Chi è Massimo Giannini: età, carriera, moglie, la malattia, Circo Massimo e la bufera per la frase sui disabili a DiMartedì

Serena Comito

Chi è Massimo Giannini: età, carriera, moglie, la malattia, Circo Massimo e la bufera per la frase sui disabili a DiMartedì

Cinquantré anni di vita, quaranta di giornalismo, una carriera che ha attraversato le redazioni più importanti d’Italia. E poi, nella serata di mercoledì 7 maggio, una frase a DiMartedì su La7 che ha scatenato una bufera che ancora non si è spenta. Massimo Giannini è uno dei giornalisti più noti e discussi d’Italia — e in queste ore lo è più che mai.

Chi è Massimo Giannini: la biografia

Nato a Roma il 6 febbraio 1962, segno dell’Acquario, cresce nella capitale con il padre Mario, dirigente del Banco di Santo Spirito, e la madre Giovanna, maestra elementare. Si laurea in Giurisprudenza e da subito capisce che la strada è quella del giornalismo — non la legge.

Le prime collaborazioni arrivano con Il Sole 24 Ore e con La Stampa. Poi il salto a La Repubblica, dove costruisce la parte più importante della sua carriera: editorialista, redattore capo della sezione politica, vicedirettore, e dal 2007 direttore del supplemento economico Affari e Finanza. Per anni La Repubblica è il suo punto di riferimento — la firma riconoscibile, l’analisi politica ed economica che gli vale una reputazione solida nell’ambiente del giornalismo italiano.

Il grande pubblico televisivo lo scopre nel 2014, quando Cairo lo sceglie per raccogliere l’eredità di Giovanni Floris alla conduzione di Ballarò su Rai 3. Il primo anno è un successo — il programma è il più visto della sua fascia. Nel 2016 Giannini lascia Ballarò con parole che fanno rumore: «Siamo stati rottamati perché eravamo dalla parte del pubblico».

Da Radio Capital a La Stampa

Nel 2017 approda a Radio Capital, dove con Jean Paul Bellotto conduce Circo Massimo — il programma di approfondimento politico mattutino che diventa il suo marchio radiofonico. Nel 2018 viene nominato direttore della stessa Radio Capital. Nel settembre 2018 inizia il suo mandato, che dura fino al giugno 2020.

Ad aprile 2020 arriva la nomina più importante: l’ingresso di Exor nel gruppo Gedi porta alla sua designazione come direttore de La Stampa, dove rimane fino all’ottobre 2023. Tre anni segnati dal Covid, dalla guerra in Ucraina — durante la quale il suo giornale riceve minacce di querele dall’ambasciatore russo Sergey Razov, a cui Giannini risponde personalmente in procura — e dalla difesa di un giornalismo che lui stesso definisce indipendente.

Dopo La Stampa, il ritorno: editorialista a La Repubblica, ospite fisso di Otto e mezzo e PiazzaPulita su La7, e presenza ricorrente a Che tempo che fa sul Nove.

La malattia

Nel 2020, nel pieno del Covid, Giannini si ammala gravemente. Colpito dal virus in forma seria, ha raccontato pubblicamente quel periodo come uno dei più difficili della sua vita — una fragilità inattesa per un uomo abituato a stare al centro delle notizie, non a diventarle. Ne è uscito, ma quell’esperienza ha lasciato tracce visibili nella sua visione del giornalismo e della vita pubblica.

La vita privata

Su questo fronte, Giannini ha sempre opposto un muro. È sposato con Antonella — cognome mai reso pubblico — da molti anni. Hanno due figli: Valerio e Flavio. La famiglia è tenuta rigorosamente lontana dai riflettori. Appassionato di calcio e tifoso della Roma fin da bambino, da giovane aveva giocato nelle giovanili giallorosse prima di passare alla Petrania. Fisico asciutto, occhi azzurri, completi in giacca sobri — uno stile impeccabile che i colleghi gli riconoscono da sempre.

I libri

Giannini è anche saggista. Tra le sue pubblicazioni: Ciampi. Sette anni di un tecnico al Quirinale (2006), Lo Statista. Il ventennio berlusconiano tra fascismo e populismo (2008), L’anno zero del capitalismo italiano (2014) e Il dovere della speranza. Libri che parlano di politica ed economia con la stessa voce dei suoi articoli — analitica, schierata, mai neutra.

La bufera di DiMartedì: la frase sui disabili

Nella serata di mercoledì 7 maggio 2026, durante la puntata di DiMartedì condotta da Giovanni Floris su La7, Giannini usa una metafora per parlare dell’azione del governo Meloni. Il ragionamento parte da un accostamento fatto da Luca e Paolo tra longevità e immobilità. Giannini lo raccoglie e lo applica alla politica: «Il governo è come un essere umano. Bene se vive per 100 anni e più, ma se vive immobile su una sedia a rotelle a non far nulla è inutile che viva così a lungo». Le parole sono accompagnate da un applauso del pubblico in studio.

Il video fa il giro dei social in poche ore. Le reazioni sono immediate e durissime. La ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli scrive «Vergogna» sui social, aggiungendo: «Persone che parlano in questo modo, per le quali è naturale e spontaneo dire che una persona con disabilità, o anziana, in carrozzina debba morire prima del tempo, dimostrano tutto il loro disprezzo e la loro ignoranza».

La FISH — Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità esprime «profonda indignazione», con il presidente Vincenzo Falabella che sottolinea: «Le persone che vivono su una sedia a rotelle, anche nelle condizioni più difficili, non sono individui “inermi” o “inutili”: sono persone che affrontano ogni giorno la vita con dignità, forza e pieno valore umano». E aggiunge un dettaglio che pesa: «Ciò che mi ha lasciato davvero stupito non è stato solo il contenuto di quelle parole, ma l’assenza totale di indignazione da parte dei presenti: invece del silenzio o della presa di distanza, è arrivato addirittura un fragoroso applauso».

Le scuse a metà

Giannini risponde su X con un lungo post. Spiega che il suo ragionamento partiva dalla vecchiaia e dalla qualità della vita, non da un giudizio sulle persone disabili. «È penoso che la mia riflessione venga trasformata in un insulto ai disabili. O addirittura in un inno all’eugenetica. Una manipolazione così vergognosa qualifica solo chi ha voluto distorcere in quel modo le mie affermazioni. Se in ogni caso qualcuno si è sentito offeso, me ne scuso». E poi aggiunge: «Conosco la vera disabilità, anche per ragioni familiari. E il peso che ne porto, sul cuore e sulla coscienza, non mi consentirebbe mai di mancare di rispetto a chi la vive ogni giorno, con dolore e con amore».

Scuse che molti hanno definito a metà — precedute da una lunga premessa difensiva che ne smorza la portata. La polemica è ancora aperta.

FAQ

Chi è Massimo Giannini? È un giornalista, saggista e conduttore radiofonico e televisivo italiano, nato a Roma il 6 febbraio 1962. Ha lavorato a Il Sole 24 Ore, La Stampa, La Repubblica — di cui è stato vicedirettore — e ha diretto Radio Capital e La Stampa. Attualmente è editorialista di Repubblica e ospite fisso di programmi come Otto e mezzo e PiazzaPulita.

Quanti anni ha Massimo Giannini? Ha 63 anni, compiuti il 6 febbraio 2026.

Chi è la moglie di Massimo Giannini? Si chiama Antonella. Il giornalista ha sempre tenuto la sua vita privata lontana dai riflettori. Hanno due figli, Valerio e Flavio.

Cos’ha detto Massimo Giannini sui disabili a DiMartedì? Il 7 maggio 2026, durante la trasmissione DiMartedì su La7, ha usato come metafora per criticare il governo la frase: «Se un essere umano vive immobile su una sedia a rotelle senza far nulla, è inutile che abbia vissuto così a lungo». La frase ha scatenato una bufera, con reazioni durissime da associazioni di disabili e politici di governo. Giannini ha poi parzialmente chiesto scusa su X.

Ha avuto una malattia Massimo Giannini? Sì. Nel 2020 è stato colpito gravemente dal Covid-19, ammettendo pubblicamente di aver vissuto uno dei periodi più difficili della sua vita.