Ci sono presidenti che arrivano con i soldi, gli stadi pieni, i riflettori accesi. E poi c’è Nicola Colombo, che arrivò con qualche centinaio di migliaia di euro, una squadra appena fallita per la seconda volta, quasi nessuno allo stadio e nessuno che sembrava interessarsi. E tirò fuori il Monza dal fosso.
È morto oggi, 8 maggio 2026, all’Hospice San Pietro di Monza. Aveva 57 anni. Domenica ne avrebbe compiuti 58 — era nato il 10 maggio 1968.
Il 2 luglio 2015: il giorno che nessun tifoso del Monza dimentica
Quella data è scolpita nella memoria biancorossa. Il Monza era appena fallito — di nuovo, l’ennesima volta in pochi anni — e si trovava con il rischio concreto di sparire dalla carta geografica del calcio italiano. Non era la prima volta che succedeva, ma sembrava potesse essere l’ultima.
Il 2 luglio 2015, all’asta fallimentare, Nicola Colombo firmò insieme all’imprenditore Carmine Castella e all’associazione di tifosi Comitato Cuori Biancorossi. Nacque così la Società Sportiva Dilettantistica Monza 1912 s.r.l., iscritta in fretta e furia alla Serie D. Dalla Serie A che sognava a una corsa per evitare la cancellazione dal calcio italiano. In pochi giorni, quasi dal nulla.
Il primo anno non fu glorioso — la squadra allestita in fretta chiuse a metà classifica. Ma Colombo non si fermò. Nel maggio 2016 ingaggiò Marco Zaffaroni in panchina. Il 23 aprile 2017, dopo soli due anni dal fallimento, il Monza vince il girone B di Serie D con 80 punti, conquistando lo scudetto tricolore di categoria e tornando in Lega Pro. Un’impresa silenziosa, costruita senza bazooka e senza copertura mediatica.
L’uomo solo nell’ufficio di via Ragazzi del ’99
C’è un’immagine che racconta chi fosse davvero Nicola Colombo. Agosto 2016, un anno dopo il salvataggio. Un giornalista lo trova nel suo ufficio di via Ragazzi del ’99. Solo. In Brianza nessuno aveva voluto investire nel calcio, i tribunali avevano negato un ripescaggio nonostante i conti finalmente in ordine, e lui era lì, a tirare avanti comunque.
Non era un magnate con il portafoglio miliardario: era un discreto imprenditore brianzolo — re dello zinco e dei campi da golf, vicepresidente di Cogefin di Bellusco — che si era ritrovato a raccogliere le macerie di una squadra di provincia. Quella solitudine non lo fermò.
Il figlio di Felice, il nonno del Monza in Serie A
Nicola Colombo non arrivò al calcio per caso. Era figlio di Felice Colombo, imprenditore di Bellusco che negli anni Settanta era diventato presidente del Milan, vincendo lo scudetto della stella nel campionato 1978-1979 con Nils Liedholm in panchina — quello dell’ultimo Rivera, quello di Novellino, quello dei grandi anni rossoneri. Poi la storia si complicò con il calcio scommesse, le squalifiche, l’amnistia dopo i Mondiali del 1982. Felice non tornò più nel calcio. Ma suo figlio Nicola, anni dopo, ci tornò — e lo fece nella maniera più difficile possibile.
Felice stesso, in una delle sue ultime interviste, aveva detto: «Non ho più voluto far niente nel calcio. Era un mondo che non mi apparteneva più». E poi, alla domanda su cosa gli piacesse ancora: «Vado a vedere il Monza. Lo ha preso mio figlio Nicola». Due generazioni, due strade diverse, la stessa passione per la maglia biancorossa.
La cessione a Berlusconi e la scalata alla Serie A
Il 28 settembre 2018 Nicola Colombo cedette la società a Fininvest, aprendo la strada alla nuova fase della famiglia Berlusconi culminata con la storica promozione in Serie A. Lui si fece da parte — come era arrivato, senza clamore. Restò vicino alla società anche nella fase iniziale della nuova gestione, ma il centro della scena era ormai altrove.
Quando il Monza arrivò in Serie A, i riflettori erano tutti su Berlusconi, Galliani, i campioni portati da fuori. Di Nicola Colombo si parlava poco — anche se senza quel 2 luglio 2015, senza quella firma all’asta fallimentare, quella Serie A non sarebbe mai esistita.
Stasera, il lutto al braccio contro l’Empoli
Il Monza ricorderà Nicola Colombo già questa sera, nella gara contro l’Empoli: la squadra scenderà in campo con il lutto al braccio, e nel prepartita verrà dedicato un momento di commemorazione. Il club ha diffuso un messaggio ufficiale: «AC Monza partecipa al dolore della famiglia per la scomparsa di Nicola Colombo, ex presidente biancorosso e figura determinante nella storia recente del club. Il suo intervento fu decisivo per consentire al Monza di proseguire la propria storia ultracentenaria nel momento più difficile. Ciao Nicola».
Tre parole, in fondo. Come si saluta qualcuno che hai conosciuto davvero.
La redazione si unisce al dolore della famiglia Colombo.
FAQ
Chi era Nicola Colombo? Era un imprenditore brianzolo di 57 anni, originario di Bellusco, figlio dell’ex presidente del Milan Felice Colombo. È stato presidente del Monza dal 2 luglio 2015 al 28 settembre 2018, salvando il club dal fallimento e riportandolo in Lega Pro.
Cosa ha fatto Nicola Colombo per il Monza? Il 2 luglio 2015 acquistò il Monza all’asta fallimentare, evitandone la scomparsa definitiva. Sotto la sua presidenza la squadra vinse il girone B di Serie D nel 2017 con 80 punti, tornando in Lega Pro. Nel 2018 cedette la società a Fininvest, aprendo la strada alla gestione Berlusconi e alla successiva storica promozione in Serie A.
Chi era il padre di Nicola Colombo? Felice Colombo, imprenditore di Bellusco che fu presidente del Milan dal 1977 al 1980, vincendo lo scudetto della stella nel campionato 1978-1979 con Nils Liedholm in panchina.
Come il Monza ricorderà Nicola Colombo? Nella gara di oggi contro l’Empoli, la squadra scenderà in campo con il lutto al braccio. Nel prepartita verrà dedicato un momento di commemorazione ufficiale.
Quanti anni aveva Nicola Colombo? Aveva 57 anni. Era nato il 10 maggio 1968 e avrebbe compiuto 58 anni domenica 10 maggio 2026, due giorni dopo la sua morte.

“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






