Segnatela sul calendario — o forse l’avete già fatto. La Festa della mamma 2026 cade domenica 10 maggio, come vuole la tradizione italiana della seconda domenica di maggio. Un appuntamento fisso nell’agenda emotiva di milioni di famiglie, fatto di telefonate mattutine, fiori comprati all’ultimo minuto, pranzi in casa e bigliettini disegnati a mano dai bambini. Ma dietro questa domenica c’è molto più di quanto si pensi.
Perché il 10 maggio: la data mobile e la storia italiana
In Italia la Festa della mamma non ha sempre avuto una data mobile. Per anni era fissa all’8 maggio, in coincidenza con la commemorazione cattolica della Madonna del Rosario di Pompei — maggio è da sempre il mese dedicato alla Madonna, considerata simbolicamente la madre di tutti. Le cose sono cambiate nel 2001, quando l’Italia si è allineata al modello anglosassone adottando la seconda domenica di maggio, più comoda per le famiglie: di domenica è più semplice riunirsi, viaggiare, stare insieme.
In Italia la ricorrenza ha due padri fondatori. Il primo è Don Otello Migliosi, che nel 1957, nel piccolo borgo di Tordibetto ad Assisi, celebrò per la prima volta ufficialmente la figura della mamma. Il secondo è il senatore e sindaco di Bordighera Raul Zaccari, che aveva già istituito un primo festeggiamento nel 1956 e nel 1958 presentò al Senato un disegno di legge per renderla ufficiale — che però non fu approvato. La festa si è affermata lo stesso, senza bisogno di una legge.
La donna che l’ha inventata — e poi odiata
La Festa della mamma moderna nasce negli Stati Uniti nel 1908, per mano di Anna Jarvis, una maestra della Virginia Occidentale che volle rendere omaggio alla madre appena scomparsa. Organizzò la prima cerimonia pubblica nella chiesa metodista di Grafton distribuendo garofani bianchi — il fiore preferito di sua madre. La sua campagna fu così efficace che nel 1914 il presidente Woodrow Wilson firmò la proclamazione ufficiale del Mother’s Day come festività nazionale americana, fissata alla seconda domenica di maggio.
La storia di Anna Jarvis, però, ha un finale amaro che pochi conoscono. Negli anni successivi alla sua creazione, assistette impotente alla trasformazione della sua festa in una macchina commerciale — fiori, cioccolatini, biglietti d’auguri, profitti miliardari. La odiava. Fondò un’associazione per cercare di boicottarla, rilasciò dichiarazioni sempre più disperate contro i commercianti che ne avevano preso possesso. Morì nel 1948, sola e povera in un ospizio, senza mai essere riuscita a fermare quello che aveva messo in moto.
Una parabola che, ancora oggi, invita a riflettere su cosa significhi davvero onorare le madri.
Le radici antiche: dalla Grecia agli dei romani
Ma l’idea di celebrare la maternità è molto più antica di Anna Jarvis. Gli antichi Greci festeggiavano Rea, dea della terra e della fertilità, madre degli dei Zeus, Poseidone e Ade — con grandi celebrazioni floreali primaverili. I Romani celebravano Cibele, dea della natura e madre di tutte le madri, nei cosiddetti Matronalia, all’inizio della primavera. In Inghilterra, già nel XV secolo il Mothering Sunday offriva alle donne della servitù un giorno libero per tornare dalla propria madre.
Tradizioni diverse, continenti diversi, secoli diversi. Ma tutte puntano nella stessa direzione.
Dove si festeggia e quando nel mondo
La seconda domenica di maggio — e quindi il 10 maggio 2026 — è la data condivisa da un numero impressionante di Paesi: Italia, Stati Uniti, Australia, Germania, Giappone, Grecia, Brasile, Canada, Cina, Turchia, Svizzera e molti altri ancora.
Ma non tutti seguono questa convenzione. Nel Regno Unito e in Irlanda si festeggia la quarta domenica di Quaresima, in piena primavera ma con data variabile. In Francia è l’ultima domenica di maggio o la prima di giugno. In Spagna la prima domenica di maggio. Nei Paesi balcanici e in alcune nazioni dell’Est Europa si sovrappone all’8 marzo, Giornata internazionale della donna. In Armenia il 7 aprile. Una ricorrenza globale, ma senza un calendario comune.
Idee regalo: cosa apprezzano davvero le mamme nel 2026
Secondo i dati del settore, i fiori restano il regalo più diffuso — rose rosa e orchidee dominano le vendite nei fioristi, mentre la mimosa lascia sempre più spazio a variazioni contemporanee. I prodotti di pasticceria artigianale sono in crescita: la torta classica si trasforma in cheesecake ai frutti rossi, crostate al limone, dolci su ordinazione.
Ma la tendenza più forte degli ultimi anni è quella delle esperienze: una giornata alle terme, un ingresso a un museo, un weekend in Italia o in Europa, un corso di cucina, una serata a teatro. Regali che non si mettono in un cassetto e non si dimenticano.
Per chi cerca qualcosa di più personale: un album fotografico con i momenti più belli condivisi, un oggetto personalizzato, o — semplicissimo ma rarissimo — del tempo di qualità, senza distrazioni e senza telefoni sul tavolo.
L’Azalea della Ricerca di Fondazione AIRC torna anche quest’anno nelle piazze italiane per la Festa della mamma: acquistarla significa sostenere la ricerca sui tumori femminili. Un gesto che unisce affetto e solidarietà.
Il significato che cambia
La Festa della mamma nel 2026 ha un peso diverso rispetto a vent’anni fa. Accanto ai regali e ai pranzi in famiglia, si è fatto largo un tema che non si riesce più a ignorare: il lavoro di cura invisibile. Il carico emotivo, organizzativo, quotidiano che ancora oggi ricade in modo sproporzionato sulle madri — appuntamenti, scuola, relazioni, casa, figli. Quello che nel dibattito pubblico si chiama mental load, e che non compare in nessun biglietto d’auguri ma che è presente ogni giorno dell’anno.
Riconoscerlo, almeno per un giorno, vale più di qualsiasi mazzo di fiori.
FAQ
Quando si festeggia la Festa della mamma nel 2026? Domenica 10 maggio 2026, come vuole la tradizione italiana della seconda domenica di maggio.
Perché la Festa della mamma si festeggia a maggio? Maggio è il mese dedicato alla Madonna nella tradizione cattolica italiana, simbolo per eccellenza della maternità. La scelta della seconda domenica permette inoltre alle famiglie di riunirsi più facilmente.
Chi ha inventato la Festa della mamma? La forma moderna fu ideata da Anna Jarvis negli Stati Uniti nel 1908, in memoria della propria madre. In Italia la ricorrenza fu introdotta tra il 1956 e il 1957 dal senatore Raul Zaccari e da Don Otello Migliosi ad Assisi.
La Festa della mamma si festeggia il 10 maggio in tutto il mondo? No. La seconda domenica di maggio è la data condivisa da molti Paesi, ma non da tutti. Francia, Spagna, Regno Unito e altri seguono calendari diversi.
Qual è il regalo più apprezzato per la Festa della mamma? I fiori restano il classico intramontabile. Ma la tendenza più forte è verso le esperienze — terme, musei, weekend — e verso i gesti personalizzati che mostrano attenzione vera, non solo un acquisto dell’ultimo minuto.

“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






