Chi è Emiliano Milza, lo chef accusato di omicidio? Stasera in onda su Chi l’ha visto: il caso, l’inchiesta sugli omicidi tra polizze, la morte di Franka Ludwig, i sospetti sul padre e la badante, le nuove riesumazioni e rivelazioni

Giorgia Tedesco

Il caso dello chef fiorentino Emiliano Milza è oggi una delle inchieste più complesse e controverse aperte dalla Procura di Firenze. Nato inizialmente come un’indagine per omicidio volontario in concorso ai danni della compagna Franka Ludwig, il fascicolo si è progressivamente ampliato fino a includere altri due decessi sospetti: quello del padre dell’indagato e quello della badante della madre.

Secondo gli inquirenti, il filo conduttore che unirebbe le tre morti sarebbe un presunto schema criminale legato a polizze assicurative sulla vita e vantaggi economici.

L’omicidio di Franka Ludwig: la morte mascherata da incidente

Il punto di partenza dell’inchiesta è la morte di Franka Ludwig, 52 anni, cittadina tedesca, trovata senza vita il 2 luglio 2025 in un’area boschiva nei pressi di Castagno d’Andrea, nel territorio fiorentino. In un primo momento, la scena aveva fatto pensare a un incidente o a un investimento stradale. La donna presentava ferite compatibili con un impatto violento e il corpo era stato rinvenuto lungo un sentiero isolato.

Tuttavia, gli esami autoptici hanno cambiato completamente la lettura del caso: nel sangue della vittima è stata rilevata la presenza di benzodiazepine e sedativi, le lesioni risultavano non compatibili con un semplice incidente e la dinamica sarebbe stata ricostruita come una messa in scena studiata per simulare un investimento. Secondo la Procura, Franka Ludwig sarebbe stata prima narcotizzata, poi colpita e infine abbandonata per simulare un sinistro stradale, così da attivare polizze assicurative dal valore complessivo di diversi milioni di euro.

Accanto a Emiliano Milza risulta indagata e arrestata anche una presunta complice, Simona Hirsch, accusata di aver partecipato alla fase esecutiva.

Il movente economico: le polizze sulla vita

Al centro dell’accusa c’è un presunto movente economico: la stipula di più polizze vita intestate alla compagna, con beneficiario lo stesso Milza. Secondo gli inquirenti, il valore delle assicurazioni avrebbe superato i tre milioni di euro, con clausole che prevedevano indennizzi maggiorati per morte accidentale. La Procura sostiene che il rapporto tra Milza e la compagna sarebbe stato caratterizzato da una progressiva manipolazione affettiva e finanziaria. Proprio mirata ad ottenere il controllo economico della donna.

Le nuove accuse a Emiliano Milza: il padre e la badante

Nel corso degli anni, poi, sono emersi due ulteriori decessi considerati piuttosto sospetti. Partiamo dal padre dell’indagato, perché gli investigatori ipotizzano che l’uomo sia morto quattro anni fa, e probabilmente in seguito di una somministrazione prolungata di farmaci sedativi. Ora, per chiarire le cause del decesso è stata disposta la riesumazione del corpo. Poi, c’è anche la questione della badante della madre, morte da non sottovalutare.

Questa seconda vicenda riguarda una donna peruviana di circa 40 anni, che lavorava come badante in famiglia. Secondo la ricostruzione accusatoria sarebbe stata indotta perfino a stipulare una polizza vita dove Milza sarebbe risultato beneficiario. E, anche questo decesso sarebbe avvenuto in circostanze ritenute “anomale” dagli inquirenti.

Lo schema investigativo: un possibile modus operandi da Serial Killer

Gli investigatori stanno valutando l’ipotesi di un possibile schema ricorrente: c’è l’avvicinamento della vittima in un contesto familiare o affettivo, la gestione o controllo economico (diretto o indiretto), la stipula di polizze assicurative, la somministrazione graduale di sedativi e il decesso mascherato da cause naturali o incidentali. In tutti e tre i casi contestati, il punto centrale dell’accusa riguarda proprio la possibile somministrazione di benzodiazepine e farmaci ipnotici.

Le intercettazioni e gli elementi raccolti

Oltre agli esami medico-legali, l’inchiesta si basa su intercettazioni ambientali e telefoniche, testimonianze raccolte tra conoscenti e familiari, le ricostruzioni patrimoniali e i movimenti legati alle polizze assicurative. Alcune dichiarazioni riportate agli atti descrivono un contesto di presunti interessi economici e tensioni familiari, elementi che gli inquirenti considerano rilevanti nel quadro complessivo.

La posizione dell’indagato

Emiliano Milza si trova in carcere insieme alla presunta complice. È accusato, a vario titolo, di:

  • omicidio volontario aggravato
  • concorso in omicidio
  • frode assicurativa
  • maltrattamenti in ambito familiare

Le difese hanno contestato più volte la ricostruzione accusatoria, negando la pianificazione dei delitti e la presenza di un movente economico strutturato.

Un’inchiesta ancora aperta: stasera a Chi l’ha visto

La vicenda resta in una fase altamente delicata. Le nuove contestazioni sugli ulteriori due decessi hanno ampliato significativamente il fascicolo, trasformando il caso in una delle indagini più complesse degli ultimi anni in Toscana. Le prossime tappe saranno decisive: esito della riesumazione del padre, analisi tossicologiche comparative, rogatorie internazionali per la badante ed eventuali nuovi riscontri sulle polizze.

Questa sera sarà analizzato nuovamente il caso Milza a Chi l’ha visto, e verranno comunicate tutte le nuove scoperte. Verrà riesaminata, ricostruita e rivista questa inchiesta estremamente stratificata, dove ogni nuovo elemento sembra aprire ulteriori scenari investigativi. Tra ipotesi di omicidio multiplo, dinamiche assicurative e ricostruzioni ancora in verifica, la Procura sta cercando di stabilire se ci si trovi davanti a episodi scollegati o a un possibile schema criminale unitario.