Manfredonia oggi ha un silenzio diverso. Di quelli che si sentono nelle strade, nei messaggi condivisi sottovoce, nei ricordi che tornano tutti insieme. Matteo Prencipe è morto a 61 anni e la città lo saluta con un dolore composto, ma profondo.
Per molti era semplicemente Matteo. Per altri, soprattutto nel mondo della corsa, era “il Professore”, un soprannome affettuoso che dice già qualcosa del modo in cui veniva visto: una presenza riconoscibile, stimata, capace di lasciare un segno senza bisogno di fare rumore.
Nato a Manfredonia il 6 aprile 1965, Matteo Prencipe era legato alla sua città, allo sport, alla vita di comunità. Un uomo che tante persone ricordano per la corsa, certo, ma non solo. Perché dietro le scarpe da runner c’era anche una storia fatta di lavoro nel sociale, sensibilità, fotografia, amicizie, luoghi attraversati e vissuti davvero.
Chi era Matteo Prencipe, il “Professore” di Manfredonia
Matteo Prencipe aveva 61 anni ed era conosciuto a Manfredonia anche con il soprannome di “il Professore”. Un modo affettuoso per chiamarlo, usato da amici, conoscenti e persone che avevano condiviso con lui momenti di vita quotidiana, sport e comunità.
Era una figura legata al territorio, una di quelle persone che non hanno bisogno di grandi presentazioni perché, in città, qualcuno le ha sempre incontrate almeno una volta. Magari durante una corsa. Magari in un evento. Magari in uno dei tanti momenti in cui Manfredonia si riconosce nei volti di chi la vive con passione.
La sua morte ha colpito in particolare l’ambiente della Manfredonia Corre, società sportiva con cui Matteo era tesserato e con cui condivideva la passione per il podismo. Una passione non vissuta come semplice attività fisica, ma come modo di stare al mondo: passo dopo passo, chilometro dopo chilometro, insieme agli altri.
La passione per la corsa e il legame con Manfredonia Corre
Matteo Prencipe faceva parte della ASD Manfredonia Corre, realtà sportiva nata da un gruppo di amici appassionati di corsa e diventata negli anni un punto di riferimento per tanti podisti del territorio.
Matteo apparteneva a quel mondo lì. Nel suo percorso sportivo risultano gare recenti e prestazioni che raccontano una passione rimasta viva nel tempo. Aveva partecipato a competizioni sui 10 chilometri e anche a maratonine, portando avanti la sua attività nella categoria Seniores 60 Maschile.
Numeri e tempi, però, in casi come questo dicono solo una parte della storia. La parte più importante la raccontano le persone che oggi lo ricordano. Perché in una società sportiva, soprattutto in una città come Manfredonia, non sei soltanto un tesserato. Sei quello che arriva all’allenamento, quello che incoraggia, quello che condivide una salita, una battuta, una giornata storta.
E Matteo, da quanto emerge dai tanti messaggi di cordoglio, era proprio questo: un compagno di strada.
“Ora puoi volare con gli angeli”: la frase che ha commosso Manfredonia
Tra i ricordi più toccanti legati a Matteo Prencipe ce n’è uno che ha colpito tanti. Un amico ha raccontato una delle ultime uscite insieme, una corsa “a macchia”, con una discesa affrontata da Matteo in modo veloce, quasi liberatorio.
A chi gli aveva chiesto il perché di quella corsa così lanciata, lui avrebbe risposto: “Ho voluto provare a volare”.
Una frase semplice. Quasi detta lì per lì. Eppure oggi fa venire i brividi.
Perché dopo la sua morte quelle parole sono diventate un saluto, un’immagine, un modo per accompagnarlo con dolcezza: “Ora puoi volare con gli angeli”. Non è curioso come certe frasi, dette in un momento qualsiasi, poi restino appese alla memoria di tutti? Succede così, a volte. Una battuta, un pensiero, un’immagine improvvisa diventano il modo più vero per ricordare una persona.
Il lavoro nel sociale e il legame con Casa “Franco Basaglia”
Matteo Prencipe non era conosciuto soltanto nel mondo sportivo. Il suo nome compare anche in ambito sociale, in particolare per il suo legame con la Casa “Franco Basaglia”, realtà collegata al tema della salute mentale e dell’inclusione.
Viene ricordato come coordinatore di comunità e come figura impegnata nel creare rapporti, collaborazioni e percorsi umani. Un ruolo delicato, di quelli che richiedono ascolto, pazienza e una sensibilità non comune.
La fotografia, il Gargano e quello sguardo sulle cose
C’è poi un altro lato della vita di Matteo Prencipe: la fotografia. Una passione nata nel tempo e legata anche ai paesaggi del Gargano, alla natura, ai volti, ai luoghi.
La fotografia racconta molto di una persona. Chi fotografa non si limita a guardare: sceglie cosa trattenere, dove mettere attenzione, quale dettaglio salvare dal passare dei giorni. E Matteo, anche attraverso questa passione, sembrava avere un rapporto speciale con il territorio e con le immagini.
Aveva collaborato anche a progetti legati al cinema indipendente, occupandosi di fotografia di scena e location. Un dettaglio che aggiunge profondità al suo profilo: non solo runner, non solo uomo del sociale, ma anche persona capace di osservare il mondo con occhio curioso.
Il dolore di Manfredonia e l’ultimo saluto
La morte di Matteo Prencipe ha lasciato un vuoto forte a Manfredonia. Il cordoglio è arrivato dagli amici, dagli sportivi, da chi lo aveva conosciuto nel lavoro, nella corsa o semplicemente nella vita di tutti i giorni.
I funerali sono stati fissati per martedì 5 maggio 2026 alle ore 17:00, nella Chiesa San Michele Arcangelo di Manfredonia. Sarà il momento dell’ultimo saluto, quello più difficile. Quello in cui le parole spesso non bastano e restano gli abbracci, gli sguardi, le presenze.
Un uomo ricordato per ciò che ha lasciato
Matteo Prencipe lascia il ricordo di un uomo molto legato alla sua città, alla corsa, agli amici, alla comunità. Il “Professore”, come lo chiamavano con affetto, non se ne va soltanto come un runner o come un volto noto di Manfredonia. Se ne va come una persona che ha attraversato più mondi lasciando in ognuno qualcosa.
Lo sport, il sociale, la fotografia, le relazioni. Tutto sembra comporre un ritratto umano fatto di movimento e attenzione. Di passi e sguardi. Di corse condivise e silenzi pieni.
E allora forse quel ricordo, “ho voluto provare a volare”, oggi suona ancora più forte. Perché chi ha conosciuto Matteo Prencipe sembra volerlo immaginare così: non fermo, non distante, ma ancora in corsa.
Solo un po’ più in alto.
FAQ su Matteo Prencipe
Chi era Matteo Prencipe?
Matteo Prencipe era un uomo di Manfredonia, conosciuto anche come “il Professore”, legato al mondo della corsa, alla ASD Manfredonia Corre e ad attività sociali sul territorio.
Quanti anni aveva Matteo Prencipe?
Matteo Prencipe aveva 61 anni. Era nato a Manfredonia il 6 aprile 1965.
Matteo Prencipe era un runner?
Sì. Matteo Prencipe era tesserato con la ASD Manfredonia Corre e partecipava a gare podistiche, tra cui competizioni su strada e maratonine.
Quando si svolgono i funerali di Matteo Prencipe?
L’ultimo saluto a Matteo Prencipe è previsto per martedì 5 maggio 2026 alle ore 17:00 nella Chiesa San Michele Arcangelo di Manfredonia.
È nota la causa della morte di Matteo Prencipe?
Al momento non risulta comunicata pubblicamente una causa della morte confermata. Per questo è corretto non fare ipotesi.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






