Chi è Fabio Savi, fratello di Roberto Savi: età, Banda della Uno Bianca, ergastolo e il legame con Belve Crime

Daniela Devecchi

Chi è Fabio Savi, fratello di Roberto Savi: età, Banda della Uno Bianca, ergastolo e il legame con Belve Crime

C’è un nome che torna ogni volta che si parla della Banda della Uno Bianca. Fabio Savi, fratello di Roberto Savi e di Alberto Savi, è stato uno dei protagonisti della stagione criminale. Proprio quella che tra la fine degli anni Ottanta e la metà degli anni Novanta, ha sconvolto l’Emilia-Romagna e le Marche.

La sua figura resta una delle più inquietanti di quella vicenda. Perché? Perché Fabio Savi non era un poliziotto, a differenza dei fratelli Roberto e Alberto, ma fu comunque parte centrale di un gruppo responsabile di rapine, assalti, omicidi e ferimenti. Una scia di sangue rimasta impressa nella memoria italiana.

Chi è Fabio Savi: età, origini e soprannome

Fabio Savi è nato a Forlì il 22 aprile 1960. Al 6 maggio 2026 ha 66 anni. Nelle cronache giudiziarie è conosciuto anche con il soprannome “il Lungo”, per la sua corporatura e per il ruolo riconoscibile che aveva all’interno del gruppo.

Prima dell’arresto non apparteneva alla Polizia di Stato. Aveva lavorato come carrozziere e camionista. Un dettaglio non secondario, perché nella Banda della Uno Bianca quasi tutti i componenti erano invece uomini delle forze dell’ordine. Fabio Savi rappresentava, in un certo senso, l’anello “esterno” ma familiare del gruppo.

Il suo cognome, però, pesava moltissimo. Era il fratello di Roberto Savi, considerato il capo della banda, e di Alberto Savi, anche lui coinvolto nei crimini del gruppo. Tre fratelli, una stessa famiglia, un caso giudiziario che ancora oggi lascia una domanda difficile da togliersi dalla testa: com’è stato possibile?

Fabio Savi e Roberto Savi: il legame tra i due fratelli

Quando si cerca Fabio Savi fratello di Roberto Savi, si entra subito nel cuore della storia della Banda della Uno Bianca. Roberto era assistente capo della Polizia di Stato alla Questura di Bologna ed è stato indicato come la figura dominante del gruppo. Fabio, invece, non indossava la divisa, ma partecipò agli assalti e ad alcuni degli episodi più gravi.

Il legame tra Fabio e Roberto non fu solo familiare. Fu anche criminale. Le sentenze hanno ricostruito un gruppo spietato, capace di colpire banche, supermercati, distributori, caselli e persone comuni, spesso senza un movente proporzionato alla violenza usata.

La Banda della Uno Bianca operò tra 1987 e 1994. Il nome deriva dall’auto utilizzata in molte azioni: una Fiat Uno bianca, diventata negli anni un simbolo cupo di paura e impunità. Il bilancio attribuito alla banda è pesantissimo: 24 morti e oltre 100 feriti, secondo le ricostruzioni più diffuse.

Il ruolo di Fabio Savi nella Banda della Uno Bianca

Fabio Savi non fu una comparsa. Il suo nome compare tra i membri principali della banda insieme a Roberto Savi, Alberto Savi, Marino Occhipinti, Pietro Gugliotta e Luca Vallicelli.

La sua presenza è legata a diversi episodi criminali, tra cui rapine e omicidi. Uno dei fatti più citati è quello dell’armeria di via Volturno a Bologna, il 2 maggio 1991, dove vennero uccisi Licia Ansaloni e Pietro Capolungo, ex carabiniere. Secondo le ricostruzioni giudiziarie, in quell’azione furono coinvolti proprio Roberto e Fabio Savi.

È uno degli episodi tornati al centro dell’attenzione anche nel 2026, dopo le dichiarazioni televisive di Roberto Savi. Dichiarazioni pesanti, che hanno riaperto il dibattito pubblico su eventuali ombre mai del tutto chiarite, ma che vanno trattate con prudenza: una cosa sono le parole dette in un’intervista, un’altra sono i fatti accertati in sede giudiziaria.

L’arresto di Fabio Savi

La caduta della Banda della Uno Bianca arrivò nel 1994, dopo anni di terrore e indagini complicate. Fabio Savi fu arrestato nel novembre di quell’anno.

Secondo le ricostruzioni dell’epoca, venne fermato nei pressi del confine con l’Austria, mentre era in fuga con la compagna. La sua abitazione a Torriana, nel Riminese, era già finita sotto la lente degli investigatori. Proprio da lì partì una delle svolte decisive dell’indagine.

Il suo arresto, insieme a quello degli altri componenti, segnò la fine operativa della banda. Ma non chiuse davvero la ferita. Per molte famiglie delle vittime, quella vicenda resta ancora oggi una pagina aperta, dolorosa, piena di domande.

La condanna all’ergastolo

Fabio Savi è stato condannato all’ergastolo. La stessa pena è stata inflitta anche ai fratelli Roberto e Alberto Savi e a Marino Occhipinti.

Le condanne arrivarono dopo un processo che ricostruì anni di violenze e crimini. La Banda della Uno Bianca non fu soltanto una banda di rapinatori: fu qualcosa di molto più destabilizzante per l’opinione pubblica italiana. Il fatto che diversi componenti fossero poliziotti rese tutto ancora più scioccante.

Nel caso di Fabio Savi, il paradosso era diverso ma ugualmente forte: non era un uomo dello Stato, ma agiva accanto a fratelli che lo erano. E questa vicinanza familiare, unita alla brutalità delle azioni, ha reso il suo profilo uno dei più cercati quando si parla ancora oggi della Uno Bianca.

Fabio Savi oggi: carcere e richieste respinte

Fabio Savi è detenuto dal 1994. Negli ultimi anni il suo nome è tornato nelle cronache per alcune richieste di benefici penitenziari.

Nel 2023 è stata respinta la richiesta legata al lavoro esterno. Nel 2024, invece, la Cassazione ha respinto il ricorso per ottenere un permesso premio. I giudici hanno ritenuto che non ci fossero elementi sufficienti per concedere il beneficio, anche alla luce della gravità dei reati e del percorso di revisione critica richiesto in casi di questo tipo.

Al 6 maggio 2026, Fabio Savi risulta ancora detenuto. Le informazioni più recenti lo collocano nel carcere di Bollate, lo stesso istituto penitenziario in cui si trova anche il fratello Roberto.

Il collegamento con Belve Crime e le ultime dichiarazioni di Roberto Savi

Nel maggio 2026 il nome dei Savi è tornato al centro dell’attenzione per l’intervista di Roberto Savi a Belve Crime, il programma condotto da Francesca Fagnani.

Roberto Savi ha parlato di presunte richieste arrivate dall’esterno e di possibili coperture. Ha fatto riferimento, in particolare, all’omicidio dell’ex carabiniere Pietro Capolungo. Parole che hanno avuto un impatto forte, soprattutto sui familiari delle vittime.

Fabio Savi non è stato il protagonista diretto dell’intervista, ma il suo nome resta legato a quell’episodio perché, secondo le sentenze, partecipò all’azione dell’armeria di via Volturno insieme al fratello Roberto.

E qui bisogna essere molto chiari: le dichiarazioni di Roberto Savi non cambiano automaticamente ciò che è stato accertato nei processi. Possono aprire nuovi approfondimenti, possono spingere la magistratura a verificare, ma non cancellano il quadro giudiziario già definito.

Perché Fabio Savi fa ancora discutere

Fabio Savi fa ancora discutere perché la storia della Banda della Uno Bianca non è mai diventata solo “passato”. Ogni volta che riemerge un’intervista, una richiesta di beneficio, una testimonianza o una nuova ipotesi, il caso torna vivo.

Non è difficile capire il motivo. Parliamo di una delle vicende criminali più dolorose della storia italiana recente. Una banda composta in gran parte da uomini in divisa, capace di seminare morte per anni. Una famiglia, quella dei Savi, finita al centro di un incubo giudiziario e umano.

Fabio Savi resta quindi una figura chiave per capire non solo chi erano i componenti della Uno Bianca, ma anche perché quella storia continui a turbare così tanto. Non c’è solo la cronaca nera. C’è il tradimento della fiducia, c’è la paura collettiva, c’è il dolore dei parenti delle vittime. E c’è una domanda che torna sempre: davvero è stato detto tutto?

FAQ

Chi è Fabio Savi?
Fabio Savi è uno dei componenti della Banda della Uno Bianca. È fratello di Roberto Savi e Alberto Savi ed è stato condannato all’ergastolo per i crimini commessi dal gruppo.

Quanti anni ha Fabio Savi?
Fabio Savi è nato a Forlì il 22 aprile 1960. Al 6 maggio 2026 ha 66 anni.

Fabio Savi era un poliziotto?
No. A differenza dei fratelli Roberto e Alberto, Fabio Savi non era poliziotto. Prima dell’arresto aveva lavorato come carrozziere e camionista.

Che rapporto c’è tra Fabio Savi e Roberto Savi?
Fabio Savi è il fratello di Roberto Savi, considerato il capo della Banda della Uno Bianca. Entrambi sono stati condannati all’ergastolo.

Fabio Savi è ancora in carcere?
Sì. Fabio Savi è detenuto dal 1994. Le richieste più recenti di benefici penitenziari note sono state respinte.