La 71ª edizione dei David di Donatello ha la sua storia, e vale la pena raccontarla per bene. La cerimonia si è tenuta ieri sera, mercoledì 6 maggio, al Teatro 23 degli Studi di Cinecittà a Roma, in diretta su Rai 1 dalle 21:30, condotta per la prima volta dalla coppia Flavio Insinna e Bianca Balti. Ha aperto la serata Annalisa con una performance musicale — e da lì in poi non si è mai abbassata l’intensità.
Il grande protagonista della notte è stato uno solo: Le città di pianura di Francesco Sossai, film indipendente che aveva già sorpreso tutti in sala con incassi inaspettatamente alti e senza grande promozione, e che ieri ha portato a casa otto statuette — tra cui Miglior Film, Miglior Regia, Miglior Sceneggiatura Originale e Miglior Fotografia.
I premi principali: il trionfo di Le città di pianura
Miglior Film — Le città di pianura, prodotto da Marta Donzelli e Gregorio Paonessa per Vivo Film con Rai Cinema.
Miglior Regia — Francesco Sossai per Le città di pianura. Un esordiente che si porta a casa il premio più tecnico della serata, a conferma di un talento già evidente.
Miglior Attore Protagonista — Sergio Romano per Le città di pianura. Un’altra statuetta che va allo stesso film, come un’onda che travolge tutto.
Miglior Attrice Protagonista — Aurora Quattrocchi per Gioia mia di Margherita Spampinato. Ottantatré anni, sul palco di Cinecittà a ritirare il premio più importante della sua carriera. Nel suo discorso di accettazione ha detto: «Riaprite le grandi sale cinematografiche» — una frase che vale più di molti editoriali.
Miglior Attrice Non Protagonista — Matilda De Angelis per Fuori di Mario Martone, ispirato a due romanzi di Goliarda Sapienza.
Miglior Attore Non Protagonista — Lino Musella per Nonostante. E qui comincia la parte che ha fatto discutere.
Il discorso di Lino Musella: De Niro, Palestina e le polemiche
Il momento più divisivo della serata è stato il discorso di Lino Musella, che dopo aver ritirato il David per la non protagonista ha citato Robert De Niro — il suo discorso agli Oscar in cui l’attore americano aveva parlato di Trump — e ha chiuso con «Palestina libera». Una chiusura che ha scatenato reazioni opposte, dentro e fuori la sala.
Sul palco, a serata inoltrata, sono arrivate anche parole forti da Matilda De Angelis e Lino Musella sull’«impoverimento culturale» e sui «fascisti» — citazioni che hanno acceso il dibattito social per tutta la notte.
Gli altri vincitori: Primavera, Le assaggiatrici, La città proibita
Dietro al dominio di Le città di pianura, la serata ha distribuito riconoscimenti importanti ad altri film.
Primavera si è aggiudicato quattro premi. Le assaggiatrici di Silvio Soldini e La città proibita hanno chiuso a tre statuette ciascuno — tra cui il David alla Fotografia per Paolo Carnera ne La città proibita, premiato subito dopo l’omaggio a Vittorio Storaro. «Dopo Storaro è difficile parlare», ha esordito Carnera con onestà disarmante.
Gioia mia di Margherita Spampinato porta a casa due David: oltre alla Migliore Attrice a Quattrocchi, anche il Miglior Esordio alla Regia — «un onore enorme», ha detto la regista.
Un premio a testa anche per Buen Camino (David dello Spettatore — sì, il film con Checco Zalone), Everyday in Gaza, Fuori, Nonostante, Roberto Rossellini – Più di una vita e Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson come Miglior Film Internazionale.
I premi alla carriera: Amelio, Storaro, Bozzetto
Tra i momenti più emozionanti della serata, i premi alla carriera. Gianni Amelio ha ricevuto il Premio David alla Carriera. Vittorio Storaro, 85 anni, tre premi Oscar all’attivo (Apocalypse Now, Reds, L’ultimo imperatore), ha ricevuto il Premio Speciale Cinecittà 71 consegnatogli da Stefania Sandrelli. Standing ovation. «Mi fa molto piacere ricevere un riconoscimento come questo in Italia, in lingua italiana», ha detto Storaro. Bruno Bozzetto ha ricevuto il David Speciale.
Ornella Muti è salita sul palco per ritirare il David Speciale assegnatole nell’edizione precedente.
La conduzione di Insinna e Balti: gaffe compresa
Per la prima volta insieme sul palco dei David, Flavio Insinna e Bianca Balti hanno condotto una serata lunga e ricca. Non senza qualche scivolone: Insinna è stato protagonista di una gaffe — ha chiamato Bianca Balti sul palco mentre lei non era presente — che ha fatto il giro dei social in pochi minuti. «Volevo dirlo insieme», ha spiegato imbarazzato. Il web non ha perdonato.
Bianca Balti, dal canto suo, ha consegnato il David Giovani — un riconoscimento che le sta particolarmente a cuore in quanto madre — assegnato a Le assaggiatrici di Silvio Soldini. «Vorrei dedicare questo premio alle mie splendide attrici», ha detto Soldini, parlando anche in tedesco per rivolgersi direttamente al cast internazionale del film.
FAQ
Chi ha vinto il David di Donatello 2026 come Miglior Film? Le città di pianura di Francesco Sossai, film indipendente che ha dominato la 71ª edizione con otto statuette totali.
Chi ha vinto come Miglior Attrice ai David di Donatello 2026? Aurora Quattrocchi, 83 anni, per il film Gioia mia di Margherita Spampinato. Nel discorso ha chiesto la riapertura delle grandi sale cinematografiche.
Chi ha condotto i David di Donatello 2026? Flavio Insinna e Bianca Balti, alla loro prima conduzione della cerimonia, in onda in diretta su Rai 1 il 6 maggio 2026 dal Teatro 23 di Cinecittà.
Cosa ha detto Lino Musella nel discorso ai David 2026? Ha citato Robert De Niro e il suo discorso agli Oscar contro Trump, e ha chiuso il suo intervento con le parole “Palestina libera”, scatenando polemiche e reazioni sui social.
Quanti premi ha vinto Le città di pianura ai David 2026? Otto premi, tra cui Miglior Film, Miglior Regia, Miglior Attore Protagonista, Miglior Sceneggiatura Originale e Miglior Fotografia.

“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






