Chi è Rita Corazza, la moglie di Diabolik: la donna rimasta nell’ombra accanto a Fabrizio Piscitelli, le figlie e le parole in tribunale

Serena Comito

Chi è Rita Corazza, la moglie di Diabolik: la donna rimasta nell'ombra accanto a Fabrizio Piscitelli, le figlie e le parole in tribunale

Chi è Rita Corazza, la moglie di Diabolik: «Sono morta anch’io il 7 agosto insieme a Fabrizio»

Accanto a Fabrizio Piscitelli c’era sempre lei, ma raramente si vedeva. Rita Corazza — moglie di Diabolik da quasi trent’anni, madre delle sue due figlie, donna che ha vissuto nell’ombra di una storia enorme e complicata — è rimasta nell’ombra anche dopo. Per scelta, per paura, per dignità. Tranne in due momenti: quando ha deciso di parlare ai giornali, poche settimane dopo l’omicidio. E quando è entrata nell’aula bunker di Rebibbia come testimone nel processo.

Una storia nata attraverso i Senese

Rita Corazza e Fabrizio Piscitelli si sono conosciuti grazie a Gennaro Senese, fratello del boss Michele Senese detto ‘O Pazzo, uno degli uomini più potenti della criminalità romana. Lo ha raccontato lei stessa in udienza, senza filtri: «Gennaro Senese mi fece conoscere Fabrizio, erano cresciuti insieme. Gennaro e Michele Senese furono anche testimoni al nostro matrimonio. Con i Senese c’era molto affetto». Una famiglia unita da legami che andavano ben oltre l’amicizia di quartiere.

Si sposano. Hanno due figlie: Giorgia e Ginevra. Il capitale delle società legate agli Irriducibili — Fans Edition e Mister Henrich — è intestato a lei e alle ragazze. Una costruzione che, agli occhi degli inquirenti, serviva anche a schermare i flussi economici.

Dopo il 7 agosto: la paura, le gocce per dormire

Poche settimane dopo l’omicidio, Rita Corazza rompe il silenzio in un’intervista al Messaggero. Le parole che usa sono quelle di una donna distrutta, non di una vedova che recita un copione. «Da quel maledetto 7 agosto le mie figlie e io viviamo in un incubo. Abbiamo paura», dice. E poi: «Personalmente non metto piede fuori da casa da due mesi. Prendo le gocce per dormire».

Parla del murales che un artista aveva dipinto in memoria di Fabrizio a Torpignattara, che il Comune aveva deciso di cancellare. «Nessun disegno stile Gomorra, nessun messaggio criminale», dice. «C’è solo lui e il suo sorriso». Poi aggiunge qualcosa che racconta molto sul peso che portava: «Se io sono morta quel 7 agosto insieme a Fabrizio, le mie figlie invece hanno una vita davanti».

Sulla figura pubblica del marito, Rita Corazza non si nasconde ma non si arrende: «Mio marito appare come un mostro, si sta scrivendo un nuovo romanzo criminale intorno a lui. Io non dico che fosse un santo, ma la verità è che era un carismatico, che sapeva mettere pace tra le persone». E poi: «Ha avuto tre condanne in tutta la vita, i beni sequestrati ci sono stati restituiti. Lui è diventato il capro espiatorio per tutti i mali di Roma».

Sulla sua paura è esplicita: «Noi siamo tre donne, non abbiamo protezioni. E se chi ha fatto del male a Fabrizio volesse farlo anche a noi?». Chiede solo una cosa: «Vorrei sapere chi e perché ha ucciso Fabrizio. E saperlo in carcere».

In tribunale: la testimonianza

Nel luglio 2023, Rita Corazza entra nell’aula bunker di Rebibbia come testimone nel processo a Calderon. Risponde alle domande dei pm Palazzi e Ceraso. Racconta dei rapporti tra il marito e i Senese, dell’ambiente in cui vivevano, di quello che sapeva e di quello che non sapeva. «Mio marito aveva 10 telefoni, era una persona complessa», dice. «Ma con lui usavo solo il telefono normale».

Quando arriva il turno delle domande delle parti civili e della difesa, comincia ad agitarsi. «Voglio andare via, sto male». L’udienza viene sospesa per una pausa. È l’immagine più precisa di chi è Rita Corazza: una donna che ha vissuto accanto a qualcosa di molto grande e molto pericoloso, che ha cercato di tenerne fuori le figlie, e che si trova a fare i conti con tutto questo ancora anni dopo.

Secondo quanto riportato da fonti investigative, il matrimonio con Piscitelli stava attraversando una crisi profonda negli ultimi tempi — «un amore diventato tossico», si legge in alcune ricostruzioni. Lui, secondo chi lo conosceva, era in procinto di andarsene di casa. La notte del 7 agosto non fu nemmeno necessario prendere quella decisione.

Oggi

Rita Corazza non ha profili social pubblici. Non rilascia interviste. Le figlie Giorgia e Ginevra, cresciute nel mezzo di questa storia, sono state parte civile nel processo insieme alla madre, alla sorella Angela e al fratello Andrea di Fabrizio. Dopo la condanna di Calderon, la sorella di Piscitelli ha detto quello che probabilmente anche Rita pensava: «Mio fratello, nonostante la sua devianza, deve avere giustizia».

Una famiglia che chiede verità. Non assoluzione, non redenzione. Soltanto verità.

FAQ

Chi è Rita Corazza? È la moglie di Fabrizio Piscitelli detto Diabolik, capo storico degli Irriducibili della Lazio ucciso il 7 agosto 2019. Sposata con lui da quasi trent’anni, è madre delle sue figlie Giorgia e Ginevra.

Come si sono conosciuti Rita Corazza e Fabrizio Piscitelli? Si sono conosciuti grazie a Gennaro Senese, fratello del boss Michele Senese, che era cresciuto insieme a Piscitelli. Gennaro e Michele Senese furono anche testimoni al loro matrimonio.

Rita Corazza ha testimoniato al processo per l’omicidio di Diabolik? Sì. È stata sentita come testimone nell’aula bunker di Rebibbia nel luglio 2023, nel processo a Raul Esteban Calderon per l’omicidio del marito.

Dove vive oggi Rita Corazza? Non sono disponibili informazioni pubbliche sulla sua vita attuale. Ha sempre scelto un profilo molto riservato, soprattutto dopo l’omicidio del marito.

Ha figli Rita Corazza? Sì, ha due figlie avute con Fabrizio Piscitelli: Giorgia e Ginevra, entrambe parti civili nel processo per l’omicidio del padre.