzioni, sarebbe morto nella sua casa di Luzzi dopo un improvviso malore, indicato come possibile arresto cardiocircolatorio.

Quanti anni aveva Franco Altomare?
Franco Altomare aveva 68 anni.

Dov’era conosciuto Franco Altomare?
Era molto conosciuto soprattutto nell’area urbana cosentina, tra Luzzi, Cosenza, Rende e Quattromiglia.