Quando tutti parlavano del campione, lui stava in silenzio. Quando le telecamere cercavano il volto della famiglia Zanardi, lui si faceva da parte. Niccolò Zanardi, 27 anni, figlio unico di Alex e Daniela Manni, ha sempre scelto la stessa strada di sua madre: quella dell’ombra. Non per assenza di carattere, ma per eccesso di dignità.
Oggi, con la morte del padre avvenuta nella notte del 1° maggio 2026, il suo nome torna al centro dell’attenzione. E lui, probabilmente, preferirebbe che non fosse così.
Chi è Niccolò Zanardi
Niccolò è nato nel 1998, due anni dopo il matrimonio dei suoi genitori. Quando il padre ha avuto il terribile incidente al Lausitzring il 15 settembre 2001 — quello che gli è costato entrambe le gambe — Niccolò aveva tre anni. Un’età in cui non si capisce tutto, ma si percepisce tutto. Alex lo ha raccontato in un’intervista con quella leggerezza che sapeva mettere anche sulle cose pesanti: «Aveva tre anni e ha percepito le protesi come qualcosa che mi rendeva speciale».
Crescere con quel padre, in quella famiglia, non è stato semplice — ma è stato qualcosa di raro. La famiglia ha vissuto tra le case di proprietà in Maremma e in Veneto, a Noventa Padovana, lontana dai riflettori quanto possibile per essere la famiglia del campione più amato d’Italia.
Riservato come la mamma, forte come il papà
Di Niccolò si sa poco, e lui sembra averlo scelto deliberatamente. Il suo profilo Instagram, seguito da poco più di mille persone, è rimasto praticamente fermo al 2015. Tra le poche cose che ha condiviso pubblicamente c’è una foto con suo padre, accompagnata da una frase in inglese che vale più di qualsiasi intervista: «Tutti dicono che mio padre è un esempio di vita come sportivo. Io penso che lui sia un esempio di vita come padre».
Una riga che racconta tutto su che tipo di uomo fosse Alex Zanardi in casa, lontano dalle medaglie e dalle telecamere. E tutto su che tipo di figlio sia Niccolò — uno che guarda il padre con occhi diversi dagli altri, più vicini e più veri.
Da alcune foto sui social sembrerebbe che abbia lavorato in uno stabilimento balneare a Castiglione della Pescaia, in provincia di Grosseto, vicino alla casa di famiglia in Maremma. Ma nulla di più è confermato: Niccolò non ha mai voluto che la sua vita professionale diventasse notizia.
Il giorno dell’incidente del 2020
Il 19 giugno 2020, quando Alex si è schiantato con il camion sulle strade senesi durante la staffetta Obiettivo Tricolore, Niccolò non era presente. Stava rientrando a casa a Noventa Padovana. Ha saputo dell’incidente da una telefonata. Una di quelle che non vorresti mai ricevere. Ha raggiunto di corsa i genitori al Policlinico Le Scotte di Siena e ha vegliato tutta la notte accanto al padre e alla madre.
«L’ho abbracciato, è un ragazzo forte», disse Mario Valentini, commissario tecnico della nazionale paralimpica, che lo conosceva da quando era piccolo. «Quando era piccino lo chiamavo Papone perché si attaccava ad Alex e lo chiamava in continuazione». Immagine che racconta l’infanzia di un bambino che aveva un papà sempre in giro per il mondo, ma che quando c’era era davvero presente.
Da quel giorno fino all’ultimo, Niccolò è rimasto vicino alla famiglia — discreto, solido, presente. Come gli hanno insegnato.
FAQ
Chi è Niccolò Zanardi? È il figlio unico di Alex Zanardi e Daniela Manni, nato nel 1998. Ha 27 anni e ha sempre scelto di vivere lontano dai riflettori, esattamente come sua madre.
Cosa fa nella vita Niccolò Zanardi? Non sono disponibili informazioni certe sulla sua professione attuale. Da alcune foto social sembrava lavorare in uno stabilimento balneare a Castiglione della Pescaia, in Maremma, zona dove la famiglia ha una delle sue case.
Quanti figli ha Alex Zanardi? Alex Zanardi ha un solo figlio, Niccolò, avuto dalla moglie Daniela Manni.
Cosa ha detto Niccolò Zanardi del padre? In un vecchio post Instagram scrisse: «Tutti dicono che mio padre è un esempio di vita come sportivo. Io penso che lui sia un esempio di vita come padre». L’unica frase pubblica che lo descrive davvero.

“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






