La notizia della morte di Giuliano Saglia ha colpito profondamente il mondo della musica italiana. A darne comunicazione, tra gli altri, è stata PMI – Produttori Musicali Indipendenti, che lo ha ricordato come protagonista di un lungo percorso nella discografia indipendente e nell’editoria musicale. Parole semplici, ma che restituiscono bene il peso della perdita: non solo un professionista stimato, ma una persona con cui tanti hanno condiviso lavoro, idee e anni di strada.
Saglia è stato uno di quelli che la musica non l’hanno solo vissuta, ma costruita, giorno dopo giorno, attraversando epoche molto diverse tra loro.
Dalla passione per i vinili a Milano, cuore della discografia
La sua storia parte da lontano, negli anni Settanta. Prima ancora che diventasse un lavoro, la musica era una passione concreta, fatta di dischi acquistati con i risparmi, di ascolti attenti, di curiosità continua.
Alla fine del decennio apre un negozio di dischi a Biella. Non è solo un punto vendita: diventa un piccolo centro di incontro per appassionati, un luogo dove si scoprono suoni nuovi. Saglia non si limita a quello che trova: va a Milano, cerca dischi d’importazione, amplia l’offerta, costruisce relazioni.
All’inizio degli anni ’80 decide di fare il salto e si trasferisce proprio a Milano, allora epicentro della discografia italiana. Qui entra nel settore in modo professionale, lavorando tra importazione e distribuzione e partecipando anche a contesti internazionali come il Midem di Cannes. È il momento in cui la passione si trasforma definitivamente in mestiere.
Gli anni Novanta e la crescita della scena indipendente
Il passaggio decisivo arriva nei primi anni ’90 con la nascita di Dig It International, realtà di cui Saglia è tra i protagonisti. Sono anni di grande fermento: la discografia indipendente si struttura, cerca spazi, costruisce alternative ai grandi circuiti.
In questo contesto Saglia diventa un punto di riferimento, uno di quelli che sanno muoversi tra artisti, etichette e distribuzione con competenza e visione.
Nel 1998 apre un nuovo capitolo insieme a Roberto Cibelli, fondando Brioche Edizioni Musicali e Red Music. Due progetti diversi ma complementari: da una parte l’editoria musicale, dall’altra la produzione e la distribuzione. Un modo per presidiare l’intera filiera e accompagnare la musica in tutte le sue fasi.
Dalla dance internazionale alla nuova scena italiana
Nel corso degli anni Saglia lavora anche a progetti che superano i confini italiani, soprattutto nel mondo della musica dance. Tra le esperienze più note ci sono quelle legate a DJ Miko, The Tamperer e al brano “Lady”, che ha avuto risonanza internazionale.
Ma la sua capacità più grande è stata quella di non restare fermo. Con il cambiare dei gusti e dei linguaggi, Saglia si avvicina alla nuova scena italiana, contribuendo allo sviluppo dell’hip hop e del pop contemporaneo.
Sul fronte editoriale collabora con artisti che negli anni successivi diventeranno centrali nel panorama musicale: Ghali, Achille Lauro, Salmo, Lazza, Nitro, thasup, Paky, Fred De Palma. Un lavoro spesso lontano dai riflettori, ma fondamentale per la crescita e la struttura dei progetti artistici.
L’intuizione del digitale
Quando la musica cambia ancora, passando dal supporto fisico al digitale, Saglia dimostra ancora una volta di saper guardare avanti. Partecipa alla nascita di Made in Etaly, tra i primi aggregatori digitali italiani, contribuendo a portare la musica indipendente sulle piattaforme online in una fase in cui lo streaming era ancora agli inizi. È un passaggio cruciale: cambia il modo di distribuire, di ascoltare, di pensare la musica. Saglia c’è anche in questa trasformazione.
Giuliano Saglia: il lato umano, oltre il lavoro
Chi lo ha conosciuto lo ricorda non solo per le competenze, ma per il modo di stare nel lavoro. Il messaggio di PMI lo sottolinea chiaramente: con lui si condividevano idee, lavoro, pezzi di vita.
Non era solo un discografico, ma un collega, un punto di riferimento, spesso anche un mentore. Negli ultimi anni si era dedicato molto alla consulenza e alla formazione, affiancando giovani artisti e professionisti, trasmettendo esperienza senza mai smettere di ascoltare.
Una storia che racconta un’intera epoca
La carriera di Giuliano è, in fondo, il racconto di come è cambiata la musica negli ultimi quarant’anni. Ha attraversato tutto questo restando sempre dentro il cambiamento, senza inseguirlo ma spesso anticipandolo. La sua scomparsa lascia un vuoto importante. Non solo per quello che ha fatto, ma per come lo ha fatto: con continuità, visione e un’umanità che, oggi, tutti quelli che hanno lavorato con lui stanno ricordando.

Tedesco Giorgia, classe ’95.
Quello che contraddistingue il mio lavoro è l’idea di cos’è che si cela dietro una notizia: un’informazione.
Ma le informazioni non sono tutte uguali. Se ti arriva un’informazione e da essa non piangi, non ridi, non respiri, non ti disperi o non gioisci, essa non ti serve a nulla.
Perché l’informazione è la libertà di un popolo. Ed é nelle nostre emozioni che si avverte la vera essenza della libertà.
www.linkedin.com/in/giorgia-tedesco-b781401b6
Per eventuali rettifiche scrivere a giorgia.tedesco@alphabetcity.it






