Paola Giustiniani morta, Salerno piange la dottoressa missionaria in Madagascar: addio alla fondatrice di “Per un cielo stellato”, l’oculista che curava i bambini più poveri

Daniela Devecchi

Paola Giustiniani morta, Salerno piange la dottoressa missionaria in Madagascar: addio alla fondatrice di “Per un cielo stellato”, l’oculista che curava i bambini più poveri

Salerno perde una donna che aveva scelto di vivere la medicina non come mestiere soltanto, ma come promessa. Paola Giustiniani è morta, e il suo nome in queste ore sta attraversando la città con quella tristezza particolare che arriva quando se ne va una persona capace di lasciare tracce vere, concrete, riconoscibili.

Dottoressa, oculista, missionaria in Madagascar, fondatrice della realtà solidale “Per un cielo stellato”, Paola Giustiniani aveva legato buona parte della sua vita ai bambini più fragili, a chi non aveva accesso alle cure, alla scuola, a una casa, a un futuro appena dignitoso. Non un impegno raccontato da lontano. Il suo era un aiuto fatto di partenze, visite, presenze, sacrifici personali, strutture create e sostenute nel tempo.

E forse è proprio questo che oggi colpisce di più: Paola Giustiniani non aveva scelto la via comoda. Aveva scelto quella più scomoda, più faticosa, ma anche più luminosa.

Chi era Paola Giustiniani, la dottoressa salernitana che aveva scelto il Madagascar

Paola Giustiniani era una dottoressa oculista salernitana, conosciuta per il suo lungo impegno nelle missioni in Africa, in particolare in Madagascar. Nel suo percorso professionale aveva lavorato anche come aiuto oculista al CTO di Napoli, ma a un certo punto la sua vita aveva preso una direzione diversa, più radicale.

Il Madagascar non fu una parentesi. Non fu un viaggio da raccontare al ritorno. Divenne una parte della sua identità.

Il primo incontro importante con quella terra risale al 2005, quando arrivò per svolgere visite oculistiche in un dispensario. Da lì nacque un legame che non si sarebbe più interrotto. Chi l’ha conosciuta racconta una donna determinata, concreta, poco interessata alle apparenze e molto ai risultati: curare, costruire, proteggere, accompagnare.

In molti casi il suo lavoro non si limitava alle visite mediche. Dietro la sua missione c’era un progetto più grande: dare ai bambini poveri non solo cure, ma anche istruzione, pasti, protezione e una possibilità reale di crescere.

“Per un cielo stellato”, la fondazione nata dal suo impegno

Nel 2008 Paola Giustiniani fondò “Per un cielo stellato” Onlus, una realtà nata per sostenere bambini abbandonati, orfani, malati, poveri o senza possibilità di frequentare la scuola. Il cuore del progetto era il Madagascar, soprattutto le zone dove la povertà rende difficile anche ciò che per molti sembra normale: una visita medica, un pasto, un banco di scuola, un paio di occhiali.

Il nome della fondazione racconta già molto. “Per un cielo stellato” sembra quasi un’immagine semplice, ma dentro c’è un’idea fortissima: restituire luce dove la vita è buia, offrire orientamento a chi rischia di perdersi, dare un pezzo di cielo a chi è nato senza nulla.

Paola Giustiniani aveva sostenuto la sua missione anche con risorse personali. Non era una beneficenza fatta per sentirsi migliori. Era una scelta quotidiana, ripetuta, impegnativa. Una di quelle scelte che si misurano negli anni, non nei proclami.

La missione tra bambini, cure e scuole

Le attività legate alla sua opera si sono concentrate in diverse aree del Madagascar, tra cui Vohemar e Alasora, vicino alla capitale Antananarivo. Lì il lavoro di Paola Giustiniani e della sua rete solidale ha toccato più fronti: sanità, istruzione, accoglienza, alimentazione.

Da oculista, il suo sguardo era naturalmente rivolto alla cura della vista. Ma nel tempo quella missione si era allargata. Perché quando arrivi in un luogo dove manca quasi tutto, capisci presto che un problema non arriva mai da solo. Un bambino che non vede bene spesso è anche un bambino che non va a scuola, che non mangia abbastanza, che non ha una famiglia alle spalle, che rischia di restare invisibile.

E Paola Giustiniani, invece, quei bambini li vedeva. Uno per uno.

È questa forse la sua eredità più forte: aver guardato dove tanti distolgono lo sguardo.

La morte di Paola Giustiniani e il dolore di Salerno

La notizia della morte di Paola Giustiniani ha colpito Salerno e tutte le persone che negli anni avevano seguito il suo cammino. La città perde una professionista, ma soprattutto una donna che aveva trasformato la propria competenza medica in una missione umana.

Secondo quanto emerso nelle ricostruzioni diffuse nelle ultime ore, il decesso sarebbe legato a una polmonite microembolica. Su questo punto, però, è giusto usare cautela: si tratta di una causa riportata nelle prime ricostruzioni pubbliche, non di un dettaglio da trattare con leggerezza.

Il lutto, intanto, resta enorme. Perché Paola Giustiniani non era soltanto “la dottoressa”. Era un riferimento per tanti volontari, amici, sostenitori, famiglie, bambini. Era una donna che partiva, tornava, ripartiva ancora. Come se avesse capito che certi legami non si possono più sciogliere.

Domande frequenti

Chi era Paola Giustiniani?
Paola Giustiniani era una dottoressa oculista salernitana, conosciuta per il suo impegno missionario in Madagascar e per aver fondato “Per un cielo stellato” Onlus.

Perché Paola Giustiniani era conosciuta in Madagascar?
Era conosciuta per le attività sanitarie e solidali rivolte ai bambini poveri, malati, orfani o senza accesso alla scuola e alle cure.

Che cos’è “Per un cielo stellato”?
È la realtà solidale fondata da Paola Giustiniani nel 2008 per sostenere progetti di assistenza, cura, istruzione e accoglienza in favore dei bambini più fragili.

Qual è stata la causa della morte di Paola Giustiniani?
Secondo le prime ricostruzioni diffuse nelle ultime ore, la morte sarebbe legata a una polmonite microembolica. Il dato va trattato con cautela, in assenza di una comunicazione medica diretta.

Dove operava Paola Giustiniani?
La sua missione era legata soprattutto al Madagascar, dove negli anni aveva sostenuto progetti sanitari, scolastici e di accoglienza per bambini in condizioni di grande povertà.