Morto Carmine Orofino, titolare dell’Hotel Terme a Latronico: profondo cordoglio anche a San Severino Lucano per la perdita indescrivibile

Giorgia Tedesco

La comunità di Latronico e di San Severino Lucano si è svegliata con una scomparsa che ha lasciato un segno profondo: quella di Carmine Orofino. Un nome conosciuto, una presenza familiare per molti, legata non solo all’imprenditoria ma anche alla crescita di un territorio che lui aveva scelto di sostenere concretamente. Nel giro di poche ore, il dolore si è diffuso tra cittadini, istituzioni e chiunque avesse avuto modo di incrociare il suo percorso.

Il ricordo: “Aveva creduto nel nostro territorio”

Nel messaggio di cordoglio diffuso pubblicamente emerge con chiarezza il tratto che più lo rappresentava: la fiducia. Carmine è ricordato come un imprenditore che aveva creduto davvero nel proprio territorio, decidendo di investire nell’area termale con il progetto dell’Hotel Terme di Latronico.

Non si trattava solo di un’iniziativa economica, ma di una scelta che parlava di radici e visione. Puntare su quella realtà significava immaginare un futuro diverso, valorizzare risorse spesso poco sfruttate e contribuire a dare nuove opportunità a un’intera comunità.

Il giorno dell’inaugurazione: un simbolo di speranza

Tra i ricordi che riaffiorano con più forza c’è quello dell’inaugurazione della struttura. Una giornata che molti descrivono come luminosa, partecipata, piena di aspettative. Il taglio del nastro, immortalato anche nella foto diffusa insieme al messaggio, racconta più di mille parole.

Un pezzo insostituibile della comunitĂ 

Oggi, a distanza di tempo da quel momento, resta soprattutto il dolore. Un dolore che non riguarda soltanto la famiglia, ma che si allarga a tutta la comunità. Perché Carmine , al di là del suo ruolo, era una persona conosciuta, con cui molti avevano avuto a che fare, direttamente o indirettamente. Nel messaggio si sottolinea proprio questo aspetto: la sua perdita colpisce chiunque abbia avuto modo di apprezzarlo. Parole semplici, ma che restituiscono il senso di un vuoto condiviso.

La perdita di chi l’ha vissuto, e amato

Il pensiero va innanzitutto alla sua famiglia. Alla moglie, al figlio Giuseppe, e anche a monsignor Vincenzo Orofino, legato a lui da un rapporto familiare e ricordato nel messaggio ufficiale. Le condoglianze espresse dall’amministrazione comunale rappresentano la voce di un’intera comunità che si stringe attorno ai suoi cari, in un momento così difficile. Un abbraccio collettivo, sincero, che arriva da chi ha condiviso con lui pezzi di vita e di territorio.

Un’eredità fatta di scelte e coraggio

Quello che resta, oltre al dolore, è il segno lasciato dalle sue scelte. Carmine viene ricordato come uno di quegli imprenditori che non hanno voltato le spalle alla propria terra, ma hanno deciso di investirci, di crederci fino in fondo. In realtà come quelle dell’entroterra lucano, questo tipo di impegno assume un valore ancora più forte. Significa contribuire a mantenere vivo un tessuto economico fragile, ma ricco di potenzialità. La sua scomparsa lascia un vuoto, ma anche una traccia chiara: quella di chi ha provato a costruire qualcosa, non solo per sé, ma per una comunità intera.