Chi è Mariano Barbacid: il genio dell’oncologia che ha fatto sperare il mondo, poi lo studio sulla cura al pancreas è crollato

Serena Comito

Chi è Mariano Barbacid: il genio dell'oncologia che ha fatto sperare il mondo, poi lo studio sulla cura al pancreas è crollato

A gennaio 2026 era l’uomo più cercato su Google dopo il Papa. A fine aprile, il suo nome era tornato a circolare — ma con un tono completamente diverso. Mariano Barbacid, biochimico molecolare spagnolo, classe 1949, una delle menti più celebrate della ricerca oncologica mondiale, si trova oggi al centro di uno scandalo scientifico che ha fatto il giro del pianeta.

La storia comincia con una speranza enorme. Finisce, almeno per ora, con una scritta in rosso su una rivista scientifica: «Questo studio è stato ritirato».

Chi è Mariano Barbacid: una carriera da manuale

Prima di capire cosa è successo, bisogna sapere chi è quest’uomo. Perché Barbacid non è un ricercatore qualunque — è uno di quei nomi che nella storia della medicina ha lasciato un segno reale, concreto, verificabile.

Nato a Madrid il 4 ottobre 1949, si laurea in Chimica all’Università Complutense della capitale spagnola, poi vola negli Stati Uniti dove costruisce la prima parte della sua carriera. Ricercatore all’MD Anderson Cancer Center di Houston, poi direttore del Dipartimento di Oncologia al National Cancer Institute del Maryland. Nel 1982 compie quella che ancora oggi viene considerata una delle scoperte più importanti nella storia dell’oncologia molecolare: isola il primo oncogene umano, identificando la prima mutazione genetica associata allo sviluppo del cancro nell’uomo. Poi isola l’oncogene TRK da un carcinoma del colon. Trecentosessanta pubblicazioni su riviste come Nature e Nature Genetics. Lauree honoris causa da tre università. Membro della National Academy of Sciences americana dal 2012.

Nel 1998 torna a Madrid con un progetto ambizioso: costruire da zero il Centro Nazionale Spagnolo per la Ricerca sul Cancro, il CNIO. In meno di dieci anni lo trasforma in uno dei centri oncologici più rispettati al mondo. Una carriera, insomma, da manuale.

La scoperta che ha fatto il giro del mondo

Il 30 gennaio 2026 il CNIO pubblica i risultati di uno studio coordinato da Barbacid su una possibile nuova terapia contro l’adenocarcinoma duttale pancreatico — la forma più comune e devastante di tumore al pancreas, quella con una sopravvivenza a cinque anni che in Italia si attesta intorno all’11-12%. Una malattia per cui la chirurgia è ancora l’unica opzione concretamente curativa, applicabile però solo a una minoranza di pazienti.

Lo studio descriveva una combinazione di tre farmaci — daraxonrasib, afatinib e SD36 — capace di agire su diversi punti della via molecolare collegata alla proteina KRAS, spesso coinvolta in questo tipo di tumore. Nei modelli animali, la terapia aveva mostrato l’eliminazione completa delle cellule tumorali, con effetti collaterali ridotti e una durata di risposta mai osservata prima. «Per la prima volta abbiamo ottenuto una risposta completa, duratura e a bassa tossicità», aveva dichiarato Barbacid. La rivista Nature lo aveva già respinto. Era poi finito su PNAS, i Proceedings of the National Academy of Sciences, la pubblicazione dell’Accademia americana di cui Barbacid era membro — con una procedura di revisione più rapida, riservata appunto ai soci dell’istituzione.

I giornali di tutto il mondo avevano sparato titoli trionfanti. Donazioni erano arrivate da ogni parte. La Fundación Cris, un’organizzazione spagnola per la ricerca sul cancro, aveva raccolto milioni di euro sulla scia di quella notizia.

Il crollo: il conflitto di interessi non dichiarato

Il 28 aprile 2026, accanto al titolo dello studio su PNAS, appare una scritta in rosso. «Questo studio è stato ritirato».

La motivazione è precisa: un conflitto di interessi rilevante non dichiarato al momento della sottomissione. Barbacid, insieme alle coautrici Carmen Guerra e Vasiliki Liaki, detiene partecipazioni finanziarie in Vega Oncotargets, una società biotecnologica fondata nel 2024 con l’obiettivo esplicito di sviluppare e valorizzare commercialmente proprio la strategia terapeutica descritta nello studio. Barbacid ne possiede circa il 10% delle quote.

Non è illegale avere rapporti con aziende private. Ma le regole editoriali di PNAS sono chiare: chi ha interessi finanziari collegati alla ricerca non può usare la corsia preferenziale dei membri dell’Accademia — quella con revisione più leggera — ma deve passare per la procedura ordinaria, più rigorosa. Barbacid aveva scelto la corsia riservata. E non aveva dichiarato il conflitto.

Il sito stesso di Vega Oncotargets, in alcune versioni precedenti, aveva dichiarato apertamente che la tecnologia alla base dei prodotti aziendali era quella sviluppata dal gruppo del CNIO. Un dettaglio che rendeva ancora più evidente il legame tra la ricerca pubblicata e gli interessi economici degli autori.

Il dettaglio che ha aggravato tutto

Come rivela El País, Barbacid era a conoscenza dell’imminente ritiro già dal 12 marzo 2026 — sei settimane prima che la notizia diventasse pubblica. Nel frattempo, le donazioni alla Fundación Cris continuavano ad arrivare, alimentate dall’entusiasmo generato dallo studio. Il paradosso che emerge è quello che fa più male: una parte di quei fondi, raccolti da cittadini comuni convinti di finanziare la ricerca pubblica, potrebbe finire per sostenere Vega Oncotargets, l’azienda privata di Barbacid che detiene i diritti sulle molecole testate.

Sul portale scientifico PubPeer, già nei mesi precedenti al ritiro erano stati segnalati problemi nelle figure dello studio: immagini sospettate di essere duplicate, sovrapposizioni parziali. Segnalazioni che non avevano avuto la stessa eco mediatica dei titoli trionfanti di gennaio.

I risultati scientifici sono falsi?

Questo è il punto su cui è fondamentale essere precisi. PNAS ha specificato con chiarezza che il ritiro non riguarda la validità scientifica dei risultati, ma esclusivamente la mancata trasparenza sul conflitto di interessi. Lo studio era condotto su 45 topi di laboratorio — un modello preclinico, molto lontano dall’applicazione clinica sull’uomo. Il percorso dalla sperimentazione animale alla terapia verificata sull’uomo è lungo, incerto, e pieno di fallimenti anche nelle ricerche più solide.

Il caso Barbacid, come ha scritto Il Foglio, è diventato una storia esemplare di overselling scientifico: la distanza tra un risultato in laboratorio e una cura applicabile viene spesso ignorata dai titoli dei giornali, con effetti devastanti sulle speranze di migliaia di pazienti e famiglie.

Un gigante con un’ombra

Barbacid rimane uno dei biochimici più importanti degli ultimi cinquant’anni. La scoperta del primo oncogene umano nel 1982 ha cambiato la comprensione del cancro in modo permanente. La sua carriera al CNIO ha prodotto ricerche reali, riconosciute dalla comunità scientifica internazionale.

Ma gennaio 2026 ha mostrato quanto sia sottile il confine tra la scienza e gli interessi che la circondano. E quanto facilmente una notizia possa trasformarsi in speranza, e la speranza in delusione — soprattutto quando a farne le spese sono persone malate che aspettano risposte vere.

FAQ

Chi è Mariano Barbacid? È un biochimico molecolare spagnolo nato a Madrid nel 1949. Nel 1982 ha isolato il primo oncogene umano, una delle scoperte più importanti nella storia dell’oncologia molecolare. Ha diretto il National Cancer Institute del Maryland e fondato il CNIO, il Centro Nazionale Spagnolo per la Ricerca sul Cancro.

Perché è stato ritirato lo studio di Barbacid sul tumore al pancreas? PNAS ha ritirato lo studio il 28 aprile 2026 per un conflitto di interessi non dichiarato: Barbacid e due coautrici detengono partecipazioni in Vega Oncotargets, società fondata per sviluppare commercialmente la stessa terapia descritta nello studio, senza averlo comunicato alla rivista al momento della pubblicazione.

I risultati dello studio sul cancro al pancreas sono stati smentiti? No. Il ritiro riguarda esclusivamente la mancata trasparenza sul conflitto di interessi, non la validità scientifica dei risultati. Lo studio era comunque condotto su modelli animali — 45 topi — e non sull’uomo.

Cos’è Vega Oncotargets? È una società biotecnologica fondata nel 2024 da Barbacid e Carmen Guerra per sviluppare applicazioni terapeutiche commerciali basate sui risultati del gruppo di ricerca del CNIO. Barbacid ne detiene circa il 10% delle quote.

Cosa succede ora alle donazioni raccolte dalla Fundación Cris? La fondazione sta valutando come gestire i milioni raccolti sulla scia dello studio. Il paradosso emerso è che parte di quei fondi, donati per la ricerca pubblica, potrebbe andare a sostenere Vega Oncotargets, l’azienda privata di Barbacid.