Una mattina iniziata nel modo più drammatico, nel cuore di Venezia, quando la città era ancora mezza addormentata e tra i rii c’era solo il rumore dell’acqua. Un ragazzo di 20 anni è morto annegato all’alba di martedì 5 maggio 2026, dopo essere finito in un canale nel sestiere di San Polo insieme ad altri due giovani.
I suoi amici sono stati salvati da un’imbarcazione di passaggio. Lui, invece, non è più riemerso.
Il corpo è stato trovato poco dopo dai sommozzatori dei Vigili del fuoco, nelle acque davanti alla caserma della Guardia di Finanza. Una scena terribile, di quelle che lasciano una domanda sospesa: com’è possibile che una serata, o forse una notte, finisca così?
Chi era il ragazzo morto a Venezia
Il giovane aveva 20 anni ed era, secondo quanto emerso nelle prime ricostruzioni, di origini polacche. Il suo nome non è stato ancora reso noto e, al momento, non risultano diffuse nemmeno le iniziali.
Di lui, per ora, si sa questo: era un ventenne, faceva parte di un gruppo di tre giovani e si trovava nella zona di San Polo 2640, una delle aree piĂą centrali e frequentate di Venezia.
La tragedia all’alba a San Polo
L’allarme è scattato intorno alle 5.30 del mattino. La richiesta di soccorso parlava di tre persone finite in acqua nella zona di San Polo. A quel punto sono intervenuti i Vigili del fuoco, arrivati con due autopompe lagunari dalla sede di Venezia Dorsoduro e con il supporto dei sommozzatori del nucleo regionale.
Due ragazzi sono stati recuperati vivi grazie a una barca di passaggio. Un intervento provvidenziale, forse decisivo per evitare che la tragedia diventasse ancora piĂą pesante.
Il terzo giovane, però, è sparito sotto la superficie dell’acqua. I soccorritori hanno iniziato subito le ricerche, ma il tempo passava e la speranza si faceva sempre più fragile.
Il corpo recuperato davanti alla Guardia di Finanza
Il corpo del ventenne è stato individuato e recuperato intorno alle 7.15, nelle acque davanti alla caserma della Guardia di Finanza a San Polo.
Sul posto sono arrivati anche i Carabinieri e il personale sanitario del Suem 118, ma per il ragazzo non c’era più nulla da fare.
La dinamica è ancora da chiarire
Il punto piĂą delicato resta proprio questo: come sono finiti in acqua i tre giovani?
Al momento non c’è una ricostruzione definitiva. Per ora, l’unico dato certo è che i tre erano insieme e che due di loro sono riusciti a salvarsi, mentre il ventenne non ce l’ha fatta.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






