C’è un momento, nel tennis, in cui una carriera cambia rumore. Non sempre cambia subito classifica, non sempre porta un trofeo, non sempre finisce con una coppa alzata al cielo. A volte basta una partita, uno stadio, un nome importante battuto dall’altra parte della rete. Per Andrea Pellegrino, quel momento è arrivato a Roma, agli Internazionali d’Italia 2026, con la vittoria contro Frances Tiafoe e una sfida da sogno contro Jannik Sinner appena dietro l’angolo.
Ma chi è davvero Andrea Pellegrino? Non il nome spuntato all’improvviso in tabellone, non la sorpresa buona di una giornata romana. Dietro c’è un tennista che ha fatto tanta strada lontano dai riflettori, tra tornei Challenger, sacrifici, dubbi, ripartenze e una famiglia che con il tennis ha sempre avuto un legame fortissimo.
Andrea Pellegrino, età e origini del tennista pugliese
Andrea Pellegrino è nato nel 1997 e ha 29 anni. È un tennista italiano legato alla Puglia, in particolare a Bisceglie, città che ricorre spesso quando si parla delle sue radici e del suo percorso umano prima ancora che sportivo.
Il tennis lo ha incontrato prestissimo. Non è una di quelle storie nate per caso, con una racchetta presa in mano quasi per gioco una domenica pomeriggio. Nel suo caso, il campo era già parte della vita di famiglia. Suo padre Domenico, detto Mimmo, è maestro di tennis, e proprio da lui Andrea ha iniziato a muovere i primi passi.
Gioca destro, con rovescio bimane, e ha costruito la sua carriera soprattutto sulla terra rossa, superficie che sembra appartenergli per ritmo, pazienza, scambi lunghi e capacità di restare dentro la partita anche quando il punteggio si complica.
Il padre maestro e una scelta difficile da ragazzo
Il rapporto tra Andrea Pellegrino e il padre è uno degli aspetti più interessanti della sua storia. Perché sì, avere un genitore maestro può sembrare un vantaggio enorme. E in parte lo è stato. Ma chi vive lo sport da vicino sa quanto possa diventare delicato mescolare famiglia, ambizione e allenamenti quotidiani.
Andrea ha iniziato con il padre, poi da giovanissimo ha lasciato casa per allenarsi altrove. Una scelta non semplice. Andare via presto significa crescere in fretta, abituarsi alle rinunce, accettare giorni in cui gli amici fanno altro e tu sei in viaggio, in campo, in palestra, in un torneo minore dove nessuno ti aspetta davvero.
Non è curioso? Da fuori si vede solo il risultato finale, il nome sul tabellone, l’esultanza dopo il match point. Ma prima di arrivare lì c’è una quantità enorme di giornate invisibili.
La carriera: dalla gavetta ai Challenger
La carriera di Andrea Pellegrino non è stata una corsa lineare verso l’alto. È stata, piuttosto, una salita fatta a tornanti. Tornei ITF, Challenger, qualificazioni, trasferte, sconfitte che pesano più di quanto si immagini e vittorie che spesso non fanno rumore fuori dal circuito.
Nel tempo ha ottenuto risultati importanti soprattutto nel circuito Challenger, il livello dove tanti tennisti costruiscono davvero la propria identità. Nel 2025 ha vissuto una fase di crescita significativa, con risultati pesanti sulla terra e la sensazione di essere vicino a un salto più grande.
Il suo best ranking ATP in singolare è il numero 125, mentre prima dell’exploit romano si trovava intorno alla posizione 155 del mondo. Numeri che raccontano bene la sua dimensione: non un predestinato esploso a 19 anni, ma un professionista maturo, uno di quelli che conoscono ogni gradino della piramide tennistica.
E forse proprio questo rende la sua storia più bella.
La vittoria contro Tiafoe a Roma
La partita che ha acceso i riflettori su di lui è quella contro Frances Tiafoe agli Internazionali d’Italia 2026. Pellegrino ha vinto 7-6, 6-1, conquistando gli ottavi di finale del Masters 1000 di Roma.
Il primo set è stato il cuore emotivo del match. Andrea è partito fortissimo, poi Tiafoe ha provato a rientrare, come fanno i giocatori abituati ai grandi palcoscenici. Il tie-break è diventato una piccola battaglia nella battaglia, con occasioni, tensione, palle pesanti e quel tipo di silenzio che al Foro Italico arriva solo nei punti decisivi.
Poi, una volta portato a casa il primo set, Pellegrino ha cambiato passo. Nel secondo ha dominato, lasciando poco spazio al rivale. Una vittoria netta, pesante, di quelle che non puoi liquidare come una giornata storta dell’avversario.
La sfida con Jannik Sinner
Dopo Tiafoe, il tabellone ha messo davanti ad Andrea Pellegrino il nome più atteso: Jannik Sinner. Per un tennista italiano, giocare contro Sinner sul Centrale di Roma non è una partita qualsiasi. È un evento, quasi un passaggio simbolico.
Sinner arriva da numero uno, da campione abituato a vincere, da volto mondiale del tennis italiano. Pellegrino arriva con la leggerezza di chi ha già fatto qualcosa di grande e con la fame di chi sa che certe occasioni non passano spesso.
La differenza di ranking e di esperienza nei grandi tornei è evidente, ma proprio per questo la sfida ha un sapore particolare. Da una parte il campione ormai stabilmente nell’élite mondiale, dall’altra un giocatore che ha attraversato anni di gavetta e si ritrova nel punto più luminoso della sua carriera.
Vita privata: cosa si sa su Andrea Pellegrino
Sulla vita privata di Andrea Pellegrino non ci sono molte informazioni pubbliche confermate. Il tennista non sembra aver costruito la propria immagine sul gossip o sull’esposizione personale. Meglio quindi evitare forzature: non risultano dettagli certi e ufficiali su una fidanzata o una relazione attuale.
Quello che emerge con più forza è il legame con la famiglia, in particolare con il padre Mimmo, e una personalità che negli anni ha dovuto imparare a gestire pressioni, aspettative e momenti di difficoltà.
Andrea ha anche raccontato, in passato, di aver pensato di mollare. Una frase che colpisce, perché spesso gli sportivi vengono raccontati come macchine di volontà. Invece sono persone. Si stancano, dubitano, perdono fiducia. Poi, a volte, restano. E proprio lì cambia qualcosa.
Il carattere e la rinascita mentale
Uno degli aspetti più forti della storia di Pellegrino è la maturazione mentale. A 29 anni non è più un ragazzo alle prime armi, ma un atleta che conosce bene se stesso. Ha vissuto giornate complicate, momenti in cui il tennis sembrava quasi pesare più che dare gioia, eppure è rimasto dentro il percorso.
Negli ultimi tempi ha lavorato molto anche sull’atteggiamento in campo: più aggressività, maggiore presenza vicino alla riga, servizio e diritto più incisivi. Ma il punto vero sembra un altro: la serenità. Quando un tennista smette di giocare contro se stesso, spesso comincia davvero a vedere il campo.
E a Roma questa sensazione si è vista. Pellegrino non ha giocato da comparsa. Ha giocato da uomo che, per una volta, non voleva chiedere permesso.
Ranking, social e curiosità
Il soprannome di Andrea Pellegrino è “Pelle”. La sua superficie preferita è la terra rossa, il torneo che sente più vicino è proprio Roma, e il colpo che ama particolarmente è la palla corta. Dettaglio non banale: la palla corta è un colpo di mano, sensibilità, coraggio. Non basta saper colpire forte. Bisogna sentire il momento.
Sui social è presente con il profilo Instagram @andrea_pellegro, dove condivide soprattutto contenuti legati al tennis, agli allenamenti e ai tornei. Dopo il cammino agli Internazionali d’Italia, il suo nome è diventato molto più cercato, anche da chi fino a pochi giorni prima seguiva solo i big del circuito.
È questa la magia crudele e bellissima del tennis: puoi lavorare anni nell’ombra, poi arriva una settimana e tutti si chiedono chi sei.
Perché Andrea Pellegrino è diventato un nome mediatico
Andrea Pellegrino è diventato improvvisamente un nome caldo perché la sua storia contiene tutti gli elementi che interessano il pubblico: la sorpresa sportiva, la vittoria contro un avversario famoso come Tiafoe, il derby con Sinner, la gavetta, il padre maestro, i dubbi superati, la maturità arrivata forse tardi ma nel momento giusto.
Non è la favola del ragazzino prodigio. È qualcosa di diverso. Forse più umano. È la storia di un tennista che a 29 anni si è preso una scena enorme senza sembrare fuori posto.
E se il match con Sinner dovesse diventare solo una parentesi? Poco importa. Roma 2026, per Andrea Pellegrino, resterà comunque un punto di svolta. Una di quelle settimane che un giocatore si porta dietro per tutta la vita.
Chi è Andrea Pellegrino?
Andrea Pellegrino è un tennista italiano classe 1997, originario della Puglia e legato a Bisceglie. È diventato protagonista agli Internazionali d’Italia 2026 dopo la vittoria contro Frances Tiafoe.
Quanti anni ha Andrea Pellegrino?
Andrea Pellegrino ha 29 anni. È nato nel 1997.
Andrea Pellegrino gioca contro Jannik Sinner?
Sì, dopo il successo contro Tiafoe agli Internazionali d’Italia 2026, Andrea Pellegrino ha conquistato la sfida contro Jannik Sinner agli ottavi di finale.
Chi è il padre di Andrea Pellegrino?
Il padre è Domenico Pellegrino, detto Mimmo, maestro di tennis e figura molto importante nella crescita sportiva di Andrea.
Andrea Pellegrino ha una fidanzata?
Non ci sono informazioni pubbliche certe e confermate sulla vita sentimentale di Andrea Pellegrino. Il tennista mantiene un profilo piuttosto discreto sulla sfera privata.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






