Chi è il 13enne che ha sparato a scuola in Brasile: morte Raquel Sales Feitosa e Alzenir Pereira da Silva, arma del patrigno e movente legato al bullismo

Daniela Devecchi

Chi è il 13enne che ha sparato a scuola in Brasile: morte Raquel Sales Feitosa e Alzenir Pereira da Silva, arma del patrigno e movente legato al bullismo

Chi è il 13enne che ha sparato a scuola in Brasile? È uno studente del Instituto São José, una scuola di Rio Branco, capitale dello Stato dell’Acre, nel nord del Paese. Ha 13 anni e, secondo quanto comunicato dalle autorità locali, avrebbe ammesso di essere l’autore dell’attacco avvenuto martedì 5 maggio 2026.

Il suo nome, però, non è stato diffuso ufficialmente. La tragedia ha lasciato due donne morte: Raquel Sales Feitosa, 36 anni, e Alzenir Pereira da Silva, 53 anni. Entrambe lavoravano nella scuola. Entrambe, secondo le prime ricostruzioni, si trovavano in un corridoio dell’istituto quando sono state colpite.

Una domanda, da subito, ha attraversato tutta la vicenda: come ha fatto un ragazzino di 13 anni ad arrivare armato dentro una scuola?

Cosa è successo al Instituto São José di Rio Branco

La sparatoria è avvenuta all’interno del Instituto São José, nel centro di Rio Branco. Il ragazzo, studente della stessa scuola, sarebbe entrato nell’edificio con una pistola calibro .380 Taurus, arma che apparterrebbe al patrigno.

Secondo le prime informazioni, i colpi sono stati esplosi in un corridoio che conduce verso l’area della direzione. In pochi istanti la scuola è piombata nel panico. Studenti e personale hanno cercato riparo nelle aule. Le forze dell’ordine e i soccorsi venivano chiamati sul posto.

Il bilancio è drammatico: due donne morte e due persone ferite, tra cui una studentessa di 11 anni e un’altra dipendente della scuola. Le ferite sopravvissute sono state portate al pronto soccorso e, secondo le autorità, non sarebbero in pericolo di vita.

Il ragazzo è stato bloccato dopo l’attacco ed è finito sotto custodia dello Stato. Anche il patrigno è stato fermato per chiarire la questione legata alla custodia dell’arma.

Chi erano Raquel Sales Feitosa e Alzenir Pereira da Silva

I nomi delle due vittime sono diventati il simbolo di questa tragedia: Raquel Sales Feitosa e Alzenir Pereira da Silva.

Raquel aveva 36 anni. Lavorava al Instituto São José ed era una presenza quotidiana nella vita degli studenti. Alzenir aveva 53 anni ed era conosciuta anche come “Tia Zena”, un soprannome affettuoso che racconta molto del rapporto con la comunità scolastica.

Secondo alcune ricostruzioni locali, le due donne potrebbero aver tentato di contenere l’avanzata del ragazzo o di proteggere altri studenti. È un dettaglio ancora da trattare con cautela, perché le indagini sono in corso, ma resta una delle ipotesi più forti emerse nelle ore successive alla sparatoria.

L’arma del patrigno e le indagini sulla custodia

Uno dei punti centrali dell’inchiesta riguarda la pistola calibro .380 usata nell’attacco. L’arma sarebbe appartenuta al patrigno del tredicenne, Ruan de Mesquita Amorim.

Il ragazzol’avrebbe presa dalla casa familiare senza autorizzazione. La difesa del patrigno ha negato ogni coinvolgimento nell’attacco, sostenendo che l’uomo non avrebbe saputo nulla prima della sparatoria.

Questo, però, non chiude la questione. Gli investigatori vogliono capire come fosse custodita l’arma, se fosse davvero accessibile al minore e se ci siano state responsabilità adulte nella mancata sicurezza. È una linea d’indagine separata rispetto all’atto compiuto dal ragazzo.

Dopo la tragedia, Ruan de Mesquita Amorim è stato anche esonerato da un incarico pubblico nel governo dell’Acre. Un dettaglio che ha dato ulteriore risonanza al caso, già fortissimo per la giovane età dell’autore e per il luogo in cui tutto è avvenuto.

Il movente legato al bullismo: cosa si sa davvero

Nel titolo si parla di movente legato al bullismo, ma dentro la ricostruzione bisogna essere precisi: al momento si tratta di una ipotesi investigativa, non di una verità accertata.

Secondo quanto emerso nelle prime ore, gli investigatori stanno valutando la possibilità che il ragazzo avesse vissuto situazioni di bullismo o disagio all’interno dell’ambiente scolastico. Non è però ancora chiaro se questo elemento abbia avuto un ruolo diretto nell’attacco, né se sia stato l’unico possibile fattore.

La Polizia Civile sta analizzando anche il cellulare del tredicenne. L’obiettivo è capire se il ragazzo fosse in contatto con gruppi online, se avesse cercato contenuti violenti o se qualcuno possa averlo influenzato prima della sparatoria.

È proprio qui che la vicenda diventa ancora più inquietante. Perché non si parla solo di un gesto improvviso, ma di tutto ciò che potrebbe esserci stato prima: isolamento, rabbia, accesso alle armi, segnali sottovalutati, eventuali contatti digitali.

Le reazioni dopo la sparatoria

La governatrice dell’Acre, Mailza Assis, ha espresso solidarietà alle famiglie delle vittime e alla comunità scolastica. Dopo l’attacco, lo Stato ha disposto la sospensione delle lezioni per tre giorni e ha annunciato misure straordinarie per la sicurezza nelle scuole.

Tra le misure discusse ci sono controlli più severi, uso di metal detector e verifiche su zaini e borse. Decisioni arrivate in un clima di shock, con famiglie, insegnanti e studenti ancora travolti dalla paura.

Anche il Ministero dell’Istruzione brasiliano ha annunciato l’invio di specialisti per sostenere la comunità scolastica dopo l’attacco. Il punto, ora, non è solo ricostruire la dinamica della sparatoria, ma capire come accompagnare chi è sopravvissuto a una scena così traumatica.

Una tragedia che riapre il dibattito sulle armi e sulla scuola

La sparatoria al Instituto São José riapre una ferita enorme: quella della violenza nelle scuole e dell’accesso alle armi da parte dei minori.

Un ragazzo di 13 anni, una pistola trovata in casa, due donne morte mentre stavano lavorando, studenti costretti a fuggire o nascondersi. Bastano questi elementi per capire perché il caso abbia scosso il Brasile.

Resta da chiarire il movente. Resta da capire se il bullismo sia stato davvero un fattore centrale. Resta soprattutto da stabilire se qualcuno avrebbe potuto impedire che quell’arma finisse nelle mani di un adolescente.

Per ora ci sono due nomi da ricordare prima di ogni altra cosa: Raquel Sales Feitosa e Alzenir Pereira da Silva. Due donne morte in una scuola, in un giorno che per studenti e famiglie doveva essere normale.

FAQ

Chi è il 13enne che ha sparato a scuola in Brasile?
È uno studente di 13 anni del Instituto São José di Rio Branco, nello Stato dell’Acre. Il suo nome non è stato diffuso ufficialmente perché è minorenne.

Chi sono le donne morte nella sparatoria in Brasile?
Le vittime sono Raquel Sales Feitosa, 36 anni, e Alzenir Pereira da Silva, 53 anni, entrambe dipendenti del Instituto São José.

Qual è il movente della sparatoria al Instituto São José?
Il movente è ancora in fase di indagine. Tra le ipotesi considerate c’è quella del bullismo, ma non è stata confermata come causa definitiva.

Di chi era l’arma usata dal 13enne?
L’arma sarebbe appartenuta al patrigno del ragazzo, Ruan de Mesquita Amorim. Gli investigatori stanno verificando eventuali responsabilità nella custodia della pistola.

Dove è avvenuta la sparatoria in Brasile?
L’attacco è avvenuto al Instituto São José, una scuola di Rio Branco, capitale dello Stato dell’Acre, nel nord del Brasile.