Una strada secondaria, di quelle che si percorrono senza pensarci troppo. Il silenzio della campagna, il buio fitto, poche auto di passaggio. È qui, tra Tribiano e Mulazzano, nel Sud Milano, che nella notte tra il 2 e il 3 maggio 2026 si è consumata una tragedia che ha spezzato la vita di due giovani: Alexander Viorel e Sarah Errani, poco più che ventenni, compagni nella vita e nei progetti.
La loro ultima sera: amici, normalità, poi il ritorno a casa
La serata era iniziata come tante altre. Alexander e Sarah avevano passato qualche ora con amici a Mulazzano. Un momento semplice, senza nulla di insolito.
L’ultimo contatto con la famiglia di lui risale a poco dopo le 22. Poi, intorno alla mezzanotte, i due salgono sul loro scooter per tornare a casa, a Tribiano, dove vivevano insieme da circa un anno. Una convivenza recente, costruita passo dopo passo, segno di un legame solido e di un futuro che stava prendendo forma.
Quel tratto di strada: buio, isolato, difficile
Il percorso che stavano affrontando non è tra i più facili, soprattutto di notte. Si tratta della strada comunale 704, una via secondaria con caratteristiche ben precise: nessuna illuminazione pubblica, traffico molto scarso nelle ore notturne, carreggiata stretta e curve improvvise, tra cui una particolarmente insidiosa. Elementi che, messi insieme, possono trasformare un tragitto breve in qualcosa di rischioso, soprattutto nel buio totale.
L’incidente: pochi istanti, nessuna possibilità
A un certo punto, lungo quel tratto isolato, qualcosa va storto. I rilievi parlano di una lunga strisciata sull’asfalto, segno di una perdita di controllo o di una frenata improvvisa.
Lo scooter, un Kymco 125, esce dalla carreggiata. Supera il bordo della strada, precipita in un fossato profondo circa quattro metri e si schianta contro una struttura rigida, probabilmente un muretto o un manufatto in cemento. L’impatto è violentissimo.
Alexander e Sarah indossavano entrambi il casco, correttamente allacciato. Ma non basta. Le ferite riportate sono troppo gravi: secondo i primi accertamenti, la morte arriva subito o in pochissimi istanti. Non ci sarebbe stato margine per salvarli, nemmeno con soccorsi immediati.
Il silenzio dopo lo schianto: ore senza che nessuno si accorga di nulla
È uno degli aspetti più duri da accettare. Dopo l’incidente, nessuno vede, nessuno sente. La zona è isolata, immersa nel buio, poco frequentata di notte. Lo scooter e i corpi finiscono nel fossato, fuori dalla vista di chi eventualmente passa. Così le ore scorrono senza che scatti alcun allarme.
Il ritrovamento di Sarah Errani e Alexander al mattino: la scoperta casuale
Solo la mattina successiva, tra le 7:30 e le 7:45, qualcosa cambia. Due passanti – secondo alcune ricostruzioni dei jogger – notano qualcosa di insolito e si avvicinano. Sul posto arrivano rapidamente il personale del 118, i vigili del fuoco e i carabinieri. Ma non c’è più nulla da fare. I sanitari possono solo constatare il decesso.
I vigili del fuoco si occupano del recupero dei corpi, mentre i carabinieri iniziano i rilievi: misurazioni, analisi dei segni sull’asfalto, ricostruzione della traiettoria dello scooter.
Chi erano le vittime: due vite già avviate
Dietro la cronaca ci sono le persone, e i dettagli che emergono raccontano molto di loro.
Alexander aveva circa 25-26 anni. Di origini romene, era cresciuto tra Mulazzano e Tribiano. Aveva studiato Economia all’Università di Parma e lavorava nel settore della cybersecurity. Era appassionato di sport, in particolare di triathlon, segno di uno stile di vita attivo e determinato.
Sarah aveva circa 24-25 anni ed era nata a Vizzolo Predabissi. Viveva con Alexander a Tribiano, condividendo con lui la quotidianità e i progetti. Chi li conosceva li descrive come una coppia affiatata, discreta, ben inserita nel contesto locale. Due giovani che avevano scelto di costruire insieme il proprio futuro.
Una storia che si interrompe nel silenzio
Quello che resta è una vicenda che si è consumata lontano da tutto: senza testimoni, senza soccorsi immediati, nel buio di una strada secondaria.
Pochi istanti hanno cambiato tutto. Una perdita di controllo, un’uscita di strada, un impatto impossibile da evitare. E due vite che si fermano insieme, nel luogo più inaspettato.
Le indagini continueranno, ma il quadro è già chiaro. Rimane soprattutto il vuoto lasciato da Alexander e Sarah, e la sensazione, difficile da allontanare, che tutto sia successo nel modo più silenzioso e improvviso possibile.

Tedesco Giorgia, classe ’95.
Quello che contraddistingue il mio lavoro è l’idea di cos’è che si cela dietro una notizia: un’informazione.
Ma le informazioni non sono tutte uguali. Se ti arriva un’informazione e da essa non piangi, non ridi, non respiri, non ti disperi o non gioisci, essa non ti serve a nulla.
Perché l’informazione è la libertà di un popolo. Ed é nelle nostre emozioni che si avverte la vera essenza della libertà.
www.linkedin.com/in/giorgia-tedesco-b781401b6
Per eventuali rettifiche scrivere a giorgia.tedesco@alphabetcity.it






