Non ha mai smesso. Fino all’ultimo giorno, fino all’ultimo respiro, Gilberto Giorgini era lì — nel suo ristorante albergo Verucchia, tra quei muri che portano il profumo di quasi cento anni di storia. Camicia impeccabile, barba lunga curata, capello all’indietro. Lo stesso uomo che Zocca conosceva da sempre. Si è spento mercoledì 6 maggio, a 81 anni, esattamente dove aveva scelto di vivere.
«Anche adesso che era malato pensava solo al suo ristorante — racconta la moglie Nilvana, rimasta al suo fianco fino all’ultimo —. Era la sua vita. Nonostante la malattia continuava ad essere presente, la sua passione era inscalfibile».
I tortellini di Verucchia: un’istituzione
A Zocca i tortellini non sono tutti uguali. Quelli del Verucchia sono i tortellini di Verucchia — diversi, speciali, riconoscibili. Un’identitĂ gastronomica costruita in decenni di lavoro, che ha fatto conoscere la tradizione montanara a generazioni di turisti e villeggianti passati da queste parti.
La storia del ristorante affonda le radici nel 1928, quando furono i genitori di Gilberto — papĂ Marino, e le cuoche di famiglia nonna Savina e mamma Alda — ad accendere il primo fornello. Nel 1959 arrivò anche l’hotel, ancora oggi frequentato da una clientela storica, affezionata tanto al luogo quanto all’uomo che lo animava. Gilberto prese le redini da oltre cinquant’anni e non le lasciò mai — nemmeno quando la malattia avrebbe potuto dargli una scusa per farlo.
Sul sito del ristorante campeggia ancora oggi una frase che lo descrive meglio di qualsiasi elogio: «Chiunque è in grado di rovinare i prodotti migliori, nessuno è capace di rendere buone le schifezze. Questo è ciò che hanno sempre sostenuto nonna Savina e mamma Alda. Fatto proprio questo pensiero, prima papà Marino, poi il sottoscritto, hanno sempre provveduto alla ricerca sul mercato dei prodotti migliori». Una filosofia di cucina che è anche una filosofia di vita.
L’amicizia con Vasco Rossi
Tra i clienti del Verucchia ce n’era uno che non era solo un cliente. Vasco Rossi e Gilberto si erano conosciuti in discoteca — la sala da ballo gestita dalla famiglia Giorgini prima di dedicarsi interamente al ristorante e all’hotel. Da quell’incontro nacque un’amicizia vera, solida, che ha resistito agli anni e alla distanza.
«Vasco passa sempre di qua ogni estate a salutare, prima di andare a casa — racconta Nilvana —. Lui e la moglie Laura ci hanno già fatto le condoglianze, erano davvero legati a Gilberto». Non il rocker e il ristoratore. Due amici, uniti da Zocca e dal tempo.
La famiglia e la continuitĂ
Gilberto lascia la moglie Nilvana, le figlie Marina e Raffaella e il genero Kowit, che gli sono stati accanto in ogni momento degli ultimi due anni di malattia. E che ora raccolgono il testimone di una storia familiare che si avvicina al centesimo anno di vita — con un imperativo solo: portare avanti una tradizione autentica e genuina, come lui ha sempre fatto.
Il Verucchia va avanti. Perché certe storie non finiscono con chi le ha scritte.
I funerali
Le esequie si terranno venerdì 8 maggio alle ore 15 presso la chiesa parrocchiale di Rosola.
La redazione si unisce al dolore della famiglia Giorgini.
FAQ
Chi era Gilberto Giorgini di Zocca? Era il titolare del ristorante albergo Verucchia di Zocca, storico locale fondato dai suoi genitori nel 1928. Noto per i suoi tortellini e per la cucina della tradizione montanara, era una figura molto amata a Zocca e in tutta la zona. Era anche amico di vecchia data di Vasco Rossi.
Come mai Gilberto Giorgini era amico di Vasco Rossi? Si erano conosciuti nella sala da ballo gestita dalla famiglia Giorgini, prima che il locale diventasse esclusivamente ristorante e hotel. Da quell’incontro nacque un’amicizia duratura: Vasco passava ogni estate al Verucchia a salutarlo.
Quando sono i funerali di Gilberto Giorgini? Venerdì 8 maggio 2026 alle ore 15, nella chiesa parrocchiale di Rosola, a Zocca.
Chi gestirĂ il ristorante Verucchia dopo la morte di Gilberto Giorgini? La famiglia continuerĂ a portare avanti il locale. La moglie Nilvana, le figlie Marina e Raffaella e il genero Kowit erano giĂ al suo fianco negli ultimi anni e proseguiranno la tradizione di famiglia che si avvicina al centesimo anno di vita.

“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






