Chi era Davide Suvilla, morto dopo il furto di un camion in Valle d’Aosta: la fuga, l’inseguimento e l’indagine sui cinque poliziotti

Daniela Devecchi

Chi era Davide Suvilla, morto dopo il furto di un camion in Valle d’Aosta: la fuga, l’inseguimento e l’indagine sui cinque poliziotti

La sua storia è finita sull’asfalto, nel cuore di una notte che ancora oggi lascia più domande che risposte. Davide Suvilla è il nome dell’uomo morto durante un inseguimento con la Polizia in Valle d’Aosta, dopo il furto di un camion da cava. Una vicenda dura, delicata, che ha subito acceso l’attenzione pubblica perché, dopo la morte, la Procura ha iscritto nel registro degli indagati cinque poliziotti.

Chi era Davide Suvilla

Davide Suvilla era un uomo lombardo, indicato dalle ricostruzioni come nato nel 1982 ad Abbiategrasso, nel Milanese. Aveva circa 44 anni.
Era originario dell’area di Vermezzo, sempre nel territorio milanese, e viveva tra il Milanese e la Brianza. Una figura non pubblica, lontana dai riflettori fino alla notte in cui il suo nome è entrato nelle cronache nazionali.

Dalle parole della sua compagna emerge il dolore di chi non contesta l’errore commesso, bensì il finale. Una frase, più di tutte, fotografa il clima emotivo della vicenda: aveva rubato quel camion, ma non doveva morire così.

Il furto del camion e la fuga in Valle d’Aosta

La vicenda si consuma tra Verrayes e Châtillon, in Valle d’Aosta. Secondo la ricostruzione investigativa, Davide Suvilla sarebbe salito alla guida di un camion Iveco Trakker da cava, risultato rubato in località Champagne, nel comune di Verrayes.

Non si trattava di un’auto qualunque, ma di un mezzo pesante, ingombrante, difficile da gestire e potenzialmente pericoloso lungo una strada statale. Da lì sarebbe cominciata la fuga. Suvilla avrebbe eluso un primo controllo e poi sarebbe stato inseguito da due pattuglie della Polizia.

L’inseguimento si sarebbe sviluppato lungo la Statale 26, una strada che attraversa diversi centri valdostani e che, in certi tratti, non lascia molto margine di errore. La scena è facile da immaginare: notte, sirene, un camion rubato in movimento, agenti all’inseguimento e una situazione che diventa sempre più tesa.

La morte durante l’inseguimento

Il momento decisivo arriva nei pressi di Châtillon. Davide Suvilla, mentre il camion era ancora in movimento, avrebbe aperto la portiera e si sarebbe lanciato fuori dall’abitacolo. È qui che la ricostruzione diventa più delicata.

In un primo momento la morte sembrava legata alla caduta sull’asfalto. Poi sono emersi elementi più complessi. Gli accertamenti medico-legali hanno indicato come causa del decesso un trauma cranico e toracico, ma resta da chiarire in modo definitivo che cosa abbia provocato le lesioni mortali.

Tra le ipotesi al vaglio c’è anche quella di un possibile urto contro la portiera di un’auto della Polizia o comunque contro una delle vetture coinvolte nell’intervento. È un punto centrale dell’inchiesta, perché potrebbe cambiare la lettura della dinamica: non solo una caduta durante la fuga, ma un impatto avvenuto in un contesto operativo ancora tutto da ricostruire.

Perché sono indagati cinque poliziotti

La Procura di Aosta ha aperto un fascicolo e ha iscritto cinque agenti della Squadra mobile nel registro degli indagati con l’ipotesi di omicidio colposo. Si tratta dei poliziotti presenti nei due equipaggi impegnati nell’inseguimento.

L’iscrizione nel registro degli indagati, è un passaggio tecnico e necessario per consentire agli agenti di partecipare agli accertamenti, nominare consulenti e seguire gli sviluppi dell’indagine con tutte le garanzie previste.

Il cuore dell’inchiesta è capire se durante l’intervento siano state rispettate tutte le procedure, se l’inseguimento fosse gestito in modo corretto e quale sia stato l’esatto rapporto tra le manovre delle auto della Polizia e la morte di Davide Suvilla.

Il nodo dell’autopsia

L’autopsia ha confermato la presenza di traumi gravi, in particolare alla testa e al torace. La relazione definitiva dovrà però chiarire meglio la sequenza degli eventi: prima il salto dal camion, poi l’impatto? Oppure l’urto con un’auto è stato determinante? E in che modo?

Un altro dettaglio finito nelle ricostruzioni riguarda il fatto che Suvilla sarebbe stato ammanettato in attesa dei soccorsi. Anche questo elemento dovrà essere valutato con prudenza. Al momento non è possibile dire che abbia avuto un ruolo nel decesso, ma è uno degli aspetti che contribuiscono a rendere il caso particolarmente sensibile.

I presunti complici fermati dopo la fuga

Davide Suvilla non sarebbe stato solo. Nelle ore successive alla fuga, due uomini indicati come presunti complici sarebbero stati fermati sull’autostrada A5, nella zona di Quincinetto. Avrebbero tentato di allontanarsi in auto dopo il furto del camion.

Anche questo filone resta parte della ricostruzione complessiva. Da chiarire ci sono i ruoli, i movimenti prima del furto, l’organizzazione della fuga e il motivo per cui Suvilla si trovasse alla guida del mezzo pesante.

Una vicenda ancora aperta

Il caso di Davide Suvilla resta aperto. Ci sono elementi accertati: il camion rubato, l’inseguimento, la fuga, il salto dal mezzo, il decesso, l’indagine sui cinque poliziotti. Ma ci sono anche passaggi ancora da chiarire, soprattutto sulla dinamica dell’impatto e sulle eventuali responsabilità.

Ed è proprio qui che la vicenda si fa più complessa. Perché non basta sapere che cosa è successo in generale. Bisogna capire come è successo, secondo dopo secondo.

FAQ

Chi era Davide Suvilla?
Davide Suvilla era un uomo lombardo, nato nel 1982 e originario dell’area milanese. È morto in Valle d’Aosta durante un inseguimento con la Polizia dopo il furto di un camion.

Perché cinque poliziotti sono indagati?
Sono indagati per omicidio colposo nell’ambito degli accertamenti sulla morte di Suvilla. L’iscrizione serve anche a garantire loro la possibilità di partecipare agli atti tecnici dell’inchiesta.

Dov’è avvenuto l’inseguimento?
L’inseguimento è avvenuto in Valle d’Aosta, lungo la Statale 26, dopo il furto di un camion da cava nella zona di Verrayes.

Che cosa deve ancora chiarire l’indagine?
Gli inquirenti devono stabilire l’esatta dinamica della morte, il ruolo dell’eventuale urto con un’auto della Polizia e se durante l’intervento siano state rispettate tutte le procedure.