Ad Angri, in provincia di Salerno, una donna di 35 anni originaria del Bangladesh è stata arrestata con accuse pesantissime: avrebbe narcotizzato ed evirato il marito, un uomo di 41 anni, anche lui bengalese, dopo una lite legata alla possibile presenza in casa della prima moglie di lui.
Chi è la 35enne arrestata ad Angri
La donna arrestata ha 35 anni ed è originaria del Bangladesh. Viveva in Italia regolarmente e, secondo quanto emerso finora, non risultavano precedenti penali noti prima di questa vicenda.
La 35enne e il marito si erano spostati da poco ad Angri, dopo aver vissuto a Sant’Antonio Abate. La nuova abitazione si trovava nel centro storico della città, in una casa più ampia rispetto alla precedente.
L’uomo, secondo le ricostruzioni, avrebbe voluto portare nella nuova casa anche la prima moglie. Una decisione che la 35enne non avrebbe accettato e che avrebbe fatto esplodere un conflitto già molto delicato.
La coppia, dunque, non viveva ad Angri da anni. Era arrivata da poco, forse con l’idea di sistemare una situazione personale complessa. Ma quella casa nuova, invece di segnare un inizio, sarebbe diventata il teatro di un’aggressione gravissima.
La lite sulla prima moglie
Il possibile movente ruota attorno alla gelosia e alla gestione dei rapporti familiari. L’uomo avrebbe avuto una prima moglie e figli.
Secondo quanto ricostruito, la donna avrebbe reagito alla prospettiva che anche l’altra moglie entrasse nella stessa casa. Una situazione complicata, difficile da immaginare dall’esterno, ma che avrebbe creato una frattura profonda nella coppia.
Non si conoscono tutti i dettagli del rapporto tra i due. Non è chiaro da quanto tempo durassero le tensioni, né se ci fossero stati litigi precedenti noti alle autorità. Quello che emerge è un quadro familiare fragile, carico di gelosia, paura e rancore. E alla fine, secondo l’accusa, quella tensione sarebbe sfociata in un gesto estremo.
L’accusa: narcotizzato ed evirato mentre era in casa
La ricostruzione dell’aggressione è durissima. L’uomo avrebbe avvertito una forte sonnolenza dopo un pasto o comunque mentre si trovava in casa. Gli investigatori stanno valutando l’ipotesi che possa essere stato sedato o narcotizzato.
A quel punto, secondo l’accusa, la 35enne avrebbe usato un coltello da cucina per colpirlo e recidergli i genitali. Le ferite riportate dall’uomo sono state giudicate gravissime.
La vittima è stata soccorsa e trasportata prima all’ospedale Umberto I di Nocera Inferiore, poi trasferita a Napoli per cure specialistiche. Le sue condizioni sono apparse subito serie, anche per la natura delle lesioni subite.
La donna è stata arrestata quasi in flagranza. Nell’abitazione sarebbero stati trovati elementi ritenuti compatibili con la ricostruzione degli investigatori, compreso il coltello che sarebbe stato usato nell’aggressione.
Di cosa è accusata la donna
La 35enne deve rispondere di tentato omicidio e lesioni gravissime. Si tratta di accuse molto pesanti, che ora dovranno essere valutate dall’autorità giudiziaria.
È importante ricordarlo: la donna è indagata e arrestata, ma non è stata condannata in via definitiva. Ogni ricostruzione resta quindi legata agli accertamenti in corso e al lavoro degli inquirenti.
Dopo l’arresto, è stata portata nel carcere femminile di Salerno-Fuorni. L’udienza di convalida era attesa nelle ore successive, con la Procura impegnata a ricostruire ogni passaggio della vicenda.
Cosa sappiamo del marito ferito
Il marito ha 41 anni ed è anche lui originario del Bangladesh. Viveva con la donna nella casa di Angri dove sarebbe avvenuta l’aggressione. Secondo le ricostruzioni, lavorava in Italia e aveva una situazione familiare complessa, con una prima moglie e figli.
Dopo l’aggressione, è riuscito a chiedere aiuto in condizioni drammatiche. È stato soccorso e portato in ospedale con ferite gravissime. La natura dell’aggressione ha reso necessario il trasferimento in una struttura specializzata.
La sua vicenda ha provocato forte indignazione, anche perché ribalta la narrazione più frequente della violenza domestica: qui la persona gravemente ferita è un uomo, mentre l’indagata è la donna con cui viveva.
Una storia ancora piena di punti da chiarire
Resta una domanda enorme: cosa è accaduto davvero prima dell’aggressione? La lite sulla prima moglie è davvero il solo movente? L’uomo è stato narcotizzato? Da quanto tempo la coppia viveva una situazione così tesa?
Sono tutti punti ancora da chiarire. Gli investigatori stanno lavorando sulla dinamica, sui rapporti tra i due e sugli elementi trovati in casa. Per ora resta il quadro di una convivenza appena trasferita ad Angri, una discussione familiare esplosa attorno alla prima moglie e un’aggressione violentissima che ha lasciato un uomo in ospedale e una donna in carcere.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






