Un appartamento al sesto piano, una telefonata al 112, una frase pesantissima — “ho ucciso mia moglie” — e poi la fuga verso un luogo che nella storia di questa famiglia era già diventato sinonimo di dolore: il cimitero di Piacenza, dove riposa il figlio morto anni prima in un incidente.
Il nome di Hako Vitanov è finito nelle cronache dopo il femminicidio di Milena Vitanova, sua moglie, trovata morta nella casa in cui vivevano in via Giulio Pastore, alla periferia di Piacenza. Una vicenda ancora sotto indagine, piena di punti da chiarire, ma già segnata da dettagli che colpiscono: la presunta confessione al telefono, il corpo della donna trovato in soggiorno, il coltello vicino a lei, la fuga del marito e il ritrovamento vicino alla tomba del figlio Metodij.
Chi è Hako Vitanov
Hako Vitanov è un uomo di origine macedone, indicato dalle prime ricostruzioni come un uomo tra i 59 e i 60 anni. Viveva da tempo a Piacenza con la moglie Milena Vitanova e la famiglia. Le cronache lo descrivono come un uomo inserito nel territorio, conosciuto nel quartiere e legato alla comunità macedone locale.
Secondo quanto emerso, lavorava come magazziniere, in un contesto familiare che all’esterno non sembrava annunciare una tragedia simile. Ed è proprio questo uno degli aspetti che ha lasciato sgomenti vicini e conoscenti: la coppia abitava da anni nella zona, in un condominio popolare della città, e chi li conosceva parla di una famiglia segnata sì da un dolore enorme, ma non da segnali pubblici evidenti di ciò che sarebbe accaduto.
Il punto resta delicato: Hako Vitanov oggi è l’uomo accusato di aver ucciso la moglie Milena, ma la ricostruzione completa dovrà passare dagli accertamenti degli investigatori, dall’autopsia e dagli atti della Procura.
Chi era Milena Vitanova, la moglie trovata morta in casa
Milena Vitanova era una donna di origine macedone, indicata dalle cronache tra i 55 e i 56 anni. Viveva a Piacenza con il marito e parte della famiglia. Secondo le ricostruzioni pubblicate nelle prime ore, era una donna di casa, madre, moglie, presenza quotidiana in un nucleo familiare già attraversato da una tragedia profonda.
La sua morte è avvenuta nel pomeriggio di venerdì 8 maggio 2026, nell’appartamento di famiglia in via Giulio Pastore. Quando i soccorritori e i carabinieri sono arrivati, la porta dell’abitazione era chiusa. Per entrare, i vigili del fuoco hanno dovuto raggiungere l’appartamento dall’esterno, passando dal balcone o da una finestra.
Dentro, nel soggiorno, Milena era ormai senza vita. Il corpo è stato trovato vicino al divano, con ferite compatibili con un’arma da taglio e con traumi alla testa. Vicino a lei sarebbe stato trovato un coltello, poi sequestrato.
La telefonata al 112: “Ho ucciso mia moglie”
Il primo allarme sarebbe arrivato direttamente da Hako Vitanov. Intorno alle 15.30, l’uomo avrebbe chiamato il numero d’emergenza e avrebbe detto di aver ucciso la moglie.
Quando le forze dell’ordine sono arrivate nel palazzo, però, Hako non era più in casa. All’inizio si temeva che potesse essere ancora dentro, forse armato. Poi la scoperta: nell’appartamento c’era solo il corpo di Milena.
Da quel momento è partita la ricerca dell’uomo. Una corsa durata poche ore, fino al ritrovamento nei pressi del cimitero monumentale di Piacenza.
La fuga al cimitero e la tomba del figlio Metodij
Il dettaglio che ha reso ancora più dolorosa la vicenda è il luogo in cui Hako Vitanov è stato trovato: il cimitero dove riposa il figlio Metodij Vitanov, morto anni prima in un incidente stradale insieme alla cugina Marija.
Dopo il delitto l’uomo si sarebbe diretto proprio lì. I carabinieri lo hanno rintracciato vicino alla tomba del figlio. Aveva ferite alle braccia o alle mani e, nelle prime ore, si è parlato di un possibile tentativo di togliersi la vita. Alcune ricostruzioni successive hanno però invitato alla cautela: quelle ferite potrebbero anche essere legate alla dinamica dell’aggressione. Saranno gli accertamenti a stabilirlo.
Un altro elemento importante riguarda i coltelli. Oltre a quello trovato vicino al corpo di Milena, sarebbe stato sequestrato anche un secondo coltello che Hako avrebbe avuto con sé al momento del ritrovamento. Anche su questo punto saranno le perizie a chiarire se entrambe le armi siano state usate oppure no.
Il lutto per il figlio morto nel 2020
Nella storia della famiglia Vitanov c’era già una ferita aperta: la morte del figlio Metodij, avvenuta nel 2020 in un incidente stradale. Il ragazzo viaggiava in auto con la cugina Marija quando la vettura finì contro un albero e prese fuoco. Per entrambi non ci fu nulla da fare.
Chi conosceva la famiglia racconta che quel lutto aveva cambiato profondamente gli equilibri. Ma attenzione: il dolore per la morte del figlio non può essere indicato come movente certo. È un elemento di contesto, un pezzo della storia familiare, non una spiegazione giudiziaria del femminicidio.
Ed è proprio qui che la cronaca deve fermarsi un passo prima della tentazione di “spiegare tutto”. Perché un lutto può distruggere una famiglia, certo. Ma non giustifica mai la violenza. Mai.
Il movente non è ancora chiaro
Gli investigatori stanno lavorando per ricostruire la dinamica esatta del delitto e il possibile movente. Le prime ipotesi parlano di dissidi familiari, tensioni nella coppia e di un contesto emotivo fragile, segnato dal lutto. Ma al momento non c’è una versione definitiva.
Non risultano, secondo le prime informazioni circolate, precedenti procedure di Codice Rosso o segnalazioni formali di violenze domestiche.
La morte di Milena Vitanova entra così nella lista, sempre troppo lunga, delle donne uccise in ambito familiare. Una lista fatta di nomi, non di numeri. E Milena oggi è prima di tutto questo: una donna uccisa nella sua casa.
I figli e la famiglia rimasta dopo la tragedia
Le ricostruzioni sulle dimensioni della famiglia non sono tutte identiche. Alcune parlano di quattro figli, altre di cinque, includendo anche Metodij, morto nel 2020. Il dato più prudente è che Milena e Hako avevano una famiglia numerosa, già colpita dalla perdita di un figlio e ora travolta da un nuovo dramma.
Alcuni dei figli non erano in casa al momento del ritrovamento del corpo. Secondo quanto emerso, prima della fuga Hako avrebbe accompagnato due figli da uno zio che viveva poco distante. Anche questo passaggio sarà probabilmente ricostruito dagli investigatori nelle prossime ore.
FAQ
Chi è Hako Vitanov?
Hako Vitanov è l’uomo di origine macedone accusato di aver ucciso la moglie Milena Vitanova nella loro abitazione a Piacenza.
Chi era Milena Vitanova?
Milena Vitanova era la moglie di Hako Vitanov, una donna di origine macedone trovata morta nell’appartamento di famiglia in via Giulio Pastore, a Piacenza.
Dove è avvenuto il femminicidio di Milena Vitanova?
Il femminicidio è avvenuto a Piacenza, in un appartamento al sesto piano di un palazzo in via Giulio Pastore.
Perché Hako Vitanov è stato trovato al cimitero?
Secondo le prime ricostruzioni, dopo il delitto si sarebbe diretto verso il cimitero dove è sepolto il figlio Metodij, morto in un incidente stradale nel 2020.
Qual è il movente dell’omicidio di Milena Vitanova?
Il movente non è ancora stato chiarito. Gli investigatori stanno valutando l’ipotesi di dissidi familiari, ma la dinamica completa dovrà essere accertata dagli inquirenti.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






